Di seguito l’opinione di Riccardo Quintili, giornalista consumerista, tratta da konsumer.it (clicca qui per visitare la pagina originale) sul “Minimo vitale acqua”.

«Già a leggere la proposta dell’Aeeg a Governo e Parlamento (clicca qui) viene la pelle d’oca: ma come, possibile che da un’Authority che assieme al compito di garantire il mercato dovrebbe pure avere quello di garanzia per il consumatore venga la proposta di eliminare a chi è moroso il minimo vitale d’acqua? Figuratevi la scena: un paio di bollette non pagate e improvvisamente vi trovate con i rubinetti a secco: niente acqua per una doccia, neppure una goccia da mettere sul fuoco… Altro che bene essenziale e primario!

Capiamoci, l’Autorità prova a mitigare l’effetto del suo parere, garantendo che la sospensione non deve essere comminata ai morosi in provata condizione di disagio sociale. Ma può bastare questo? Bene fa Fabrizio Premuti a sostenere che non stiamo parlando di un bene di lusso, ma di un bene di tutti, i cui costi dovrebbero limitarsi alle pure spese di gestione e non a generare utili. Eppure la tentazione di aggirare l’esito chiaro del Referendum, che proprio questo principio ha ribadito a furor di popolo, continua a pervadere l’Aeeg che già sulla remunerazione del capitale investito è stata accusata da più parti di ignorare testardamente il voto degli Italiani.

Lasciamo per un momento da parte le considerazioni politiche, e accantoniamo anche quelle giurisprudenziali (non sembra davvero sostenibile la sospensione di un bene fondamentale di fronte ai giudici). Anche pensando solamente alle condizioni in cui versa il nostro Paese, sembra davvero che la nostra Authority viva in un mondo diverso da quello che vediamo noi.

Tra la vera e propria indigenza (a proposito, come verrebbe stabilito il “disagio economico documentato”? Con quali criteri? Sarebbe interessante capirlo) e gli utenti in “condizioni economiche agiate” c’è un Paese intero, quello che fatica ad arrivare a fine mese, costretto spesso a fare il gioco delle tre carte con le bollette e a una morosità di certo non voluta. Che facciamo con questi cittadini? Li sacrifichiamo in nome di un sistema che non brilla certo per efficienza e che nessuno ha mai realmente inteso ammodernare?»