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Consumatori

A2A firma protocollo sulle pratiche commerciali scorrette

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A2A Energia e le associazioni dei consumatori contro le pratiche commerciali scorrette:

  • regole più stringenti rispetto alla normativa dell’AEEG
  • indennizzi per i clienti e penali per i partner commerciali scorretti
  • estesi i termini per il diritto di ripensamento
  • istituito il Comitato di controllo congiunto sul rispetto delle regole

A2A Energia, società di vendita di elettricità e gas del gruppo A2A, e le Associazioni dei Consumatori hanno siglato un importante “Protocollo di Autoregolazione” per prevenire le pratiche commerciali scorrette e tutelare i clienti. Il documento, frutto di un tavolo di lavoro avviato con tutte le Associazioni dei Consumatori che lo hanno sottoscritto, prevede una serie di regole che integrano quanto previsto dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas nella delibera 153/12, ponendo specifici obblighi a carico della società di vendita per tutelare i clienti finali e contrastare il fenomeno delle attivazioni di forniture non richieste.

Il Protocollo prevede, tra le altre cose, l’estensione dei termini per il diritto di ripensamento da parte del cliente finale, l’invio di una lettera di conferma da parte di A2A Energia per comunicare l’attivazione di nuovi contratti di fornitura, formazione specifica e possibili sanzioni per i partner commerciali di A2A Energia. Viene costituito un Comitato, di cui fanno parte tre membri indicati dalle Associazioni dei Consumatori e altrettanti nominati da A2A Energia, che avrà il compito di vigilare sul rispetto delle regole previste dal Protocollo e di verificare la correttezza delle procedure commerciali messe in atto dalla società.

Innovative le misure da adottare nel caso fossero accertati comportamenti difformi da quanto contenuto nel Protocollo: oltre a indennizzi erogati direttamente al cliente finale, è prevista la costituzione di un fondo da destinarsi ad iniziative di informazione e prevenzione in materia di pratiche commerciali scorrette. Andrea Cavallini, direttore commerciale di A2A Energia, ha dichiarato: “in un momento particolarmente delicato per l’economia nazionale, i consumatori si vedono addirittura costretti a difendersi da comportamenti commerciali ingannevoli che spesso sfociano in veri e propri tentativi di truffa.

La sottoscrizione del Protocollo di Autoregolazione volontario da parte di A2A Energia e delle Associazioni dei Consumatori è un ulteriore passo avanti nel percorso di trasparenza e correttezza verso i clienti finali che la società, per prima, ha intrapreso con l’istituzione, già nel novembre del 2011, dell’Osservatorio sulle pratiche commerciali scorrette e con l’attivazione del numero verde anti-truffa”. Pietro Praderi, Presidente Nazionale Lega Consumatori, esprime “apprezzamento per il lavoro svolto insieme ad A2A Energia, un’azienda che ha guadagnato la sua credibilità direttamente sul campo, adottando da subito strumenti volti al contrasto delle pratiche commerciali scorrette. In particolare, la costituzione di un comitato paritetico, in grado di monitorare direttamente la gestione dell’accordo, rappresenta uno dei punti più importanti del Protocollo”.

Fonte: Ufficio stampa A2A
Milano, 1 marzo 2013

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Consumatori

Cambio operatore telefonico| MDC : caos portabilità AGCOM garantisca tempi certi e indennizzi agli utenti coinvolti.

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Evidentemente non sono bastate le multe per la fatturazione 28 giorni e quelle per la minaccia di iscrizione a inesistenti banche dati morosi irrogate da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Antitrust alle principali compagnie telefoniche per far rispettare i consumatori italiani.

Come denuncia il Movimento Difesa del Cittadino l’Annus horribilis degli utenti della telefonia continua ancora per migliaia di utenti infuriati a causa dei ritardi della migrazione del proprio numero verso Iliad ed altri nuovi operatori da parte degli incumbents.

È soprattutto il caso Vodafone a tenere banco in queste ore, con numerosi clienti di fatto irraggiungibili a causa dei gravi rallentamenti nella trasmissione del proprio numero di cellulare dalla compagnia al nuovo operatore prescelto dal consumatore.

Come sottolineato da MDC, al danno per la irreperibilità si aggiunge la beffa di dover tollerare scuse banali come l’errore nella trascrizione del proprio codice fiscale e continui rimpalli della responsabilità tra vecchio e nuovo operatore.

Per il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo è urgente un intervento di AGCOM per garantire il sacrosanto diritto degli utenti alla Mobile Number Portability oltre ad una istruttoria sulla plateale violazione di quanto stabilito nella Delibera 147/11/CIR e connesso diritto dei clienti di ricevere il pagamento degli indennizzi previsti dall’articolo 14 pari a € 2,5 per ogni giorno lavorativo di ritardo fino ad un massimo di € 50,00 che dovrà versare l’operatore ricevente che a sua volta si rivarrà poi sul donating.

Tutta la rete del Movimento si sta attivando in queste ore per supportare i reclami dei consumatori e garantire il pagamento delle somme dovute.

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