«Il 2018 dovrebbe esse l’anno campale per l’energia, prima con l’annunciato superamento della tutela e poi con il completamento della riforma tariffaria. Tutto ruota intorno alla revisione tariffaria proposta dall’AEEGSI (a loro dire voluta dall’Europa) e sulla riforma del mercato. Ma siamo sicuri che ce le chiedono l’Europa e il mercato?

Noi abbiamo espresso il nostro “No” al superamento del mercato tutelato, non perché abbiamo la sindrome del Nimby, ma perché le 16 associazioni dei consumatori hanno avuto contezza nell’attività di tutti giorni del disastro che il DDL sulla Concorrenza genererebbe con l’abolizione del Mercato Tutelato, frutto di un’esigenza di “qualche” operatore del mercato di acquisire clienti per aumentare i margini dopo aver fallito con gli strumenti tradizionali e aver esagerato con le truffe. Le associazioni denunciano che il rischio principale effetto di questa misura sarà quello di aggiustare i conti delle aziende energetiche a spese dei consumatori domestici e delle piccolissime imprese, e alzi la mando chi dice che non è vero.

Di certo non saranno i nuovi o piccoli operatori del mercato ad acquisire clienti, ma sempre i soliti noti (ricordate il caso della liberalizzazione sul gas delle utenze non domestiche?). Vogliamo credere che non sia questa l’implicita intenzione del Governo, o perlomeno del Dipartimento energia del MISE.

Il superamento del Mercato Tutelato, a nostro avviso, eliminerebbe sia il meccanismo dei prezzi di riferimento per i consumatori domestici, che aumenterebbe i comportamenti collusivi fra gli operatori, oggi garantiti dalle ultime tutele a protezione dei consumatori del mercato tutelato. Immaginiamo già, come a seguito del mancato recapito di una fattura, si finisca per essere etichettati come morosi con il conseguente e veloce distacco dell’utenza e la bollatura di appestato energetico. Non c’è gruppo di acquisto collettivo o meccanismo di tutela che possa proteggere il consumatore dinnanzi alla fame di fatturato che hanno quasi tutti gli operatori a causa delle allegre gestioni del passato. Se proprio dobbiamo superare la tutela, prima vogliamo avere la piena efficacia della Class Action, unico strumento per intimorire gli operatori scorretti.

Scusate ma qualcuno vorrebbe negare che il mercato non sia già libero? Chiunque oggi può scegliere il proprio operatore, quel che non può fare è scegliersi il letturista e il distributore. Sul tema della revisione tariffaria e dei prezzi, ci chiediamo se sia proprio il caso di aumentare di altre 100€ di media la bolletta dell’utente “tipo” per ridurre i costi di rete a chi vuole consumare più energia (riforma tariffaria D2, D3).

Non sarebbe il caso di incentivare di più autoproduzione e accumuli domestici, ma sopratutto non sarebbe il caso di dare una liberalizzata ai costi fissi come la distribuzione e la misura e introdurre il principio che pago quel che consumo e non quello che mi stimano o i sussidi di sistema? La regolazione degli ultimi anni ha creato dei mostri. Il primo mostro si chiama distributore locale, il secondo distributore misto al venditore (unbundilizzati) e il terzo mostro è la famosissima sicurezza del sistema. Tutti mostri creati in nome della stabilità dei bilanci creando posizioni dominanti e danno di tutti, dal consumatore all’energivoro, generando rendite di sistema e sussidi di Stato, pagati però dagli utenti.

Se distribuzione e dispacciamento sono gli unici segmenti in cui si fa margine senza essere a mercato vuol dire che a qualcuno conviene. Basta! Siamo stanchi di pagare bollette in consumo stimato e conguagli quinquennali. Siamo stufi di perdere ore al telefono o allo sportello per vederci rettificare una bolletta di cui in realtà abbiamo consumato solo il 50% di quel che ci hanno chiesto. Siamo stanchi di non poter scegliere se consumare sul posto o accumulare sotto il tetto. Vogliamo essere liberi di scegliere a chi pagare e se pagare la lettura del nostro contatore. Ma per fare questo, abbiamo bisogno sì di “liberalizzazione delle tariffe”, ma di quelle della distribuzione».

Luigi Gabriele
Affari Istituzionali, Associazione Consumatori Codici

Fonte: orizzoentenergia.it