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130 anni fa 2880 lampade ad incandescenza illuminavano il teatro alla Scala, oggi abbiamo i LED

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130anni di Energia. Storie elettriche d’Italia e d’Europa.
La sera di Santo Stefano, 26 dicembre 1883, all’apertura della stagione lirica, con La Gioconda di Amilcare Ponchielli, il Teatro alla Scala venne definitivamente illuminato con la luce elettrica fornita da 2880 lampade ad incandescenza. Già dal 3 dicembre, il servizio di elettricità veniva fornito ininterrottamente di giorno e di notte.

Roma, 18 dicembre 2013, Edison, occasione del 130esimo anniversario della fondazione di Edison(la prima azienda elettrica italiana), Marco Margheri, direttore affari istituzionali Edison, ha raccontato la storia della società, ripercorrendo la continuità industriale e finanziaria dell’azienda. Edison la prima azienda ad elettrificare il Paese.
Suggestivo il racconto delle “Storie elettriche“, episodi che hanno accompagnato lo sviluppo e la diffusione dell’energia, esperimenti avvenuti tra il 1877-1879 di illuminazione pubblica a Milano.
Tutto inizia con l’esperimento dell’illuminazione di Piazza Duomo del 1877, e successivamente quello del primo marzo del 1879, fino ad arrivare all’illuminazione della piazza del Verziere del 1881 e successivamente la Galleria Vittorio Emanuele sempre nel 1881, illuminata da 25 lampade elettriche della Siemens.
In un momento in cui avvenivano centinaia di incendi al giorno in diverse città a causa del metodo di illuminazione pubblica, ancora basato con lampade a candela(famoso il disastro del teatro di Vienna), l’arrivo dell’illuminazione elettrica fu visto come la soluzione.Fino ad ora quindi solo esperimenti.
La svolta si ebbe nell’estate 1881 quando l’Ing.Giuseppe Colombo e Thomas Edison, si incontrarono alla mostra internazionale dell’elettricità di Parigi, e convennero che da quel momento Colombo, acquistando l’uso del brevetto di Edison, poté iniziare a produrre in Italia energia secondo quel modello produttivo.

La prima centrale elettrica italiana fu quella di Santa Radegonda, vicinissima al Duomo di Milano che suscitò molte critiche per l’alto camino, ritenuto antiestetico.

Nell’incontro per festeggiare i 130anni di Edison, avvenuto a Roma il 18 dicembre, che ha visto la presenza di autorevoli istituzioni tra cui:
Rade Berbakov, Primo consigliere dell’Ambasciata di Serbia in Italia, Denis Moura, Consigliere per la Scienza e la tecnologia, Ambasciata di Francia in Italia, si sono succeduti gli interventi di
Andrea Silvestri, Professore ordinario di sistemi elettrici per l’energia al Politecnico di Milano,
Vladimir jelenkovic, Direttore del Museo Tesla di Belgrado, Alain Beltran, Direttore di ricerca del CNRS e Presidente;

tutti tesi a ripercorrere la magnifica storia della “Fée electricité”, la fata elettricità, il magnifico vento dell’evoluzione tecnico scientifico che da Galilei a Edison, hanno permesso che oggi, con soli 3kWt di Energia, riusciamo a soddisfare tutti i nostri bisogni energetici.
Senza limiti se non quelli della nostra coscienza.

Oggi ho scritto questo pezzo con l’iPad con una potenza pari a quella che nel 1881 avrebbe potuto fornirmi solo la centrale di Santa Radegonda.130 anni fa eravamo all’età della pietra energetica, oggi siamo con lo sguardo verso altri pianeti, perchè il nostro non potrebbe più essere sufficiente a soddisfare la nostra fame di risorse.

Ci vorrebbe una nuova fata, forse questa volta una di quelle che ci faccia diventare tutti più consapevoli ed efficienti, non solo a Natale.
Buon compleanno energia e buone feste, illuminate a led!
di Luigi Gabriele

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Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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