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A2A, unica multi-utility italiana in crescita e con bilanci in attivo

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Si è riunito oggi il Consiglio di Gestione di A2A SpA che, sotto la Presidenza dell’avv. Graziano Tarantini, ha esaminato e approvato il bilancio separato e la relazione finanziaria annuale consolidata del Gruppo al 31 dicembre 2012. Tali progetti verranno sottoposti all’approvazione definitiva da parte del Consiglio di Sorveglianza che si riunirà, a tal proposito, il prossimo 29 aprile.

Il Consiglio ha esaminato l’andamento della gestione caratteristica che evidenzia un Margine Operativo Lordo pari a 1.068 milioni di euro, in crescita di 144 milioni di euro (+15,6%) rispetto all’esercizio precedente.
Tale positivo risultato appare ancor più rilevante se si considerano le perduranti e profonde difficoltà caratterizzanti i comparti del settore energetico in cui il Gruppo opera, nonché gli effetti derivanti da recenti modifiche (o da avanzate proposte di modifica) del quadro normativo e regolatorio. Tali modifiche (talune con effetto retroattivo) hanno infatti pesato per circa 54 milioni di euro sulle performance delle Filiere Ambiente e Reti a seguito delle rettifiche prudenzialmente apportate ai loro ricavi, anche in attesa degli esiti dei contenziosi amministrativi già intentati dalle Società del Gruppo coinvolte.

La crescita del margine industriale è da attribuire alla Filiera Energia il cui margine Operativo Lordo è cresciuto di 205 milioni di euro (+61%), prevalentemente per effetto dell’acquisizione del controllo di Edipower, società entrata nel perimetro di consolidamento del Gruppo A2A a partire da Giugno 2012. Al risultato della Filiera ha contribuito anche la controllata EPCG, il cui risultato industriale è tornato positivo e in crescita di 17 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Positiva anche la gestione straordinaria che nell’esercizio ha contribuito per circa 111 milioni di euro all’utile del periodo grazie alle plusvalenze nette derivanti dalle cessioni delle partecipazioni azionarie detenute in Metroweb, Coriance ed eUtile e a proventi straordinari di natura fiscale (recupero deducibilità IRAP).

L’utile netto del periodo, pari a 260 milioni di euro, si confronta pertanto con il risultato dell’esercizio 2011 che si era chiuso con una perdita di 423 milioni di euro, per effetto di svalutazioni pari a 627 milioni di euro.

Nel corso del periodo la generazione di flussi di cassa netta è risultata positiva e pari a 732 milioni di euro, dopo investimenti per 360 milioni di euro e il pagamento di dividendi per 40 milioni di euro. Tale generazione di cassa ha parzialmente compensato l’effetto del consolidamento della partecipazione in Edipower (per 1.083 milioni di euro) sulla Posizione Finanziaria Netta che, alla fine del 2012, si è pertanto attestata a 4.372 milioni di euro (4.021 milioni al 31 dicembre 2011). Il Rapporto di Indebitamento (Posizione Finanziaria Netta/Margine Operativo Lordo) si è pertanto ridotto da 4,4 (al 31 dicembre 2011) a 4,1.

In considerazione dei positivi risultati dell’esercizio, il Consiglio di Gestione ha pertanto deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,026 euro per azione ordinaria (0,013 euro nel 2012) che verrà messo in pagamento il 27 giugno 2013 (data stacco cedola 24 giugno 2013) e record date il 26 giugno 2013.

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Voli cancellati, la compagnia deve rimborsare tutto

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Fonte: ECC-NET

In caso di cancellazione di un volo, il rimborso dovuto dalla compagnia aerea al passeggero comprende anche le commissioni riscosse dall’intermediario, purché la compagnia fosse a conoscenza della corresponsione delle stesse al momento dell’acquisto.

A stabilirlo è la Corte di Giustizia Ue, intervenuta ancora una volta a definire e incrementare le tutele dei passeggeri aerei previste dal Regolamento UE 261/04 in occasione di un rinvio pregiudiziale effettuato dal tribunale di Amburgo. Il giudice tedesco era stato investito di una controversia insorta a seguito della cancellazione di un volo Amburgo-Faro della Vueling Airlines, per il quale il sig. Dirk Harms aveva acquistato sei biglietti attraverso l’intermediazione di un noto sito comparatore di tariffe (Opodo.de). A seguito del disservizio, il sig. Harms ha chiesto alla compagnia aerea il rimborso del totale pagato ad Opodo, pari a 1108,88 euro, ma la Vueling ha accettato di corrispondere la somma di 1031,88 euro, rifiutando fermamente di rimborsare 77 euro, pari alle commissioni ricevute dall’intermediario. Il tribunale di Amburgo, adito dal sig. Harms, ha interpellato, mediante rinvio pregiudiziale, la Corte di Giustizia per ottenere un’interpretazione dell’art. 8 del Regolamento che attribuisce al passeggero, in caso di cancellazione, il diritto al rimborso del <<prezzo pieno del biglietto, allo stesso prezzo al quale è stato acquistato>>. Il tribunale, nello specifico, ha chiesto “se la nozione di rimborso (…) debba essere interpretata nel senso che debba ivi intendersi la somma versata dal passeggero per il biglietto aereo in questione o se occorra invece fare riferimento alla somma effettivamente percepita dal vettore aereo avversario qualora, nel processo di prenotazione, sia intervenuta una società di intermediazione che, senza peraltro dichiararlo, lucri la differenza tra l’importo corrisposto dal passeggero e quello percepito dal vettore aereo”.

La Corte ha dichiarato che la commissione riscossa da un intermediario presso un passeggero, al momento dell’acquisto di un biglietto, deve, in linea di principio, essere considerata come una componente del prezzo da rimborsare ai passeggeri in caso di cancellazione del volo, ma che tale inclusione deve essere soggetta a taluni limiti, tenuto conto degli interessi dei vettori aerei che essa mette in discussione. È necessario cioè verificare se la compagnia aerea fosse a conoscenza della corresponsione della somma all’intermediario al momento dell’acquisto e, solo in caso positivo, considerare la commissione ai fini della corresponsione del rimborso.

Tale interpretazione è in linea con gli obiettivi del Regolamento 261 il quale, come ribadito dai giudici di Lussemburgo, mira a garantire un livello elevato di protezione dei passeggeri, ma anche ad assicurare un equilibrio tra gli interessi di tali passeggeri e quelli dei vettori aerei.

 

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Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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