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A2A: A Varese il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa

450 MWh di energia termica all’anno da fonte
completamente rinnovabile, pari al fabbisogno di acqua
calda sanitaria di 150 appartamenti
· mancato impiego di combustibile fossile per 43 tep
(tonnellate equivalenti di petrolio)
· evitata l’emissione di 108 tonnellate di CO2/anno
· 400 mila euro l’investimento previsto

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Varese, 31 Ottobre 2014 – Al via la costruzione, a Varese, del primo impianto solare termico
per teleriscaldamento del sud Europa. Sarà realizzato da A2A attraverso Varese Risorse e
contribuirà a produrre calore da fornire agli edifici tramite la rete di distribuzione realizzata in
città.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca, della
quale esistono alcuni esempi anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste
ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
L’innovativo impianto produrrà calore da fonte completamente rinnovabile e andrà a
sostituire la produzione degli altri impianti “storici” del teleriscaldamento già gestiti a Varese
dal Gruppo A2A.
L’impianto sarà integrato con la rete cittadina, consentendo lo stoccaggio di acqua, prima
della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 m3.
L’investimento previsto è di 400 mila euro.
È stato stimato che l’impianto solare produrrà in un anno 450 MWh di energia termica, pari al
fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti, evitando il ricorso a combustibili
fossili per 43 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e generando quindi un vantaggio sia
economico sia ambientale.
Grazie a questo impianto verrà anche evitata, ogni anno, l’emissione in atmosfera di 108
tonnellate di CO2.
Il Gruppo A2A è leader in Italia nel settore del teleriscaldamento grazie alle attività di
progettazione e gestione avviate da oltre 40 anni nelle aree di Milano, Brescia, Bergamo e
Varese. La realizzazione di questo innovativo impianto rientra nella strategia del Gruppo, da
sempre volta ad adottare le migliori tecnologie disponibili e a prestare la massima attenzione
alla gestione delle infrastrutture per la salvaguardia dell’ambiente, il risparmio di materie
prime e la riduzione delle emissioni inquinanti.
Varese Risorse ha individuato nella SDH Energy s.r.l. di Verona la società realizzatrice
dell’impianto, che sarà composto di 73 collettori solari termici, ciascuno della superficie di
13,57 m2, arrivando a totalizzare circa 990 m2 di superficie captante lorda.
Grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale, che ha deliberato il progetto unitario per
la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico, e dell’Università dell’Insubria,
che ha controfirmato i progetti, la struttura verrà realizzata in via Rossi, nell’area antistante la
sede della centrale di Varese Risorse.
I lavori porteranno benefici anche dal punto di vista paesaggistico alla zona, perché si
procederà contestualmente alla sistemazione del verde ed alla creazione di percorsi
pedonali.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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