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BOLLETTE: E SE IL FUTURO DEL SETTORE ENERGETICO SI CHIAMASSE BLOCKCHAIN?

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Fonte: orizzontenergia.it

Sapete cos’è la #blockchain?
E’ la più rande rivoluzione tecnologica degli ultimi millenni.

Il fenomeno delle cripto-valute potrebbe aver semplicemente scoperchiato un “vaso di Pandora” chiamato Blockchain. Ormai da qualche mese, grazie anche al grande rumore che si è fatto sulle cripto valute (quasi sempre confusione, spesso pilotata ad arte), anche nel nostro Paese si è iniziato a parlare della tecnologia che sta alla base delle criptocurrency e che potrebbe cambiare il mondo informatico così come lo conosciamo oggi.

In Italia sono stato il primo nel mondo dei consumatori a parlare di questo tema, non perché sono un Visionario, ma perché non voglio che i consumatori italiani restino ancora una volta indietro.

VISIONARI – BLOCKCHAIN
VISIONARI
Blockchain Education Network Italia

Luigi Gabriele
Codici Associazione Consumatori

 

Il sistema della blockchain è un sistema informatico di natura finanziaria che assicura sicurezza nei processi di transazione, senza la presenza di un regolatore. L’Associazione CODICI è stata la prima associazione per i consumatori italiana ad approfondire i benefici che questa tecnologia potrebbe avere se applicata al mercato energetico, e non solo. Nel corso dell’articolo vengono analizzati i principali benefici che si riscontrerebbero nell’intera filiera del mercato elettrico

 

 

Il fenomeno delle criptovalute potrebbe aver semplicemente scoperchiato un “vaso di Pandora” chiamato Blockchain. Ormai da qualche mese, grazie anche al grande rumore che si è fatto sulle cripto valute (quasi sempre confusione, spesso pilotata ad arte), anche nel nostro Paese si è iniziato a parlare della tecnologia che sta alla base delle criptocurrency e che potrebbe cambiare il mondo informatico così come lo conosciamo oggi.

Codici è stata l’unica Associazione dei consumatori italiana a rendersi conto dell’importanza e del potenziale che questa tecnologia può avere nella sua applicazione in diversi settori di business, consapevole che alcune innovazioni, vanno comprese e studiate e non seguite pedissequamente. Per questo abbiamo avviato anche una partnership tra l’Associazione Codici e l’Associazione BlockchainEdu (BEN – Blockchain Education Network), associazione che ha lo scopo di divulgare in ambienti accademici, ma non solo, le tematiche relative alla tecnologia blockchain, alle criptovalute e alla Distributed Ledger Technology

Ma cos’è la blockchain di cui tanto si parla? 

La blockchain nasce come sistema di disintermediazione finanziaria, un sistema che toglie potere ai pochi e lo dà ai molti in una logica dove uno vale realmente uno e c’è bisogno di un largo consenso dei partecipanti per poter cambiare le regole. È principalmente un sistema informatico che permette di far lavorare in maniera sicura più parti, senza bisogno di un regolatore centrale, basandosi su delle regole prestabilite.

Funzionamento blockchain

Sicuramente questo è un sistema molto complesso, ma con dei potenziali risvolti che andranno a rivoluzionare molte aree di business, così come già accaduto nel comparto dei pagamenti. Proprio per questo motivo è nato il ponte con BlockchainEdu, in modo da creare un canale di comunicazione diretto con la principale realtà italiana di esperti di questo settore e trasferire questi concetti anche ai consumatori.

Questa tecnologia promette di rivoluzionare non solo la concezione della finanza, ma anche quella di tanti altri settori. Ha ormai un innegabile ruolo di primo piano nei progetti di ricerca di grandi realtà, e si sta dimostrando un ottimo sistema per certificare e validare la proprietà e le transazioni di denaro o di qualsiasi altro bene di cui si deve certificare la proprietà.

Tre elementi, che possono essere determinanti anche in altri settori, dall’alimentare a quello dell’energia, caratterizzano la blockchain:

  • Integrità del dato;
  • Trasparenza;
  • Tracciabilità.

La tecnologia Blockchain potrebbe aiutare a migliorare la sicurezza e l’affidabilità delle transazioni, come ad esempio nel settore assicurativo dove la tecnologia blockchain viene ampiamente utilizzata attraverso gli smart contracts, protocolli informatici che fanno rispettare la negoziazione di un contratto, in quanto ogni clausola contrattuale viene applicata automaticamente.

Altre evoluzioni ed applicazioni si stanno registrando nella logistica e nell’industria IoT (Internet of Things) dove vi è necessità di un livello di sicurezza più elevato.

 

Si tratta di un enorme potenziale che può essere incanalato in applicazioni che hanno un impatto diretto e misurabile nella vita di tutti i giorni, inoltre. A chi non piacerebbe  avere il controllo diretto sul proprio denaro o sulle proprie bollette?

Attraverso la blockchain potrebbe manifestarsi il “new deal” del mercato energetico italiano: si potrebbe cambiare l’intera filiera del sistema elettrico. Inoltre, truffe problemi del mercato elettrico potrebbero essere radicalmente risolti dall’utilizzo della crittografia con una BlockChain pubblica.

La tecnologia blockchain potrebbe fermare definitivamente la piaga delle truffe e dei contratti non richiesti, oltre che ridurre del 30% nell’immediato, il costo della bolletta per gli utenti.

Si pensi alle potenzialità di questa tecnologianel settore energia e nella filiera elettrica nazionale. Banche dati, bonus energia e gas, misurazione, lettura, dispacciamentofonti rinnovabili, mobilità elettrica e trading: tutte queste aree potrebbero fortemente essere impattate dalla tecnologia BlockChain.

Blockchain energia

Per Codici è ormai evidente come possibile soluzione anche al problema dell’insopportabile peso delle bollette, che niente hanno a che fare con il prezzo del gas e dell’energia finale. Alla luce delle analisi d’impatto condotte sui costi in bolletta, questa tecnologia potrebbe ridurre del 30% il costo della bolletta dell’energia, in quanto eliminerebbe l’intermediazione di soggetti inutili e costosi che frenano lo sviluppo reale del settore.

Si potrebbe ad esempio fare a meno dell’Acquirente Unico e della sua banca dati SII, nonché delle procedure di acquisto di energia, del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), e di tutta la lunga filiera di controlli (o mancati controlli) nell’erogazione degli incentivi, nei certificati bianchi e in tutta quella lunga lista di incentivi o bonus, di cui il settore energetico abbonda. Inoltre un grande impatto potrebbe manifestarsi nella filiera del dispacciamento e della distribuzione dei soggetti che si occupano di distribuzione e misura, i quali potrebbero essere riorganizzati e resi più efficienti; non ultimo il fatto che non ci sarebbe bisogno di un intervento regolatorio massivo e spesso tardivo come quello dell’Autorità di settore (ARERA).

Pensiamo a come una blockcahin potrebbe riequilibrare il sistema del dispacciamento e della sperequazione per la stabilità di sistema. Insomma non ci sarebbero più truffe e truffati. Ma soprattutto ci sarebbe un immenso potenziale dati pubblico, dove far agire indistintamente e ad armi pari tutti gli operatori del mercato.

Pertanto Codici auspica che: politica e parlamento promuovano questo innovativo metodo di disintermediazione per risolvere tutti i problemi del settore e andare verso una nuova era energetica.
Non siamo per nulla visionari, siamo pratici” dichiara Luigi Gabriele – Responsabile Affari Istituzionali Codici –  “siamo consapevoli di questo settore e delle sue potenzialità”.

Il problema attiene all’intermediazione che genera costi che nulla hanno a che vedere con il prezzo della materia prima gas o energia e che gravano sulle spalle dei consumatori. L’auspicio è che tutte le start up internazionali che si occupano di Blockchain si impegnino per individuare in Italia tutte le possibili soluzioni per eliminare le intermediazioni, a beneficio di tutti.

A quel punto anche GSE e AU potrebbero essere tranquillamente sostituiti con un più efficiente registro pubblico digitalizzato sul sistema elettrico con base tecnologica AI (artificial intelligence), Blockchain e learning machine.

 

E se la tecnologia Blockchain venisse applicata agli smart metering cosa succederebbe?

Codici dopo l’introduzione della criptovaluta e propone l’introduzione del crypto – metering.

Crypto meteringLa soluzione è idonea anche per scongiurare che possa ripresentarsi quanto avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime e che con i nuovi smart meter non sarebbe esistito il bisogno di remunerare in bolletta il servizio di lettura (servizio per il quale il consumatore paga senza che gli venga reso). Oppure si pensa di mantenere queste voci in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?

 

Il fatto che il nuovo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su:

  • Trasparenza e quantificazione dei costi;
  • Qualità e conformità dello smart meter;
  • Lettura rilevata e certa del dato.

Questi problemi sfociano in un cattivo rapporto tra consumatore e venditore di energia, e non si spiegano gli ampi margini del distributore senza essere a mercato.

Gli oneri di misura e distribuzione gravano per più del 10% sulla bolletta, andando a remunerare un’attività di misura che spesso non viene svolta oppure è del tutto arbitraria, ed è qui che si annidano i principali problemi della filiera elettrica.

Non è di prioritario interesse il tipo di misuratore installato e su quale linea lavora, il nostro interesse è che a prescindere dall’apparecchio, la tecnologia di trasmissione dati non possa discostarsi dalla tecnologia blockchain, essendo i misuratori paragonabili a tutti gli effetti a dei computer installati nelle case degli italiani e messi a rete.

Lo smart metering si presta perfettamente alla filosofia e alla tecnologia blockchain, quindi si tenga in considerazione questa nuova tecnologia anche per il  processo di lettura, acquisizione  e trasmissione del dato,  che crea oggi i maggiori problemi al consumatore/utente.

Altra interessante applicazione è quella nell’energy storage o negli smart buildings, che nel prossimo futuro nell’ambito delle smart cities saranno di fondamentale importanza. A Brooklyn si è già verificato un caso di produzione e scambio locale di energia elettrica senza intermediari.

Sostanzialmente ci stiamo già muovendo verso questa direzione e sarà come per tutte le innovazioni: ciò che ora appare futuristico ed insensato, acquisirà senso nel prossimo futuro e, guardando indietro, ci chiederemo come abbiamo fatto finora a vivere senza.

 

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Articolo di Carla Pillitu (Codici – Centro per i diritti del Cittadino) e Luigi Gabriele (Affari istituzionali e regolatori – Codici) per Orizzontenergia

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Interrogazione sull’avanzamento di carriera di 18 posizioni. L’autosuper promozione del presidente ARERA Bortoni?

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Interrogazione parlamentare On.le VALLASCAS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il giornale «Il fatto quotidiano», con alcuni articoli pubblicati il 4 luglio e il 1° agosto 2018, ha dato la notizia secondo la quale l’attuale presidente dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) Guido Bortoni, avrebbe beneficiato di un avanzamento di carriera che risulterebbe anomalo sia per il ruolo ricoperto da Bortoni all’interno dell’Authority sia per le modalità in cui si è esplicato, modalità che, secondo quanto riferito dai sindacati, risulterebbero illegittime;

nel dettaglio, secondo il giornale, l’11 aprile 2018, operando in regime di prorogatio, essendo scaduto nel mese di febbraio, il collegio dei commissari di Arera avrebbe dato «indirizzo» al direttore per gli affari regionali e risorse (Dagr), Giovanni Colombo, di attribuire a Guido Bortoni «una valorizzazione dell’anzianità maturata, anche alla luce della disciplina vigente in Antitrust, con l’attribuzione di due livelli per ogni anno fuori ruolo»;

Bortoni, dirigente dell’Autorità, avrebbe trascorso gli ultimi nove anni «fuori ruolo», due al Ministero dello sviluppo economico, come capo del dipartimento dell’energia, sette ad Arera, come presidente: ne conseguirebbe che, secondo quanto riportato dal giornale, gli verrebbero «attribuiti in un colpo 18 livelli di avanzamento di carriera»;

è il caso di osservare che, sempre secondo quanto riferito da «Il fatto quotidiano» nell’edizione dell’1 agosto 2018 si tratterebbe «di uno scatto di carriera di 18 livelli che lo porterebbe, una volta tornato dirigente a fine mandato, ad avere più o meno lo stesso stipendio che aveva da presidente, circa 240 mila euro l’anno, il tetto massimo fissato per legge»;

il giornale riferisce che «Secondo i sindacati l’indirizzo è illegittimo, perché non si tratta di un atto amministrativo (e per questo non è stato reso pubblico) e viola il protocollo d’intesa che regola gli avanzamenti di carriera all’Autorità, che non prevede promozioni per i fuori ruolo (se non dopo una trattativa sindacale)»;

i sindacati, che nel frattempo si sono rivolti all’Anac, avrebbero segnalato un secondo caso di avanzamento di carriera anomalo: «il 5 aprile, il collegio ha disposto – questa volta con delibera – la promozione di quattro dirigenti, da direttori aggiunti a direttori […] Tra questi c’è anche Colombo, che peraltro firma la relazione fornita al collegio che fornisce le motivazioni per la promozione»;

se quanto riportato in premessa risultasse vero, ci si troverebbe di fronte a una situazione gravissima, nella quale verrebbero sovvertite le più elementari regole sulla progressione delle carriere nel pubblico impiego, sulla trasparenza delle procedure, sul conflitto d’interessi, nonché sulla terzietà degli organismi preposti a selezionare il personale;

è il caso di osservare che i fatti riferiti acquisterebbero, nella loro gravità, un’importanza straordinaria, anche perché interessano l’Arera, un organismo indipendente chiamato a ricoprire un ruolo strategico nella regolamentazione del sistema energetico italiano;

questa circostanza, se accertata, rischierebbe concretamente di influire negativamente anche sull’autorevolezza che deve sempre accompagnare l’operato di un’autorità indipendente, attività che dovrebbe essere improntata alla massima trasparenza e correttezza delle procedure e delle decisioni adottate –:

se il Governo non ritenga di adottare iniziative normative volte a rendere oggettivi e verificabili i criteri per gli avanzamenti di carriera, soprattutto per le posizioni apicali, anche per casi quali quello segnalato in premessa.
(5-00344)

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Antitrust | INFLUENCER’: PUBBLICITA’ OCCULTA VIETATA SEMPRE, ANCHE SUI SOCIAL NETWORK

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A distanza di un anno dalla prima azione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è intervenuta nuovamente sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media.

Tale fenomeno è, infatti, sempre più diffuso e rappresenta una modalità consolidata di comunicazione, consistente nella diffusione su blog, vlog e social network (come Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, Snapchat, Myspace) di foto, video e commenti da parte di blogger e influencer che mostrano sostegno o approvazione (endorsement) per determinati brand, generando un effetto pubblicitario. Tale forma di comunicazione, inizialmente utilizzata da personaggi di una certa notorietà, si sta diffondendo presso un numero considerevole di utenti dei social network anche con un numero di follower non particolarmente elevato.

Poiché l’influencer marketing può dar luogo a forme di pubblicità occulta, nel proprio intervento del 2017, l’Autorità aveva sollecitato tutti gli operatori coinvolti a vario titolo nel fenomeno a conformarsi alle prescrizioni del Codice del Consumo, fornendo adeguate indicazioni atte a rivelare la reale natura del messaggio, laddove esso derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, ancorché basato sulla fornitura gratuita di prodotti.
La risposta al primo intervento dell’Autorità del 2017 è stata positiva. Gli influencer e le imprese coinvolte hanno modificato le proprie condotte in senso più trasparente per i consumatori: si è osservato un maggior utilizzo di hashtag e riferimenti idonei a rivelare la natura pubblicitaria delle comunicazioni. Inoltre, l’Autorità ha rilevato un’evoluzione degli strumenti disponibili sui social network e delle modalità con le quali imprese e influencer possono raggiungere i consumatori. In particolare, le piattaforme di social network mettono a disposizione degli influencer specifici strumenti per rendere manifesto agli utenti il rapporto di sponsorizzazione. I titolari dei brand, a loro volta, possono utilizzare strumenti di notifica e controllo dei richiami ai propri marchi.

In questo secondo intervento, rivolto principalmente a influencer con un numero di follower non elevatissimo, ma pur sempre di rilievo, l’Autorità dopo aver ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, affinché l’intento commerciale di una comunicazione sia percepibile dal consumatore, ha evidenziato come il divieto di pubblicità occulta abbia portata generale e debba, dunque, essere applicato anche con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand.
Sotto tale profilo, se da un lato la visualizzazione di prodotti unitamente al posizionamento sull’immagine di un tag o un’etichetta che rinviano al profilo Instagram o al sito del brand sono idonei ad esprimere un effetto pubblicitario; dall’altro, la mancanza di ulteriori elementi può non rendere evidente per tutti i consumatori l’eventuale natura promozionale delle comunicazioni.
L’Autorità ha pertanto ricordato i criteri generali di comportamento e ha chiesto che sia sempre chiaramente riconoscibile la finalità promozionale, ove sussistente, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’inserimento di avvertenze, quali, a titolo esemplificativo e alternativo, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio.

In ragione dell’ampiezza e del proliferare dei contenuti sui social network, l’Autorità continuerà a monitorare il fenomeno adottando le misure valutate di volta in volta più opportune per contrastarlo.

Roma, 6 agosto 2018

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Sorgenia ottiene la massima valutazione del Energy Rating ideato da Luigi Gabriele

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Codici attribuisce a Sorgenia la massima valutazione del Codici Energy Rating

Simone Lo Nostro, Direttore Mercato e ICT di Sorgenia, riceve il Codici Energy Rating da Carla Pillitu, responsabile relazioni esterne dell’associazione CODICI.

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. L’audit svolto in Sorgenia

Sorgenia ha aperto le porte della propria sede all’associazione dei consumatori Codici per consentirle di analizzare e valutare le attività messe in campo nei confronti di clienti e prospect. La digital energy company si è aggiudicata il massimo della valutazione attribuibile secondo il Codici Energy Rating, ovvero quella di “operatore molto affidabile” rispetto al diritto dei consumatori.

Nella sede di Sorgenia si è parlato oggi del cambiamento in atto nel mercato elettrico italiano, cui è strettamente collegato un mutato atteggiamento dei consumatori, più consapevoli ed esigenti. L’occasione è stata la conclusione del progetto di valutazione cui Sorgenia ha deciso di aderire per analizzare le aree che hanno maggiore rilevanza nella gestione della relazione con i consumatori. Quattro gli audit eseguiti da Codici, l’associazione indipendente esperta nelle politiche consumer-friendly che ha messo a punto l’indice che valuta, su una scala da 1 a 4, la correttezza e trasparenza delle azioni intraprese dalle aziende del mercato libero dell’energia nei confronti dei consumatori, i punti di forza e le eventuali aree di miglioramento. Cinque le aree esaminate: i processi di vendita, la customer care, la gestione del credito, la conciliazione e la contrattualistica. Il risultato dell’audit è stato molto positivo: Sorgenia si è aggiudicata 4 raggi, il massimo della valutazione attribuibile dal Codici Energy Rating.

 

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. Le parole di Simone Lo Nostro, Direttore Mercato e ICT di Sorgenia

“L’eccellenza dell’esperienza che vivono i nostri clienti è al centro delle nostre strategie e dei nostri progetti. È importante, quindi, che non si smetta mai di verificare cosa si può correggere o migliorare nei nostri processi e nel nostro approccio a chi ci ha preferiti – ha commentato Simone Lo Nostro, Direttore Mercato e ICT di Sorgenia. La scelta di un partner come Codici è stata quindi naturale, sia perché si tratta di una associazione che ha un grande feeling con i consumatori e ne conosce le esigenze, sia perché si è dotata di uno strumento che si adatta perfettamente a svolgere un’analisi analitica e precisa di tutti i nostri punti di contatto con i clienti. Cercavamo la conferma che trasparenza, semplicità e chiarezza fossero effettivamente le parole chiave che non solo ci guidano, ma anche vengono identificate dai consumatori nel momento in cui diventano clienti Sorgenia, e perché no anche prima. Il rating estremamente positivo che abbiamo ricevuto da Codici ci conferma di aver intrapreso la strada corretta”.

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. Le parole di Ivano Giacomeli, Segretario Nazionale di Codici

“Abbiamo intrapreso questo percorso a salvaguardia dei consumatori e delle aziende che operano in tutta trasparenza per guadagnarsi una fetta di mercato, rendendolo realmente concorrenziale – afferma Ivano Giacomeli, Segretario Nazionale di Codici. La nostra azione è atta ad orientare e supportare il consumatore durante la transizione verso il mercato libero, che lo vedrà protagonista da qui ad un anno, nonché a creare un paradigma di riferimento per tutti gli operatori che vorranno competere senza essere scorretti. Ovviamente apprezziamo il fatto che le aziende si aprano al Codici Energy Rating mettendosi in discussione, non è affatto scontato che un’azienda ti permetta di valutare i propri processi aziendali. Ma tengo a precisare che il nostro intento non è quello di ergerci a giudici saccenti, tutt’altro! Codici in questo contesto suggerisce in punta di piedi delle aree di miglioramento affinché azienda e consumatore non abbiano, o riducano al minimo, problematiche sgradevoli di qualsivoglia natura”.

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. Il mercato. La frammentazione del mercato

L’incontro è stato anche l’occasione di fare una disamina più ampia del mercato elettrico italiano: nel 2017, secondo quanto emerge dalla relazione ARERA, 3 operatori detengono il 45% del mercato, mentre il restante 75% è suddiviso tra 16 player. E ancora: nel libero mercato, i primi 20 concorrenti hanno il 78% delle utenze, i restanti 544 ne hanno solo il 22%. A questo si aggiunge che 3,8 milioni di consumatori (il 10% del totale) hanno cambiato fornitore almeno 1 volta e il tasso di switching sta crescendo sensibilmente. In un panorama così complesso, cresce l’importanza delle associazioni cui i consumatori si rivolgono sempre più spesso per fugare tutti i loro dubbi. Bisogna altresì tener presente che ci sono ancora 18 milioni di utenti nel servizio di tutela (61% del mercato) che il 1° luglio 2019 dovranno necessariamente scegliere.

 

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. Le preferenze dei consumatori

Proposta monoraria, nonostante l’abitudine consolidata alle fasce, prezzo fisso e due fornitori differenti per luce e gas: queste sono, a oggi, le preferenze degli italiani. Ma nel futuro, cosa conterà davvero per i consumatori? Da una ricerca Codici emerge che il prezzo non rappresenterà più il primo elemento a guidare la scelta del fornitore; saranno di gran lunga più importanti chiarezza delle informazioni, trasparenza e capacità di rispondere rapidamente alle richieste. E, per chiudere: i clienti sono sempre più interessati ai fornitori che offrono opzioni di energia 100% rinnovabile e sistemi di raccolta punti. Ovvero, l’energia deve essere sostenibile e concorrere all’economia di casa.

 

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. Sorgenia

Sorgenia nasce nel 1999 con l’avvento del mercato libero dell’energia ed è oggi uno dei maggiori operatori italiani per la produzione e la vendita di elettricità e per l’approvvigionamento e la vendita di gas naturale. L’offerta commerciale si sviluppa online e fa leva sulla scelta consapevole da parte dei clienti e su innovativi servizi digitali che rendono più semplice il rapporto con l’energia.

 

Codici attribuisce a Sorgenia il massimo della valutazione del Codici Energy Rating. CODICI

CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino, è un’Associazione di cittadini impegnata ad affermare, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate. Nasce nel 1987 come CO.DI.CI. e si afferma nel 1993 come coordinamento di associazioni per la tutela dei diritti del cittadino, nel 1998 scioglie la sua struttura confederativa e si trasforma nell’ Associazione CODICI centro per i diritti del cittadino, quale associazione impegnata ad affermare i diritti dei cittadini consumatori, senza distinzione di classe, sesso, credenza religiosa e appartenenza politica. Un’attività presente in modo capillare sull’intero territorio nazionale. L’Associazione, infatti, con le sue sedi regionali e provinciali, si caratterizza per il contatto diretto che cerca di creare con i cittadini, al fine di cogliere le reali necessità ed offrire soluzioni concrete.

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