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8permille alle confessioni religiose. Una delle altre vergogne dello Stato bacchettate dalla Corte dei Conti. E poi? Niente!

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Firenze, 2 Novembre 2015. La relazione della Corte dei Conti (1) sui fondi dell’8 per mille che lo Stato eroga alle confessioni religiose e’ l’ennesima dimostrazione di una delle vergogne della nostra amministrazione statale, confortata da leggi che stanno in piedi solo per far piacere ai propri potenti.
Scrive la Corte dei Conti sul meccanismo “”che permette ai beneficiari di ricevere piu’ dalla quota indistinta destinata ai possibili beneficiari che non dalle precise scelte dei contribuenti”. Cioe’: se il 90% dei contribuenti che da’ la propria indicazione alla Chiesa cattolica romana sulla destinazione obbligatoria del proprio 8 per mille ad una confessione religiosa, pur se questo 90% e’ quello di poco meno del 50% di coloro che hanno segnato la propria preferenza (la maggior parte non da’ nessuna indicazione)… il 90% del complessivo 8 per mille dell’introito fiscale dei contribuenti, andra’ alla chiesa vaticana. E cosi’ anche per le altre confessioni, ognuno con la propria percentuale. Cioe’: il contribuente che decide lo fa per tutti, anche per i soldi che non gli appartengono. E siccome stiamo parlando di un contributo a confessioni religiose, che proprio perche’ tali riguardano l’intimo di ognuno, l’incongruenza e lo scandalo assumono una dimensione transculturale  oltre che politica e violenta.
Rilevare questo in periodi di apoteosi religiose vaticane, e’ quanto mai impopolare. Ma tanto, la Corte dei Conti, oltre al fatto che nessuno se la fila, non conta anche nulla. Oltre a qualche articolo estemporaneo nei prossimi giorni, la cosa finira’ li’. Qualcuno che rimette in discussione il metodo che il nostro Stato ha deciso di utilizzare per onorare il dettame costituzionale di rispetto delle confessioni religiose? Nessuno. Oltre queste righe e forse altrettante sparute e clandestine, il tutto fara’ flop e finira’ li’. Ma cosa dovrebbe/potrebbe fare un simile “memento” della Corte dei Conti? Risvegliare un po’ di coscienze, soprattutto quelle religiose che puntano al bene degli individui e alla conquista di credenti. Ma c’e’ ancora una qualche religione che non cerchi di imporsi con la violenza diretta o istituzionale (come nel nostro caso)? Sappiano che ci sono tanti credenti che la pensano in questo modo, ma sono altro dalle rispettive chiese. Per ora ci teniamo
queste
leggi e, soprattutto, questi politici coi giubilei di una religione mondiale pagati da tutti i contribuenti italiani, anche quelli non interessati.

(1)
http://www.aduc.it/notizia/8permille+corte+conti+molte+criticita+nella_131755.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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