Non solo canone…. si’, l’imposta per il possesso di un apparecchio tv non e’ la sola “fuori di testa” che ci assilla e, in un qualche modo, ci fa vergognare di essere contribuenti di questo Stato. Entro il 31 gennaio non solo dovremmo versare l’imposta per pagare chi sulla Rai ci legge l’oroscopo, ma anche quella per l’assicurazione delle cosiddette casalinghe (1), un balzello da versare all’Inail perche’ anche chi non ha nulla (la/i casalinghe/i nella fattispecie) paghi la sua tassa. Alla faccia di un sistema contributivo basato sul “chi ha e chi guadagna”…. abbiamo anche la tassa sui nullatenenti e nullafacenti (2)
Comunque, non danniamoci piu’ di tanto, perche’ se decidiamo di essere evasori, la sanzione equivale al premio assicurativo non pagato, 12,91 euro. Il contrario di quanto abitualmente accade se non paghiamo, per esempio, una multa strdale dove, anche in ritardo di mezzora, l’importo raddoppia… forse il Fisco si vergogna del balzello Inail? Attenzione, lo Stato e il Fisco non siamo noi, per cui le categorie della buona educazione non appartengono a questa dimensione… quindi, probabilmente, e’ solo perche’ il Fisco, se dovesse darsi da fare per questo tipo di evasori, ha valutato che gli costerebbe di piu’ di quanto incasserebbe, e quindi, sostanzialmente, ci consente di essere evasori. L’istigazione a disobbedire alle leggi, quindi e nel caso, non e’ da parte nostra ma insita nella norma.
Questa assicurazione riguarda donne e uomini, pur chiamandosi “assicurazione per LE casalinghE”, a dispetto di quanto scrive l’Inail sulla specifica pagine web (1) dove le declinazioni sono tutte al femminile (alla faccia delle cosiddette pari opportunita’, e forse e’ una delle rare volte che si declinano al femminile gli obblighi che riguardano anche i maschi.. la norma stupida e’ femmina?).
L’obbligo di pagare, tra 18 e 65 anni, compete se: babbo e mamma ti mantengono agli studi, e ogni tanto lavi i piatti (magari nella casa dove abiti perche’ studi fuori sede); sei senza lavoro; fai il bagnino al mare e lavori d’estate, e paghi tutta la quota annuale, anche se ti vale solo per l’inverno; sei in cassa integrazione; hai una pensione; lavori in mobilita’; sei un immigrato (regolare!) senza lavoro. Sei esentato dal balzello: se sei iscritto ad un corso di formazione; sei un religioso (e ti pareva…. e poi, non essendo meglio specificato: nel senso che sei, senza remunerazione, un pastore di anime, o perche’ sei una persona religiosa…?). Una sequela da stupidario o da bestiario civico? O tutti e due?
Rimandando al sito dell’Inail chiunque -per ridere e piangere meglio- voglia approfondire (1), a noi irriverenti ci interessa, oltre a vergognarci per l’esistenza in se’ di una siffatta legge, mettere “alla berlina” le stupidita’ e le forme da “film di Vittorio De Sica del secolo scorso” che sono contenute nella legge e che -non ce ne vogliamo piu’ di tanto gli interessati, ma non riusciamo a resistere- danno un senso alla vita di coloro che sono chiamati a divulgare cotanta stupidita’: patronati e alcune associazioni di casalinghe (anche qui -rigidamente- declinate al femminile).
E’ questa l’Italia che -dicono- dovrebbe farcela ad uscire dal tunnel? Mah…. per quanto ci e’ possibile, noi siamo gia’ dall’altra parte a cercare di vederla spuntare.

(1) http://www.inail.it/internet/default/INAILper/Casalinghe/index.html
(2) nullafacenti perche’ il lavoro domestico, secondo le nostre leggi, non viene considerato con una rilevanza sociale tale da comportare un riconoscimento economico.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc