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A Smau Padova presentati i vantaggi del controllo informatico nella gestione marittima Il caso di Venezia Terminal Passeggeri di beanTech e Dell

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Una società marittima protegge i passeggeri grazie a un’infrastruttura IT virtualizzata. È stata presentata a Smau Padova la case history di Venezia Terminal Passeggeri, società fondata nel 1997 dall’Autorità Portuale per promuovere e incrementare l’attività passeggeri nel porto di Venezia. Grazie al progetto realizzato da beanTech e Dell, Venezia Terminal Passeggeri ha consolidato la rete IT di oltre il 30% e aumentato le prestazioni e la stabilità dei sistemi essenziali per i passeggeri grazie alla virtualizzazione.

La società ha collaborato con Dell e beanTech per distribuire un ambiente virtualizzato, raggiungendo così diversi vantaggi: evitare ritardi per i passeggeri e garantire la protezione dei dati; avere la possibilità di aggiungere facilmente nuovo software o server in pochi minuti; garantire i servizi per i passeggeri anche durante le attività di manutenzione IT; risparmiare sui costi e aumentare l’efficienza energetica grazie al consolidamento del 30% della rete; dare la possibilità agli amministratori IT di dedicare più tempo ad attività strategiche.

Venezia Terminal Passeggeri gestisce la fornitura di servizi a tutte le navi (crociere, traghetti, aliscafi, catamarani), che approdano nello scalo lagunare. Venezia Terminal Passeggeri svolge la propria attività di supporto alle navi in transito nel porto della città, occupandosi della gestione dei passeggeri e di tutta una vasta gamma di servizi dalle informazioni sulle banchine, alla programmazione accosti, dai controllo di sicurezza, alle dotazioni di bordo.

L’infrastruttura non più attuale di Venezia Terminal Passeggeri aveva cominciato a destare qualche preoccupazione presso i responsabili IT. «Sapevamo che era giunto il momento di migliorare l’efficienza operativa e ridurre costi e rischi – afferma Paolo Saro, responsabile IT di Venezia Terminal Passeggeri -. La nostra preoccupazione principale era legata ai rischi di un guasto di sistema, che avrebbe potuto causare la perdita di dati e l’interruzione dei servizi ai passeggeri e agli operatori marittimi con notevoli disagi e danni d’immagine alla società». Venezia Terminal Passeggeri cercava una soluzione di virtualizzazione che aumentasse l’efficienza e allo stesso tempo consentisse di creare un ambiente più scalabile con rischi minori. «Abbiamo scelto la soluzione di Dell e beanTech per via della sua qualità e completezza. È una soluzione flessibile e ricca di funzionalità perfettamente adattabili alle nostre esigenze» afferma Saro.

beanTech Srl è un’azienda con comprovata esperienza nel settore dell’Information and Communication Technology specializzata nell’integrazione di soluzioni informatiche (System Integration) e nell’attività di ricerca connessa allo sviluppo software (Laboratorio di Ricerca riconosciuto dal MIUR – Ministero per l’Istruzione, Università e Ricerca).
Partner Microsoft, VMware, Dell, beanTech è in grado di offrire soluzioni affidabili ed un servizio qualificato, garantito dalle numerose certificazioni tecniche e dalle specifiche di qualità richieste dalla certificazione UNI-EN ISO 9001:2008 per l’assistenza e la consulenza informatica. Maggiori informazioni sul sito internet www.beantech.it

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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