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A2A la più avanzata Multiutility italiana, ri-apre le porte alle scuole

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35 siti i produttivi visitabili in Italia, dai termovalorizzatori alle dighe • oltre 18.000 studenti hanno aderito all’iniziativa lo scorso anno ottobre 2013 .

In un momento in cui molti vogliono nascondere i propri siti produttivi, ed altri invece nascono con una mano il carbone e con l’altra l’olio combustibile, A2A è così avanzata da aprire le sue centrali ai bambini di numerose località, persino della terra del fuoco.

Con l’inizio dell’anno scolastico, è ripartito il Progetto Scuola A2A. Da oltre trent’anni le società del gruppo A2A sviluppano progetti didattici in collaborazione con il mondo della scuola, per promuovere tra i giovani la crescita di una cultura rispettosa dell’ambiente e dar loro la possibilità di approfondire la conoscenza delle tante realtà produttive di A2A.
L’iniziativa è rivolta alle scuole dei territori dove il Gruppo è presente con le proprie attività e prevede una serie d’iniziative che cominciano a settembre con l’invio del calendario scolastico agli oltre 1.900 istituti scolastici coinvolti. Il tema scelto quest’anno per il calendario è il teleriscaldamento, un efficiente sistema di produzione centralizzata del calore, grazie al quale le case e gli uffici non hanno più bisogno di caldaie, camini e cisterne, con un consistente beneficio per la qualità dell’aria delle città. Il Progetto Scuola A2A propone, inoltre, visite guidate agli impianti del Gruppo, un’opportunità per comprendere la complessità dei processi produttivi integrati con l’ambiente che li ospita. Da quest’anno, con l’ingresso nel perimetro del Gruppo delle centrali elettriche di Edipower, i siti visitabili sono 35: 6 termovalorizzatori, 8 impianti trattamento/smaltimento rifiuti, 2 centrali di cogenerazione, 8 centrali termoelettriche, 5 centrali idroelettriche, 4 impianti del ciclo idrico, 1 impianto reti gas, ai quali si aggiunge il centro didattico-museale Casa dell’energia di Milano. Nell’anno scolastico 2012-13, grazie al Progetto Scuola A2A, oltre 18mila studenti hanno visitato gli impianti industriali del Gruppo.

Le prenotazioni delle visite possono essere effettuate per tutti gli impianti del gruppo A2A, in modo semplice e veloce, compilando un modulo di prenotazione sul sito progettoscuola.a2a.eu A tutti gli studenti e agli insegnanti che visiteranno i siti dell’azienda, A2A offre, con il sostegno di Fondazione AEM e Fondazione ASM, l’iscrizione gratuita al FAI, la fondazione nazionale che opera per la salvaguardia del patrimonio italiano d’arte e natura, e un Kit Didattico Scuola. I visitatori riceveranno anche un piccolo zaino e un quaderno dedicato ai comportamenti ecosostenibili. L’offerta didattica delle società del Gruppo include anche iniziative progettate e sviluppate per specifici territori in funzione delle esigenze delle comunità locali e dei servizi offerti, che vanno da concorsi scolastici agli interventi in aula sui temi di educazione ambientale

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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