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BOLLETTE: E SE IL FUTURO DEL SETTORE ENERGETICO SI CHIAMASSE BLOCKCHAIN?

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Fonte: orizzontenergia.it

Sapete cos’è la #blockchain?
E’ la più rande rivoluzione tecnologica degli ultimi millenni.

Il fenomeno delle cripto-valute potrebbe aver semplicemente scoperchiato un “vaso di Pandora” chiamato Blockchain. Ormai da qualche mese, grazie anche al grande rumore che si è fatto sulle cripto valute (quasi sempre confusione, spesso pilotata ad arte), anche nel nostro Paese si è iniziato a parlare della tecnologia che sta alla base delle criptocurrency e che potrebbe cambiare il mondo informatico così come lo conosciamo oggi.

In Italia sono stato il primo nel mondo dei consumatori a parlare di questo tema, non perché sono un Visionario, ma perché non voglio che i consumatori italiani restino ancora una volta indietro.

VISIONARI – BLOCKCHAIN
VISIONARI
Blockchain Education Network Italia

Luigi Gabriele
Codici Associazione Consumatori

 

Il sistema della blockchain è un sistema informatico di natura finanziaria che assicura sicurezza nei processi di transazione, senza la presenza di un regolatore. L’Associazione CODICI è stata la prima associazione per i consumatori italiana ad approfondire i benefici che questa tecnologia potrebbe avere se applicata al mercato energetico, e non solo. Nel corso dell’articolo vengono analizzati i principali benefici che si riscontrerebbero nell’intera filiera del mercato elettrico

 

 

Il fenomeno delle criptovalute potrebbe aver semplicemente scoperchiato un “vaso di Pandora” chiamato Blockchain. Ormai da qualche mese, grazie anche al grande rumore che si è fatto sulle cripto valute (quasi sempre confusione, spesso pilotata ad arte), anche nel nostro Paese si è iniziato a parlare della tecnologia che sta alla base delle criptocurrency e che potrebbe cambiare il mondo informatico così come lo conosciamo oggi.

Codici è stata l’unica Associazione dei consumatori italiana a rendersi conto dell’importanza e del potenziale che questa tecnologia può avere nella sua applicazione in diversi settori di business, consapevole che alcune innovazioni, vanno comprese e studiate e non seguite pedissequamente. Per questo abbiamo avviato anche una partnership tra l’Associazione Codici e l’Associazione BlockchainEdu (BEN – Blockchain Education Network), associazione che ha lo scopo di divulgare in ambienti accademici, ma non solo, le tematiche relative alla tecnologia blockchain, alle criptovalute e alla Distributed Ledger Technology

Ma cos’è la blockchain di cui tanto si parla? 

La blockchain nasce come sistema di disintermediazione finanziaria, un sistema che toglie potere ai pochi e lo dà ai molti in una logica dove uno vale realmente uno e c’è bisogno di un largo consenso dei partecipanti per poter cambiare le regole. È principalmente un sistema informatico che permette di far lavorare in maniera sicura più parti, senza bisogno di un regolatore centrale, basandosi su delle regole prestabilite.

Funzionamento blockchain

Sicuramente questo è un sistema molto complesso, ma con dei potenziali risvolti che andranno a rivoluzionare molte aree di business, così come già accaduto nel comparto dei pagamenti. Proprio per questo motivo è nato il ponte con BlockchainEdu, in modo da creare un canale di comunicazione diretto con la principale realtà italiana di esperti di questo settore e trasferire questi concetti anche ai consumatori.

Questa tecnologia promette di rivoluzionare non solo la concezione della finanza, ma anche quella di tanti altri settori. Ha ormai un innegabile ruolo di primo piano nei progetti di ricerca di grandi realtà, e si sta dimostrando un ottimo sistema per certificare e validare la proprietà e le transazioni di denaro o di qualsiasi altro bene di cui si deve certificare la proprietà.

Tre elementi, che possono essere determinanti anche in altri settori, dall’alimentare a quello dell’energia, caratterizzano la blockchain:

  • Integrità del dato;
  • Trasparenza;
  • Tracciabilità.

La tecnologia Blockchain potrebbe aiutare a migliorare la sicurezza e l’affidabilità delle transazioni, come ad esempio nel settore assicurativo dove la tecnologia blockchain viene ampiamente utilizzata attraverso gli smart contracts, protocolli informatici che fanno rispettare la negoziazione di un contratto, in quanto ogni clausola contrattuale viene applicata automaticamente.

Altre evoluzioni ed applicazioni si stanno registrando nella logistica e nell’industria IoT (Internet of Things) dove vi è necessità di un livello di sicurezza più elevato.

 

Si tratta di un enorme potenziale che può essere incanalato in applicazioni che hanno un impatto diretto e misurabile nella vita di tutti i giorni, inoltre. A chi non piacerebbe  avere il controllo diretto sul proprio denaro o sulle proprie bollette?

Attraverso la blockchain potrebbe manifestarsi il “new deal” del mercato energetico italiano: si potrebbe cambiare l’intera filiera del sistema elettrico. Inoltre, truffe problemi del mercato elettrico potrebbero essere radicalmente risolti dall’utilizzo della crittografia con una BlockChain pubblica.

La tecnologia blockchain potrebbe fermare definitivamente la piaga delle truffe e dei contratti non richiesti, oltre che ridurre del 30% nell’immediato, il costo della bolletta per gli utenti.

Si pensi alle potenzialità di questa tecnologianel settore energia e nella filiera elettrica nazionale. Banche dati, bonus energia e gas, misurazione, lettura, dispacciamentofonti rinnovabili, mobilità elettrica e trading: tutte queste aree potrebbero fortemente essere impattate dalla tecnologia BlockChain.

Blockchain energia

Per Codici è ormai evidente come possibile soluzione anche al problema dell’insopportabile peso delle bollette, che niente hanno a che fare con il prezzo del gas e dell’energia finale. Alla luce delle analisi d’impatto condotte sui costi in bolletta, questa tecnologia potrebbe ridurre del 30% il costo della bolletta dell’energia, in quanto eliminerebbe l’intermediazione di soggetti inutili e costosi che frenano lo sviluppo reale del settore.

Si potrebbe ad esempio fare a meno dell’Acquirente Unico e della sua banca dati SII, nonché delle procedure di acquisto di energia, del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), e di tutta la lunga filiera di controlli (o mancati controlli) nell’erogazione degli incentivi, nei certificati bianchi e in tutta quella lunga lista di incentivi o bonus, di cui il settore energetico abbonda. Inoltre un grande impatto potrebbe manifestarsi nella filiera del dispacciamento e della distribuzione dei soggetti che si occupano di distribuzione e misura, i quali potrebbero essere riorganizzati e resi più efficienti; non ultimo il fatto che non ci sarebbe bisogno di un intervento regolatorio massivo e spesso tardivo come quello dell’Autorità di settore (ARERA).

Pensiamo a come una blockcahin potrebbe riequilibrare il sistema del dispacciamento e della sperequazione per la stabilità di sistema. Insomma non ci sarebbero più truffe e truffati. Ma soprattutto ci sarebbe un immenso potenziale dati pubblico, dove far agire indistintamente e ad armi pari tutti gli operatori del mercato.

Pertanto Codici auspica che: politica e parlamento promuovano questo innovativo metodo di disintermediazione per risolvere tutti i problemi del settore e andare verso una nuova era energetica.
Non siamo per nulla visionari, siamo pratici” dichiara Luigi Gabriele – Responsabile Affari Istituzionali Codici –  “siamo consapevoli di questo settore e delle sue potenzialità”.

Il problema attiene all’intermediazione che genera costi che nulla hanno a che vedere con il prezzo della materia prima gas o energia e che gravano sulle spalle dei consumatori. L’auspicio è che tutte le start up internazionali che si occupano di Blockchain si impegnino per individuare in Italia tutte le possibili soluzioni per eliminare le intermediazioni, a beneficio di tutti.

A quel punto anche GSE e AU potrebbero essere tranquillamente sostituiti con un più efficiente registro pubblico digitalizzato sul sistema elettrico con base tecnologica AI (artificial intelligence), Blockchain e learning machine.

 

E se la tecnologia Blockchain venisse applicata agli smart metering cosa succederebbe?

Codici dopo l’introduzione della criptovaluta e propone l’introduzione del crypto – metering.

Crypto meteringLa soluzione è idonea anche per scongiurare che possa ripresentarsi quanto avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime e che con i nuovi smart meter non sarebbe esistito il bisogno di remunerare in bolletta il servizio di lettura (servizio per il quale il consumatore paga senza che gli venga reso). Oppure si pensa di mantenere queste voci in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?

 

Il fatto che il nuovo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su:

  • Trasparenza e quantificazione dei costi;
  • Qualità e conformità dello smart meter;
  • Lettura rilevata e certa del dato.

Questi problemi sfociano in un cattivo rapporto tra consumatore e venditore di energia, e non si spiegano gli ampi margini del distributore senza essere a mercato.

Gli oneri di misura e distribuzione gravano per più del 10% sulla bolletta, andando a remunerare un’attività di misura che spesso non viene svolta oppure è del tutto arbitraria, ed è qui che si annidano i principali problemi della filiera elettrica.

Non è di prioritario interesse il tipo di misuratore installato e su quale linea lavora, il nostro interesse è che a prescindere dall’apparecchio, la tecnologia di trasmissione dati non possa discostarsi dalla tecnologia blockchain, essendo i misuratori paragonabili a tutti gli effetti a dei computer installati nelle case degli italiani e messi a rete.

Lo smart metering si presta perfettamente alla filosofia e alla tecnologia blockchain, quindi si tenga in considerazione questa nuova tecnologia anche per il  processo di lettura, acquisizione  e trasmissione del dato,  che crea oggi i maggiori problemi al consumatore/utente.

Altra interessante applicazione è quella nell’energy storage o negli smart buildings, che nel prossimo futuro nell’ambito delle smart cities saranno di fondamentale importanza. A Brooklyn si è già verificato un caso di produzione e scambio locale di energia elettrica senza intermediari.

Sostanzialmente ci stiamo già muovendo verso questa direzione e sarà come per tutte le innovazioni: ciò che ora appare futuristico ed insensato, acquisirà senso nel prossimo futuro e, guardando indietro, ci chiederemo come abbiamo fatto finora a vivere senza.

 

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Articolo di Carla Pillitu (Codici – Centro per i diritti del Cittadino) e Luigi Gabriele (Affari istituzionali e regolatori – Codici) per Orizzontenergia

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Rc auto: polizze negli ultimi 5 anni più care del 23,3%. Ancora elevato il divario Nord/Sud

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L’Ivass rende noti oggi i dati relativi all’andamento delle polizze rc auto nel 2018.

Secondo l’Autorità, negli ultimi 5 anni il prezzo medio della rc auto sarebbe sceso del 19,5%. Un dato decisamente lontano dalla realtà che emerge dalle nostre rilevazioni: secondo il monitoraggio dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che da oltre 10 anni rileva annualmente i costi delle polizze rc auto nelle principali città italiane (sia nei piccoli che nei grandi centri), dal 2013 al 2018 l’aumento è stato di 132,75 Euro annui, pari al +23,3%.

Per un veicolo di cilindrata 1.200, il costo medio delle polizze nel 2018 risulta pari a di 731,34 Euro annui (per un 50enne in 1 classe).

Nonostante la nota dell’Ivass indichi come si sia ridotto il differenziale tra la provincia di più alto costo e quella con il costo più basso, a noi risultano ancora importanti differenze nelle polizze: basti pensare che i costi applicati al Nord sono meno cari del 53% rispetto a quelli del Sud; mentre quelli del Centro sono meno cari rispetto al Sud del 35%.

Ci auguriamo sia solo questione di tempo prima che la maggiore concorrenza affermata dall’IVASS dia i suoi frutti, azzerando completamente questo intollerabile divario: da troppi anni, infatti, gli automobilisti al Sud sono vessati da tariffe ingiustificabili, che incidono in maniera pesante sulle proprie condizioni di vita. È importante rilevare, inoltre, come i costi delle polizze rc auto in Italia siano ancora elevati rispetto alla media europea. Sarebbe importante, in tal senso, un intervento del Governo per riformare il settore all’insegna dell’equità e della competitività.

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MERCATONE UNO Adiconsum ha incontrato il Viceministro dello Sviluppo Economico, Dario Galli.

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nella foto da Sx: Luigi Gabriele (Public Affairs Adiconsum), Andrea Di Palma (Segretario Nazionale Adiconsum), Dario Galli (Viceministro Mise) e Carlo De Masi (Presidente Adiconsum)

Adiconsum al Viceministro:
tutelare anche i circa 20.000 consumatori coinvolti nella vicenda,
adottando le soluzioni stragiudiziali più opportune
20 giugno 2019
 – Si è svolto oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro chiesto da Adiconsum in merito alla vicenda Mercatone Uno, che vede coinvolti circa 20.000 consumatori.

Nell’incontro, svoltosi in un clima di cordialità e di ascolto e tenutosi alla presenza, per il Mise, del Viceministro Dario Galli, il Presidente di Adiconsum nazionale, Carlo De Masi, si è fatto portavoce delle preoccupazioni dei consumatori che si sono rivolti alle sedi territoriali dell’Associazione.

Essi, infatti, pur avendo saldato o versato un acconto a Mercatone Uno non hanno ricevuto la merce; inoltre, ai sensi della procedura fallimentare, risultano essere iscritti sì come creditori, ma chirografari, gli ultimi cioè nella lista dei creditori, senza avere la certezza di ottenere un eventuale ristoro.

Pertanto, Adiconsum ha chiesto al Viceministro l’apertura di un tavolo per la ricerca di soluzioni stragiudiziali che permettano di offrire un ristoro ai consumatori, auspicabilmente senza dover ricorrere ai costi elevati e ai tempi lunghi della giustizia ordinaria, a cominciare da quelle famiglie che versano in situazioni di grave disagio economico. 

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Economia Circolare, ecco i 140 nuovi bimbi eroi SalvaPianeta

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ECONOMIA CIRCOLARE

Progetto “CresciAMO Circolare” di Adiconsum,
in collaborazione con Eni, CONOE, HortoMio e Sfera Agricola

Incontro con la Scuola dell’infanzia “Falcone e Borsellino”
Nominati oggi altri 140 bambini “supereroi del pianeta
20 giugno 2019 – Si è svolto oggi, giovedì 20 giugno 2019, l’incontro con i bambini della Scuola dell’Infanzia “Falcone  e Borsellino” di Roma.

L’incontro, che rientra nel percorso individuato dal progetto ADICONSUM   “CresciAMO Circolare”, con il sostegno di Eni e la partnership del Consorzio per la raccolta degli oli esausti CONOE, della società HortoMio e di Sfera Agricola, ha portato alla nomina di altri 140 bambini  “supereroi del pianeta”, oltre ai primi 100 nominati per le IV classi nell’incontro del 29 maggio scorso.

Nell’incontro di oggi, Adiconsum ha insegnato ai bambini dai 3 ai 5 anni come ridurre i rifiuti e come fare la raccolta differenziata, toccando tutte le varie sfaccettature che questa operazione richiede: dal conferimento degli abiti usati e difettati all’umido, al rifiuto secco, alla plastica, agli olii esausti.

Con questo progetto, ci poniamo l’obiettivo di insegnare ai bambini l’importanza della raccolta differenziata per la costruzione di un’economia circolare per vivere in un mondo più pulito e meno inquinato.

Per queste delicate tematiche, Adiconsum sta chiedendo da tempo ai decisori nazionali e agli enti locali di gestire in maniera integrata e circolare i rifiuti di ogni tipologia.

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