ABI nel suo rapporto mensile afferma che sono migliorati i finanziamenti a famiglie e imprese con un aumento di quasi 151 miliardi, a noi di Codici risulta invece un aumento dell’indebitamento con tassi elevati, più elevati di quelli europei, ed un altro fenomeno che sta prendendo sempre più piede tra  cittadini e imprese: l’usura.

Un crescente numero di cittadini e imprese si rivolge ai “cravattari”, dai dati Eurispes nel 2015 sono stati 37,25 miliardi di euro il capitale prestato ad usura a famiglie e imprese, che sommato ad almeno 44,7 miliardi di capitale restituito come interesse, arriva ad un business totale annuo di quasi 82 miliardi di euro.

Questa sempre più ampia fetta di popolazione che si rivolge agli strozzini lo fa perché se si rivolge alle vie legali, gli viene sbattuta la porta in faccia. Provate se siete liberi professionisti o precari o con reddito a tempo “determinato”, a chiedere aiuto rivolgendovi ad una banca.

Quindi ABI gioisca pure dell’aumento dell’indebitamento delle famiglie e delle imprese italiane a dei tassi di interesse che sono e rimarranno, più elevati di quelli europei, essendo però consapevole del fatto che gli manca una visione complessiva della situazione economica reale, infatti gran parte del sistema Paese si trova nella situazione di non poter accedere al credito legalmente, perché trova la via sbarrata non potendo offrire garanzie.