Seguici su

News

18 giugno Roma, VISIONARI HyperPolitics – l’evento per la pubblica amministrazione nativa digitale

Pubblicato

il

HyperPOLITICS Pensare ed agire per la pubblica amministrazione nativa digitale il 18 giugno 2019 dalle 09:30 – 17:00

Aggiungi al calendario

Dove: REGIONE LAZIO Via della Pisana, 1301 1301 Via della Pisana 00163 Ponte Galeria-la Pisana

Visualizza Mappa

Il 18 giugno 2019 a Roma, presso la sede istituzionale del Consiglio Regionale del Lazio, si terrà HYPERPOLITICS – INNOVAZIONE DIGITALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: tecnologie emergenti, opportunità e nuovi servizi per i cittadini nativi digitali.

Gli speakers di eccezione saranno:
per il SETTORE PUBBLICO Mattia Fantinati (Sottosegretario Ministero Pubblica Amministrazione), Gianpaolo Manzella (Assessore sviluppo economico ed innovazione della Regione Lazio), Flavia Marzano (Assessore Roma Semplice) e Maurizio Stumbo, Direttore sistemi informativi LazioCrea.
Per il SETTORE TECNOLOGICO e INVESTORS Roberto Cingolani (Direttore Scientifico IIT Istituto Italiano di Tecnologia), Pier Luigi Dal Pino (Direttore relazioni istituzionali Microsoft) e
Stefano Devescovi (Business Development settore pubblico IBM)

HYPERPOLITICS: il primo evento dedicato da Visionari all’innovazione nella Pubblica amministrazione, in collaborazione con l’Intergruppo “Innovazione digitale nella pubblica amministrazione” del Consiglio Regionale del Lazio.
1 giorno di approfondimento, 7 ospiti d’eccellenza, una serie di workshop immersivi per connettersi con una Community innovativa. Realizzato con la direzione scientifica di Federico Pistono (presidente e fondatore di VISIONARI),  sarà un’occasione unica per entrare in contatto con speaker a livello nazionale e per guardare all’innovazione tecnologica come opportunità personale, professionale o come attivismo sociale.

Le sessioni della mattinata saranno dedicate alle tecnologie emergenti ed esponenziali (digital economy, blockchain, intelligenza artificiale), ai modelli di innovazione della pubblica amministrazione (digitalizzazione ed amministrazione nativa digitale, cybersecurity, opendata e analisi predittive), ai nuovi rapporti fra istituzioni e cittadini attraverso piattaforme di servizi digitali applicati alla pubblica amministrazione (edemocracy, egovernment, e-payment, smart contract).

SETTORI

DIGITAL PA
Modelli di innovazione della pubblica amministrazione come digitalizzazione ed amministrazione nativa digitale, cybersecurity, opendata e analisi predittive

E-SERVICE
Edemocracy, Egovernment, E-payment, e smart contract sono solo alcuni dei nuovi rapporti fra istituzioni e cittadini che si estrinsecheranno sotto forma di nuove piattaforme di servizi digitali applicati alla pubblica amministrazione.

REGISTRATI ALL’EVENTO

PROGRAMMA PRELIMINARE

9.30 – 10.00 Accoglienza
10.00 – 10.20 Saluti Istituzionali Luigi GABRIELE (Vicepresidente VISIONARI) Davide BARILLARI (Chairman intergruppo “Innovazione digitale nella PA”)
10.30 – 11.00 Politiche del governo per l’innovazione digitale Mattia FANTINATI
11.00 – 11.30 Progetti regionali in corso per l’innovazione digitale Gian Paolo MANZELLA
11.30 – 12.00 Politiche ente locale per l’innovazione digitale Flavia MARZANO
12.00 – 12.30 Ricerca applicata all’innovazione digitale per la PA Roberto CINGOLANI
12.30 – 13.00 Case studies per il mondo pubblico Pier Luigi DAL PINO
13.00 – 13.30 Innovazione Sistemica Stefano DEVESCOVI

Dalle 14.30 – 16.00 Local Challenge (Sale Rutuli e Sabini)
A) Open data, trasparenza e diritto alla privacy
B) Utilizzi della Blockchain nella pa: digitalizzazione e conservazione documentale, sanità elettronica, tracciabilità di prodotti.
C) Diritti e cittadinanza digitale. Processi di edemocracy di ultima generazione per i nativi digitali
16.30 – 17.00 Memorandum per la PA

Registrati all’evento

VISIONARI, un’associazione non-profit che promuove l’utilizzo responsabile di scienza e tecnologia per il miglioramento della società.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

News

Fatturazione a 28 giorni: fuorvianti le indicazioni dei gestori- protesta FEDERCONSUMATORI

Pubblicato

il

Fatturazione a 28 giorni: fuorvianti le indicazioni dei gestori sulle procedure per presentare richiesta di rimborso. Sulle modalità di restituzione dei giorni erosi bisogna attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato.

Siamo purtroppo costretti a tornare sulla nota vicenda della fatturazione a 28 giorni. L’ultimo capitolo di quella che è diventata un’odissea per gli utenti – che ormai da anni attendono compensazioni pecuniarie – si sta svolgendo proprio in queste settimane. Le compagnie telefoniche stanno, infatti, offrendo ai clienti soluzioni alternative al rimborso vero e proprio, come giga per la navigazione su internet, minuti di chiamate extra, voucher e altri servizi promozionali. Spetta pertanto all’utente scegliere, se vuole e in base alle proprie esigenze, l’opzione preferita, tenendo comunque presente che l’accettazione dell’offerta presentata dalla compagnia comporta la rinuncia a qualsiasi altra forma di rimborso, compensazione o restituzione dei giorni erosi

Nel caso in cui il cliente rifiuti l’offerta per ottenere il rimborso, alcuni gestori stanno comunicando la possibilità di presentare richiesta di restituzione dei giorni illegittimamente sottratti. A tale proposito precisiamo che si tratta di indicazioni quantomeno inesatte: l’irregolarità della fatturazione a 28 giorni è stata accertata, l’AGCOM ha sanzionato le compagnie e soprattutto ha deliberato che i rimborsi siano automatici. Da tale delibera scaturisce il ricorso delle compagnie al Consiglio di Stato, il cui pronunciamento, che definirà con certezza le modalità di restituzione, è previsto per il 4 luglio prossimo. E’ pertanto prematuro invitare gli utenti a seguire questa procedura, poiché in questo momento non è dato sapere come si esprimeranno i giudici e quindi quale sarà l’iter corretto da seguire.

Come Federconsumatori continuiamo a ritenere che i rimborsi debbano essere automatici e che sia ingiusto e inopportuno subordinare le compensazioni all’inoltro di una richiesta, poiché questa opzione finirebbe per indurre molti utenti a rinunciare al ristoro a cui hanno pienamente diritto.

Continua a leggere

News

Obsolescenza Programmata, l’Italia sta per varare la legge. ADICONSUM – VIDEO

Pubblicato

il

Martedì 18 giugno 2019

Audizione di Adiconsum alla  X Commissione del Senato
sul ddl n. 615 per il contrasto all’obsolescenza programmata dei beni di consumo

Riguarda l’audizione in senato- VIDEO dal minuto 42″ Intervento di Luigi Gabriele – ADICONSUM

Audizioni nell’ambito del ddl n. 615 su obsolescenza programmata dei beni di consumo, di rappresentanti di: Cobat, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti – CNCU



Adiconsum esprime apprezzamento, sostiene e condivide le finalità del disegno di legge e propone alcune integrazioni per migliorare il testo per una maggiore tutela del consumatore
18 giugno 2019 – 
Con il termine di obsolescenza programmata si intende quell’escamotage adottato dai produttori/costruttori di costruire prodotti funzionanti per un periodo prefissato, al termine del quale il consumatore messo di fronte alla scelta se riparare il bene o acquistarlo nuovo, a volte si trova costretto a scegliere quest’ultima opzione. Di obsolescenza programmata si è cominciato a parlare in occasione dell’entrata in vigore della garanzia legale di conformità che insiste su tutti i beni di consumo e che dura 24 mesi. Molti prodotti elettrici o elettronici presentano infatti problematiche in corrispondenza proprio della fine del periodo di garanzia legale.Alcuni parlamentari hanno presentato un disegno di legge, il n. 615, per modificare il Codice del Consumo nella parte relativa alla garanzia dei beni di consumo ed hanno audito, in maniera informale, i rappresentanti del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, tra cui Adiconsum.In merito al ddl abbiamo espresso parere favorevole nel disciplinare con urgenza il fenomeno dell’obsolescenza programmata che arreca danni ai consumatori, ne sosteniamo e ne condividiamo le finalità e proponiamo le seguenti integrazioni/modifiche.In particolare:

·     
 all’art. 2 (sui diritti dei consumatori) e all’art. 4 (sugli obblighi generali) proponiamo di integrare le modifiche apportate dal ddl inserendo anche la data di inizio e fine produzione del prodotto

·      
all’art. 8, comma 4-bis (in materia di CNCU – Consiglio nazionale Consumatori e Utenti) proponiamo di inserire la possibilità per il Consiglio di svolgere l’attività di vigilanza e di controllo in merito alle tecniche di obsolescenza programmata, avvalendosi dell’ausilio delle Autorità proposte ai controlli (Guardia di Finanza, Agenzia, Dogane e Monopoli di Stato)

·      
all’art. 9 (sulle sanzioni) proponiamo di aggiungere il comma 3 specificando che gli importi derivanti dalle sanzioni vadano quali fondo di supporto al CNCU per le iniziative di vigilanza e controllo.
 Adiconsum condivide gli altri articoli del disegno di legge n. 615.

Continua a leggere

News

RAI: SALVINI, TAGLIO MEGASTIPENDI E PRODUZIONI ESTERNE

Pubblicato

il

CODACONS: PRODUZIONE ESTERNE COSTANO ALLA RAI OLTRE 130 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, IL 24% DI TUTTI I COSTI DI PROGRAMMAZIONE

AZIENDA APPALTA ALL’ESTERNO ANCHE PROGRAMMI CON SEMPLICI INTERVISTE, NONOSTANTE DISPONGA DI OLTRE 13MILA DIPENDENTI INTERNI

Le produzioni televisive che la Rai affida all’esterno costano ogni anno 131 milioni di euro, il 24% dei costi complessivi di programmazione. Lo afferma il Codacons, commentando le dichiarazioni di Matteo Salvini che ha annunciato un taglio ai mega-stipendi e alle produzioni esterne.

In base agli ultimi dati disponibili comunicati dalla stessa azienda, il valore annuo delle produzioni affidate a società esterne, in regime di appalto totale o parziale, è pari a 131 milioni di euro e rappresenta circa il 24% dei costi complessivi di programmazione pari a 540 milioni.

La Rai spende per l’acquisto di format da altre società circa 75 milioni di euro, mentre 56 milioni di euro sono i costi per il reperimento delle risorse artistiche e di natura produttiva non compresi nell’appalto (conduzioni, studi, scenografia, ecc.) – spiega il Codacons – Il problema è che molti di questi format la Rai potrebbe comodamente realizzarli in proprio, ricorrendo agli oltre 13.000 dipendenti di cui dispone, considerato che spesso le produzioni acquistate all’esterno sono programmi con semplici interviste dietro una scrivania, come il caso di “Che tempo che fa”, trasmissioni per cui non serve certo un format.

“Si tratta di un vero e proprio sperpero di soldi pubblici, su cui già indaga la Corte dei Conti a seguito di esposto Codacons – afferma il presidente Carlo Rienzi – Pertanto non possiamo che appoggiare e sostenere la battaglia di Matteo Salvini, sperando che, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, non rimangano solo parole ma si trasformino in fatti concreti”.

Continua a leggere