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ABI ispira il Governo? Pessimi consigli persino sui terremotati

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Negli ultimi due anni solo provvedimenti a favore delle banche. L’ABI è stata favorita o per meglio dire ha ispirato negli ultimi 2 anni alcuni provvedimenti del Governo?

A guardare i provvedimenti emanati negli ultimi due anni sembrerebbe proprio di si! Certo che le banche ne escono favorite ma con le ossa rotte, se pensiamo a tutto quello che sta succedendo, dalla crisi delle 4 banche popolari, alla situazione di MPS, alla crisi non tanto velata di Unicredit, a Banca Popolare di Vicenza e alla situazione generale del comparto bancario.

Hanno favorito gli interessi del sistema bancario o di qualche interessato al sistema bancario? Certo è che in un regime di mercato, sicuramente l’Abi sarebbe stata licenziata in tronco dai suoi datori di lavoro.

Ricordiamo ad esempio il provvedimento della finanziaria 2015, sulla sospensione mutui, che se applicato come previsto dalla norma, avrebbe evitato una situazione stagnante e riattivato i consumi. E invece l’Abi per non spodestarsi del proprio potere negoziale ha distrutto il sistema bancario.

Si vedano ad esempio i più significativi quali:

1)    Le banche popolari salvate e i rimborsi che “forse” diverranno automatici fino all’80%, anche perché fino ad oggi di rimborsi ed arbitrato nemmeno l’ombra, intanto le 4 banche popolari sono comunque fuori mercato, perché nessuno si fiderebbe a fare un mutuo o aprire un conto;

2)    Sono state inoltre approvate delle misure per accelerare il recupero dei crediti:  il pretesto è stato il recepimento della direttiva europea 2014/17 volta ad aumentare le tutele per i consumatori nei contratti di credito. Il risultato non sembrerebbe esser stato questo, dato che per accelerare il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, viene cancellato il “patto commissorio”: in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passa al creditore. Quindi le banche possono entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito.

3)    Recupero crediti accelerato per le aziende

4)    Mancata applicazione della sospensione mutui

 

Vogliamo affermare che è stata spianata in qualche modo la strada alle banche, o che quantomeno siano state “agevolate”, dato che ad esse si riserva anche la defiscalizzazione quasi totale degli importi incassati dalle vendite degli immobili.

Codici rimane fermamente convinta che vada cambiato il modello di governance bancario e che i vigilantes devono meglio vigilare sul sistema bancario nel suo complesso.

Per non parlare delle informazioni false e tendenziose che ABI mette in giro, pensiamo ai dati sui mutui e finanziamenti, continua a dire che sono aumentati dell’80%, invece si tratta solo di “surroghe” ovvero rinegoziazioni di coloro che già hanno un mutuo.

Quindi se la situazione bancaria del Paese è stagnante e depressa, la responsabilità non è tanto dei provvedimenti del Governo ispirati da Abi, ma è di ABI stessa.

In ultimo, la proposta della sospensione dei mutui per i terremotati. Ricordiamo che questi non sono provvedimenti che non costano ai consumatori, non fanno nient’altro che spostare nel tempo il rientro e applicare una maggiorazione degli interessi. Quindi nella maggior parte dei casi quando viene riattivato il pagamento , risulta insostenibile.

Se Abi vuole consigliare il Governo su qualcosa di buono da fare per i terremotati, proponga l’introduzione di un fondo che rimborsi integralmente gli eventuali mutui attivati dai soggetti coinvolti, senza alcun onere e aggravio, e favorisca l’erogazione e la concessione di mutui per coloro che vogliono costruire in modo totalmente antisismico, oppure che voglia ricostruire con le case in legno, che oggi vengono discriminate dalle banche e nel migliore delle ipotesi concedono un mutuo al 60%.

 

A quando il licenziamento quindi di ABI?

 

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Nasce ATLANTICO, un quotidiano on-line e rivista di matrice Liberale

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Un quotidiano online e insieme una rivista cartacea trimestrale. Focus su politica interna, politica economica e politica internazionale: con un rigoroso approccio occidentale e pro-mercato.

Dal 26 parte l’edizione online: fruibile attraverso il sito Internet, come newsletter (a diffusione vastissima!), e naturalmente sui social media.

Il giorno dopo, sabato 27 alle 18, si presenta il primo numero della rivista cartacea a Milano, presso la Libreria Cultora. In questo numero d’esordio, abbiamo chiesto a trenta personalità le loro attese per il 2018, per l’attività delle nuove Camere e del nuovo Governo, tra speranza e disincanto…

Hanno scritto per noi per il primo numero: Gianmarco Pondrano Altavilla, Marco Bassini, Andrea Bernaudo, Luca Bertoletti, Anna Bono, Emanuele Canegrati, Gabriele Carrer, Federico Cartelli, Alfonso Celotto, Luigi Di Gregorio, Lucio Dicorato, Marco Faraci, Luigi Gabriele, Mirko Giordani, Francesco Giubilei, Michele Guerriero, Massimiliano Longo, Stefano Magni, Lorenzo Montanari, Pietro Paganini, Bepi Pezzulli, Enrico Salvatori, Paolo Savona, Jan Sawicki, Adriano Angelini Sut, Giacomo Tamborini, Rocco Todero, Francesco Vatalaro, Marco Zannini, Simone Zuccarelli, Giampiero Zurlo.

 

Mi permetto di ringraziarli ad uno ad uno. E di invitare tanti altri amici a prepararsi a scrivere per il quotidiano online a partire dal primo numero, il 26 prossimo!

Speriamo di costruire un luogo utile per tanti, non solo per chi già segue le attività culturali di New Direction Italia o di altri think-tank o centri-studi. E’ uno spazio aperto, a disposizione di chi vorrà farne tesoro.

L’editore è Francesco Giubilei. La direzione editoriale, insieme con me, è di Federico Punzi e Daniele Dell’Orco. 

Seguite Atlantico, partecipate, e chi vuole si proponga per scrivere. Questa stessa newsletter, come anticipato due settimane fa, confluirà nella nuova iniziativa editoriale dal 26 gennaio.

 

Qui il link alla pagina Facebook:

https://www.facebook.com/atlanticoquotidiano/

Daniele Capezzone

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Rc Auto storico incontro tra IVASS, Antitrust e Consumatori. Stop alla clausole che limitano i risarcimenti

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Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino

Importante incontro tenutosi il 15 gennaio a Roma tra le Associazioni dei Consumatori, l’Ivass e l’Antitrust

Come ad esempio proposto all’Ivass da Luigi Gabriele di Codici, che propone la tecnologia blockchain nel settore assicurativo, al fine di introdurre un sistema informativo integrato del settore che permetta di certificare l’intera filiera e di azzerare truffe a raggiri.

Dall’incontro svoltosi ieri tra associazioni dei consumatori e autorità di settore è emersa l’univoca e assoluta contrarietà a clausole vessatorie in RC Auto e nelle garanzie collegate, a fronte del proliferare di clausole che limitano i risarcimenti nell’RC Auto e nelle garanzie accessorie (grandine, vandalici e kasco) in cambio di sconti sulle polizze.

Le associazioni dei consumatori Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino chiedono con forza un intervento affinché sia abbandonata la prassi di alcune compagnie di assicurazione di inserire le clausole limitative del diritto al risarcimento integrale o all’indennizzo dovuto e che le autorità vigilanti intervengano in tempi stretti con ogni opportuno strumento sanzionatorio oltre che attraverso pubbliche comunicazioni che abbiano un effetto di moral suasion, nei confronti delle imprese assicurative al fine di rimuovere dalla contrattualistica simili illegittime previsioni.

Si tratta di clausole illegittime perché in contrasto con il Codice del consumo (che all’ art.33 n. 2  lettera T vieta limitazioni al diritto di contrarre con terzi) e con la legge Concorrenza che ha ribadito il diritto del danneggiato ad ottenere l’integrale risarcimento del danno. I consumatori hanno chiesto alle autorità di vigilare e di intervenire affinché venga rispettato il Codice del consumo e hanno proposto interventi per portare maggiore trasparenza nei rapporti tra consumatori e imprese, riequilibrando le asimmetrie informative.

Nel contempo, le associazioni hanno comunicato la conclusione del tavolo tra Ania e Consumatori per la condivisione delle linee guida sulla trasparenza dei contratti assicurativi: un importante lavoro che costituisce un primo passo verso la concreta attuazione dei principi di trasparenza e di chiarezza nei contratti assicurativi.

Le associazioni chiedono inoltre, ai Ministeri per lo Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti che vengano quanto prima emanate le regole necessarie per rendere l’installazione delle scatole nere indipendente dalle assicurazioni, operando affinché i dati siano effettivamente nella disponibilità del consumatore, anche mediante l’introduzione di garanzia di terzietà su tutta la filiera, con l’utilizzo di tecnologie affidabili che possano prevedere anche sistemi di security cam.

In occasione dell’incontro, i Consumatori hanno anche annunciato l’attivazione a breve, con associazioni dei riparatori e l’associazione delle imprese assicuratrici, del tavolo previsto all’art.10 della legge Concorrenza per la condivisione delle linee guida per le riparazioni a regola d’arte dei veicoli.

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Mega multa a Poste italiane per abuso di posizione dominate su recapito postale!

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per oltre 20 milioni di euro  Poste Italiane per un abuso di posizione dominante nel mercato del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria, vale a dire quegli invii che i grandi clienti business come le banche, le assicurazioni e le compagnie telefoniche mandano ai propri clienti (es. estratti conto, avvisi di scadenza, bollette). 

In particolare, la strategia escludente, attuata sin dal 2014 da Poste Italiane a danno dei concorrenti – entrati in questo mercato a seguito della liberalizzazione dei servizi postali – è consistita nell’offrire ai propri clienti finali condizioni economiche e tecniche non replicabili dai concorrenti almeno altrettanto efficienti, i quali  necessariamente devono ricorrere ai servizi di Poste Italiane per il recapito nelle zone rurali e meno densamente abitate del Paese (c.d. aree extra urbane), dove è presente solo Poste Italiane. Inoltre, Poste Italiane ha implementato una strategia di recupero dei volumi di posta affidati alla concorrenza, ricorrendo a sconti e condizioni selettivi e fidelizzanti, tra l’altro, condizionando gli sconti praticati ai clienti finali all’affidamento esclusivo di tutti gli invii o di una parte sostanziale degli stessi. 

L’istruttoria ha altresì accertato che la strategia anticoncorrenziale di Poste Italiane – exmonopolista che ancora oggi detiene una consolidata posizione dominante sul mercato in questione – ha prodotto concreti effetti sulle dinamiche concorrenziali; infatti, Poste Italiane è riuscita a recuperare numerosi clienti e ad aumentare ulteriormente la propria quota di mercato, a danno degli altri operatori postali attivi sul mercato. 

Roma, 15 gennaio 2018

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