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Salute

12 ottobre la giornata nazionale del caminare

Domenica 12 Ottobre 2014 si celebra la Giornata Nazionale del Camminare e l’Istat, nell’ambito delle proprie iniziative a tutela dell’ambiente, diffonde una raccolta di dati sulle scelte in fatto di mobilità urbana e pratica sportiva.

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L’intenzione della Giornata nazionale del camminare, giunta alla sua terza edizione e Organizzata da FederTrek, è sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su temi fondamentali – quali la qualità della vita nelle aree urbane e la riduzione dell’inquinamento ambientale – e promuovere il camminare come pratica sana, semplice e salutare.

La giornata sarà preceduta, sabato 11 ottobre, da un convegno nazionale dal titolo “A piede libero, verso un’Italia che cambia”, che si svolgerà a Roma, presso il Campidoglio, Sala della Protomoteca. Nel corso del convegno sarà assegnato il premio “Scuola in cammino”, ai video realizzati dagli studenti delle scuole sul tema “Andiamo a scuola a piedi”, in cui si raccontano le esperienze, vissute o immaginate, durante i tratti di strada percorsi a piedi durante la vita quotidiana.

Il programma della Giornata è ricco di iniziative ed eventi che permetteranno di riscoprire le bellezze del proprio territorio e rinnovare un legame affettivo e di appartenenza.

La mobilità per studio

Nel 2013, si muove a piedi il 29% dei bambini e dei giovani che si spostano per raggiungere l’asilo, la scuola o l’università (da soli o accompagnati) (erano il 25,9% nel 2009). Il 70,6% continua ad usare uno o più mezzi di trasporto, in particolare l’automobile (il 34,9% come passeggero e il 4,6% come conducente). Il motociclo è utilizzato dall’1,9%, la bicicletta dal 2,4%.

I bambini da 0 a 13 anni vanno a piedi più degli studenti più grandi. In particolare, l’asilo e la scuola per l’infanzia (0-5 anni) si raggiungono prevalentemente a piedi nel 33,2% dei casi, la scuola elementare (6-10 anni) nel 38,4% dei casi e la scuola media (11-13 anni) nel 41,7%.

L’essere accompagnati a scuola in automobile è prerogativa soprattutto dei bambini più piccoli (57,1% per i bimbi tra 0 e 5 anni, 47,5% per quelli tra 6 e 10 anni, 38,7% per i bambini tra 11 e 13 anni), mentre crescendo si scelgono altri mezzi di trasporto.

Il 34,2% dei 25-34enni usa l’automobile come conducente per gli spostamenti per studio. Inoltre, gli studenti di questa classe di età usano di più la bicicletta (6,1%, contro una media del 2,4%).

L’abitudine di andare a piedi a scuola o all’università è molto più diffusa al Sud (36,6%) e nelle Isole (32%) rispetto al Centro (22,1%) e al Nord (26,5%).

La mobilità per lavoro

Nel 2013, come nell’anno precedente, l’11,5% delle persone occupate di 15 anni e più si reca al lavoro camminando, mentre l’88% usa un mezzo di trasporto. Per quasi sette persone su dieci ciò vuol dire mettersi alla guida di un’automobile privata, mentre il 5,4% viene accompagnato da qualcun altro. Gli altri mezzi di trasporto sono meno utilizzati, come la moto o il ciclomotore (3,5% dei lavoratori), i mezzi pubblici (dall’1,9% del pullman o corriera al 6,1% di tram e bus) o la bicicletta (3,8%).

Le donne più degli uomini vanno al lavoro camminando (13,6% contro 10%) e usano più spesso mezzi di trasporto “verdi”: la bicicletta (4,4% contro il 3,4% degli uomini) e i mezzi pubblici (soprattutto tram e autobus: 9,3% contro il 3,9%). Gli uomini invece molto più spesso si recano al lavoro al volante dell’auto privata (71,8% contro il 64,6% delle donne).

Andare al lavoro a piedi è una pratica molto diffusa fra gli ultrasessantacinquenni (23,5% contro una media dell’11,5%) così come l’uso della bicicletta (6,5% contro 3,8%); quest’ultimo mezzo viene scelto anche dall’8,4% dei ragazzi di 18-19 anni. L’uso dell’auto come conducente predomina invece nelle classi di età intermedie, soprattutto tra i 35 e i 44 anni (71,2%).

Si cammina meno per andare al lavoro al Nord e al Centro (9,9% e 9,2%). Al Nord risulta più alta la quota di coloro che vanno al lavoro in bicicletta (5,8%), in particolare in confronto al Mezzogiorno (0,9%). La tipologia del comune incide in modo netto sulle scelte, obbligate o spontanee, di mobilità per lavoro. In particolare, al crescere della dimensione del comune aumenta la propensione all’uso della bicicletta (che è massima nei grandi comuni non metropolitani con più di 50.000 abitanti) e dei mezzi pubblici urbani come tram, bus, metropolitana. L’abitudine di andare al lavoro a piedi è invece appena un po’ più diffusa nei comuni al di sotto dei 2000 abitanti (13,3% contro una media dell’11,5).

Gli italiani, lo sport e l’attività fisica

Nel 2013 tre italiani su dieci hanno svolto attività sportive in modo costante o saltuario. Il 27,9% dichiara di praticare solo qualche attività fisica (era 29,2% nel 2012), non assimilabile allo sport propriamente detto (come passeggiare, nuotare, andare in bicicletta). La quota di sedentari, cioè di coloro che non praticano l’una né l’altra, è al 41,2% (contro il 39,2% nel 2012).

Lo sport è un’attività tipicamente giovanile. La pratica sportiva continuativa riguarda infatti, più degli altri, i bambini ed i ragazzi tra i 6 e i 17 anni, in particolare i maschi di 11-14 anni (61,8%). Per l’attività sportiva praticata in modo saltuario, l’età media si alza leggermente, con quote maggiori tra i 18-24enni.

Sulla diffusione della pratica sportiva pesano le differenze di genere: gli uomini che fanno sport in modo continuativo sono infatti il 26,8% contro il 17,2% di donne. I praticanti saltuari sono invece il 10,6% contro il 6,9% di donne. L’attività fisica non sportiva risulta invece più diffusa tra le donne (29,1%) rispetto agli uomini (26,4%).

Nella pratica di sport e attività fisica della popolazione le differenze territoriali tra Nord e Sud risultano abbastanza accentuate: tra i residenti al Nord il 25,1% pratica sport con continuità contro il 15,3% del Mezzogiorno.

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Salute

Lettini Fisher Price. Ritirati in 5 milioni

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32 casi accertati. Ritirate le Rock ‘n Play Sleepers, dopo che i bambini si sono rotolati e sono rimasti soffocati.

Roma, 16/04/2019 – “E’ preoccupante quanto abbiamo appreso dagli organi di stampa riguardo possibili pericoli di un prodotto di Fisher Price – scrive in una nota il Vice Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Martina Donini – in particolare si tratterebbe di alcuni vizi di conformità in relazione alla culla commercializzata da Mattel. Nonostante il prodotto sia stato richiamato negli Stati Uniti non escludiamo il fatto che sia venduta anche in Italia, come possiamo osservare dal sito della società e se così fosse, sarebbe un problema per l’incolumità dei bambini”.

il prodotto “Rock ‘n Play Sleeper”, con brand Fisher-Price è stato richiamato negli USA, in seguito alla denuncia dell’American Academy of Pediatrics, la quale avrebbe affermato la pericolosità del prodotto, che avrebbe causato il decesso di trentadue neonati. Per questo motivo la Consumer Product Safety Commission, avrebbe deciso di ritirare il prodotto dal mercato statunitense in attesa di ulteriori accertamenti che verifichino la conformità o meno del prodotto agli standard di sicurezza.

“Nella pagina web di Fisher-Price Italia – continua Donini – tra il catalogo dei prodotti commercializzati, è presente il prodotto denominato “Culla Gioca e Sogna Fisher- Price”, del tutto simile per caratteristiche alla culla ritirata dal mercato statunitense. Non possiamo permettere che venga commercializzato un prodotto destinato ai bambini con probabili difetti in quanto si andrebbe a mettere in pericolo la sicurezza dei bambini. Per questo motivo – conclude Donini – abbiamo chiesto delucidazioni alla società sulla natura del prodotto e che vengano presi gli opportuni provvedimenti per la problematica in questione onde evitare che il prodotto venga acquistato dalle famiglie e si presenti anche il minimo rischio per i bambini”. 

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Salute

5G: Federconsumatori sostiene l’appello alla prudenza rivolto dai medici dell’ISDE

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Spesso il confine tra benefici e rischi dell’innovazione diventa tanto sottile che risulta estremamente difficile valutarne gli effetti.

Emblematico in tal senso è il caso del 5G. La scorsa settimana il Presidente del Comitato Scientifico ISDE Italia – International Society of Doctors for Environment ha inviato una approfondita missiva al Vice Premier Luigi Di Maio, invitandolo a valutare i rischi del 5G sentendo il parere di medici, oltre a quello di fisici, ingegneri, informatici ed economisti. 

Il 5G, infatti, ha effetti biologici documentati, che non sono stati presi in considerazione né nella fase di sperimentazione, già avviata per circa 4 milioni di italiani senza alcuna informativa, senza una valutazione dei rischi e senza che siano stati predisposti adeguati monitoraggi ambientali e sanitari da parte degli organismi preposti.

Non vogliamo fare allarmismo, ci uniamo solo all’appello alla prudenza rivolto dai medici al Governo.

Risulta singolare come il wireless di quinta generazione, importante strumento di sviluppo capace di esprimere a pieno le potenzialità dell’IOT, in molti paesi sia stato bloccato: è questo il caso del Ministro dell’Ambiente belga e del Consiglio Comunale di Portland (Oregon – USA). A questi si aggiungono le critiche provenienti dal Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea, nonché le richieste di chiarimento sugli effetti biologici avanzate dall’Ufficio Federale tedesco per la protezione dalle radiazioni e una Commissione Parlamentare olandese.

“Riteniamo doveroso tutelare la salute pubblica dei cittadini italiani, anteponendola senza se e senza ma alle esigenze di profitto degli operatori di telefonia.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

Per questo ci uniamo all’appello dell’ISDE e sosteniamo le motivazioni dell’Alleanza Italiana Stop 5G nel richiedere un attento esame per la valutazione dei rischi e adottare una moratoria per la tecnologia 5G. Non c’è molto tempo, per questo è necessario agire tempestivamente: entro i prossimi due anni, secondo quanto deliberato dall’AGCOM, saranno già 120 i comuni che sperimenteranno le bande del 5G. Entro il 1 Gennaio 2022, in particolare, le compagnie dovranno permettere ad almeno l’80% della popolazione, in tutti i comuni con più di 30.000 abitanti e in tutti i capoluoghi di provincia italiani, la corretta fruizione, in maniera ragionevole anche indoor: questo vuol dire che le nostre case, i luoghi pubblici e gli uffici saranno irradiati dal 5G. Conoscerne e limitarne gli effetti negativi si rivela pertanto un’esigenza primaria, che il Governo deve affrontare al più presto.

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Salute

Farmaci on line, crolla erboristeria salgono integratori- La Fotografia

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FARMACI E PARAFARMACI: LA FOTOGRAFIA DEI CONSUMI SECONDO TROVAPREZZI.IT

Negli ultimi 3 anni crescita di ricerche online nel settore
Le donne, le più attive nell’acquisto sul web

Milano, 15 aprile 2019 – Con oltre 6 milioni e 700 mila ricerche nel 2018 e un incremento costante a partire dal 2016 (erano 4 milioni), il mercato degli integratori e dei coadiuvanti registra un boom di interesse tra gli italiani che appaiono sempre più inclini a ricorrere al web anche per l’acquisto di prodotti destinati alla salute e alla prevenzione.
È soltanto una delle principali evidenze che emerge dall’Osservatorio Farmaci & Parafarmaci di Trovaprezzi.it, il comparatore di prezzi online leader in Italia, realizzato in occasione della Giornata Mondiale della Salute che si celebra ogni anno il 7 aprile.
Qual è dunque il consumo degli italiani e come stanno cambiando negli anni le loro abitudini di acquisto di prodotti per salute e benessere, anche grazie ai canali online che affiancano le tradizionali farmacie?
Analizzando gli ultimi 3 anni (dal 2016 al 2018), i dati di Trovaprezzi.it evidenziano una maggiore propensione alla spesa da parte degli italiani per tutti i prodotti indispensabili per il proprio benessere e salute (oltre 10 milioni e 500 mila ricerche nel 2018). Oltre agli ottimi risultati di Integratori e Coadiuvanti riscuotono interesse anche i più vari Prodotti Salute, per i quali le ricerche sono passate da circa 1 milione e 600 mila del 2016 a oltre 3 milioni e mezzo nel 2018. Un calo nelle ricerche online si è registrato invece per i prodotti Erboristeria, molto più in voga qualche anno fa rispetto ad oggi (-24% di ricerche nel 2018 rispetto al 2017, con quasi 284 mila ricerche), seppure il numero di offerte su Trovaprezzi.it sia aumentato
notevolmente, passando dalle quasi 20 mila del 2016 alle 46 mila del 2018.
Il successo online del settore dedicato alla salute, registrato negli ultimi anni, è confermato dal significativo incremento del numero di offerte rilevato, oltre che dal +73% già evidenziato di Erboristeria, anche nelle
altre categorie interessate presenti su Trovaprezzi.it: +52% e +58% è stata la crescita della quota di offerte rispettivamente per Integratori e Coadiuvanti e per Prodotti Salute nel 2018 rispetto al 2017.
Sono le donne le più usuali consumatrici di tutti questi prodotti – con quasi 7 milioni di ricerche totali nel 2018 rispetto ai circa 3 milioni e 600 mila degli uomini – in particolare con età compresa tra i 35 e i 44 anni.
Da un punto di vista geografico, Lombardia (oltre 2 milioni e 600 mila ricerche) e Lazio (2 milioni e 100 mila ricerche) primeggiano tra le regioni più attive nel 2018, seguite da Campania e Emilia Romagna; fanalino di
coda La Valle D’Aosta con poco più di 3 mila ricerche. Oltre a Milano e Roma, sempre in testa alle ricerche con 557 e 502 ricerche per 1000 abitanti, si distinguono al Centro-Nord Bologna e Firenze (rispettivamente
con 298 e 251 ricerche per 1000 abitanti) e Palermo e Napoli al Sud (196 e 158 ricerche per 1000 abitanti).
Considerando la categoria Integratori e Coadiuvanti, nei primi mesi del 2019 e in concomitanza con i cambi di stagione, gli sbalzi climatici e l’arrivo della primavera, si nota che i 3 prodotti più ricercati sono stati gli integratori alimentari del genere di Armolid Plus in compresse, dell’Orac Spice a base di curcuma, chiodi di garofano, cannella e pepe nero, e del Magnesio Supremo solubile.
Tra i Prodotti Salute e Farmaci da Banco più cliccati nel 2019, le ricerche sono state piuttosto eterogenee e variegate. Sul podio si distinguono – per usi e esigenze diverse – alcool etilico, farmaci preventivi e curativi di
sintomi influenzali, ma anche gocce per sinusite di origine batterica, compresse vasoprotettrici e prodotti per il trattamento delle micosi.

Nonostante l’elevato interesse dimostrato dagli utenti, le richieste di autorizzazione per la vendita sul web di farmaci senza obbligo di ricetta vanno a rilento. È importante sottolineare che il commercio online dei
farmaci è limitata ai prodotti senza obbligo di ricetta medica ed è consentita esclusivamente a farmacie ed esercizi commerciali, autorizzati alla vendita nel territorio italiano, che ne facciano espressa richiesta.
Secondo quanto riportato da Federfarma (dati di aprile 2018), le autorizzazioni rilasciate dal Ministero sono solo per 550 farmacie e 100 esercizi commerciali, a fronte di oltre 19.000 farmacie, 4.000 parafarmacie e
300 corner all’interno dei supermercati sparsi sull’intero territorio nazionale.
La vendita online resta in ogni caso un’opportunità sia per le farmacie, le quali acquisiscono nuova clientela che non raggiungerebbero con la presenza fisica, sia per gli utenti che hanno la possibilità di risparmiare
confrontando i prezzi nella comodità di ricevere i prodotti direttamente a casa.
Per evitare di incappare in truffe o siti illegali è sempre opportuno verificare la presenza del Logo Comunitario sul sito web: il marchio registrato garantisce l’autorizzazione del Ministero della Salute e –
tramite link – rimanda all’elenco di tutti gli e-commerce abilitati alla vendita.

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