Il 730 precompilato per la dichiarazione dei redditi che possiamo “comodamente” scaricare dal sito delle Entrate, ha dei seri problemi. Lo aveva segnalato un quotidiano economico da tempo (1), ed oggi e’ confermato dal ministero, che ha inserito online le istruzioni alle quali i contribuenti dovranno attenersi per ovviare all’errata liquidazione proposta in automatico. (2)
Sappiamo bene che il nuovo sistema e’ complesso e che ci vuole un po’ di tempo per portarlo a regime (3). Ma il problema e’ proprio questo: perche’ presentare l’iniziativa come una “rivoluzione copernicana”, e non come una sperimentazione? Perche’ illudere il contribuente, inducendolo a fare affidamento già da subito su un sistema che invece è solo all’inizio di una difficile sperimentazione? Non sarebbe stato più corretto ed efficace chiedere collaborazione ai contribuenti, presentando l’iniziativa per quello che è, magari avvertendoli di non farvi troppo affidamento? Interrogativi a cui ci possono essere diverse risposte, dipende dalla fazione di appartenenza di chi analizza. Noi riscontriamo solo che c’e’, come sempre, una sola vittima di questo gioco politico e mediatico: il contribuente! Se questi si fiderà del “rivoluzionario” 730 precompilato, non accorgendosi degli errori commessi dall’Amministrazione, ci rimetterà di tasca propria e zitto!
Il nostro Paese non e’ nuovo a sperimentazioni, spesso un po’ improvvisate e quindi destinate a fallire, e nonostante ciò presentate come rivoluzioni. Si pensi alla carta d’identita’ elettronica, avviata nel 2006 ed ancora oggi praticamente in alto mare: costa di piu’ di quella cartacea, ci vuole piu’ tempo per averla e non sono rari i blocchi tecnici prolungati delle singole Amministrazioni per l’erogazione. Si pensi ancora al “domicilio digitale”, lanciato in pompa magna nel 2012 e tutt’oggi inesistente – tant’e’ che l’attuale Governo si appresta ad un rivoluzionario (sperem) rilancio.
Insomma, va bene osare, anche a rischio di fare errori e correggerli. Ma quando una sperimentazione, magari neanche ben preparata, viene presentata come una cosa fatta, il rischio è che oltre a fallire miseramente, faccia seri danni ai cittadini.

(1) ItaliaOggi del 16, 17 e 25 aprile, nonche’ il numero odierno.
Sul numero del 17/04, leggiamo: «il 60% dei dati sui mutui inseriti dall’Agenzia delle entrate nel 730 precompilato e il 57% dei dati sulle assicurazioni non sono corretti. E per i contribuenti sarà necessario provvedere alla correzione».
http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201504161955501443&chkAgenzie=ITALIAOGGI&titolo=Precompilatopienodierrori
(2) Si tratta di ripristinare le detrazioni Irpef spettanti per i giorni di lavoro dipendente o di pensione, perche’ il software del ministero, quando arrivano piu’ certificazioni uniche da parte dei sostituti d’imposta, azzera il tutto e, di conseguenza, azzera anche le detrazioni spettanti.
(3) i Paesi in cui e’ in vigore, anche quelli piu’ efficienti tipo la Danimarca, hanno tutti fatto lunghe sperimentazioni: http://www.keepeek.com/Digital-Asset-Management/oecd/taxation/tax-administration-2013_9789264200814-en#page240

Vincenzo Donvito, presidente Aduc