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Consumatori

A2A: energia da vendere!

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Che A2A fosse una delle migliori aziende nel comparto Multiutility lo sapevamo, ma che in effetti fosse la prima ad anticipare i tempi rispetto alla regolazione non ci può che far un gran piacere. Nell’incontro con le associazioni dei consumatori che si è tenuto il 17 Aprile 2013 presso il Palazzo dei Giureconsulti a Milano, Laura Colombo , responsabile con gli enti associativi di A2A, ci ha raccontato, anzi ci ha ricordato, le iniziative svolte e quelle per il futuro.

1) Lavoro congiunto tra Amsa – Comune di Milano – Associazioni Consumatori (AC) che per la prima volta nel paese prevede la redazione congiunta della Carta della Qualità dei Servizi quale documento destinato ai consumatori che illustra i servizi forniti da Amsa, in base al contratto di servizio stipulato con il Comune di Milano, e i servizi a pagamento diretto descrivendo le modalità con cui l’azienda ne garantisce la qualità (maggio 2013),

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2) il memorandum of understanding tra Amsa e le AC per l’attuazione della Carta dei Servizi è il primo accordo che prevede il coinvolgimento delle AC nelle attività di Amsa (customer, monitoraggio, incontri periodici pianificati) nell’ottica della corretta applicazione dell’art.2, comma 461, legge 244/07 (aprile 2013)

3) A2A Energia – AC redazione di una guida alla lettura delle bollette energetiche dei clienti domestici multilingue nell’ottica della massima chiarezza e trasparenza nei confronti dei consumatori.
Guida analitica per gli operatori di A2A e delle AC e leaflet fronte/retro in sei lingue. Ampia diffusione del materiale in distribuzione nei vari punti di contatto con i cittadini, pubblicato sui siti internet, trasmesso ai clienti in allegato alla bolletta. Incontri dedicati anche nelle sedi delle AC. Presentata ufficialmente al Festival dell’Energia a giugno 2012.

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4) A2A Energia – Aspem Energia – AC accordo che prevede diverse azioni a tutela del cliente per contrastare il fenomeno delle pratiche commerciali scorrette osservatorio composto da A2A e membri delle AC, creazione di un numero verde antitruffa, incontri dedicati, pubblicità su media nazionali e territoriali, sezione web dedicata, organizzazione di un convegno a luglio 2012 con la partecipazione di tutte le Associazioni, dei rappresentanti dell’AEEG, dell’Acquirente Unico e di istituzioni territoriali.

5) Protocollo di Autoregolazione volontario con A2A Energia per definire ulteriori regole organizzative per lo svolgimento dell’attività della Società e dei suoi partner commerciali secondo principi di correttezza e trasparenza. (firmato 1 marzo 2011)

6) A2A Reti Gas – Comitato Italiano Gas campagna per la divulgazione delle informazioni e delle normative sulla sicurezza gas a tutti i cittadini, soprattutto stranieri pubblicazione di un opuscolo tradotto in 7 lingue e distribuito anche attraverso le AC.

Queste e molte altre inziative territoriali di grande pregio “rispetto alle solite conciliazioni”, hanno accompaganto il lavoro svolto da A2A in collaborazione con le AdC, spesso anticipando persino i tempi della regolazione, come nel caso del recepimento del Comma 461 della legge finaziaria 2008, o nel caso dell’osservatorio sulle pratiche commerciali scorrette, che ha visto quasi un anno e mezzo prima della delibera 153/12, relizzare quello che la stessa Aeeg ha consigliato di fare con l’Art.3 a tutti gli operatori del mercato libero. Il lavoro è stato realizzato dal team A2A (Vedi foto), coadiuvati da tutta l’azienda e dal Direttore generale Renato Ravanelli.

Giudizio dell’esperto di Consumerismo.it
Rating del consumatore: Ottimo (società molto affidabile)

Luigi Gabriele

httpv://youtu.be/dNaTEeIHtrc

httpv://youtu.be/nfXRyIYL5BE

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Consumatori

150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

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L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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