Roma, 9 dicembre 2014 – Come annunciato già da Codici il 5 dicembre scorso, Acea Ato 2 (corrispondente a Roma e provincia) ha aggiudicato il servizio di riscossione delle fatture insolute a Equitalia.
“La scorsa settimana abbiamo evidenziato come in questo modo, in caso di morosità, gli utenti si dovranno aspettare delle cartelle esattoriali anziché delle semplici richieste di pagamento – spiegano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali -. Inoltre si potrà delineare la possibilità di ricevere ingiunzioni di pagamento e l’iscrizione nell’albo dei cattivi pagatori”.
In poche parole, d’ora in poi a Roma e provincia o si paga la bolletta dell’acqua o tocca aspettarsi il distacco del servizio e le cartella esattoriale garantita. In base alla gara vinta, Equitalia guadagnerà un aggio di quasi il 4%. In capo ai debitori per pagamenti oltre i tempi dovuti (9,5% circa) la società potrà richiedere degli oneri di riscossione mentre in cambio dovrà garantire il 15% della riscossione del dovuto.
A conti fatti, se una bolletta insoluta inizialmente ha un costo di 100 euro, con l’intermediazione di Equitalia lieviterà fino a 150 euro, grazie agli interessi e le sanzioni. Senza dimenticare, per i casi più gravi, il rischio pignoramento di beni mobili e immobili o le ganasce fiscali.
“Delle condizioni certamente ragguardevoli visto l’aumento degli utenti che non riescono a pagare le bollette per l’inasprirsi della crisi economica – commentano Giacomelli e Gabriele-. Codici ricorda di aver già fatto ricorso al Tar Lazio e che a breve farà una segnalazione all’Antitrust per il sospetto cartello creato dai gestori”.

Va detto inoltre che le due gare indette per Acea Ato 5 (Provincia di Frosinone) e per Siena sono andate deserte. Per ora dunque gli utenti di queste due zone sono salvi ma visto che appartengono al gruppo Acea anche i cittadini ciociari e senesi potrebbero temere le stesse brutte sorprese.