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Accordo Ionica Gas – Crotone, ENI segua gli insegnamenti di Mattei

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È stato illustrato ieri dal Comune di Crotone l’accordo con Ionica Gas (società Eni) che ha fatto tanto discutere negli ultimi giorni. “Non si pensi che la vicenda passerà inosservata – commenta Luigi Gabriele, Rapporti Istituzionali Codici – perché noi continueremo a lottare insieme ai cittadini crotonesi per evitare che la convenzione vada avanti. L’accordo infatti non porta alcun beneficio alla città, ma va ad avvantaggiare ulteriormente l’Eni”.

L’accordo presentato ieri dal Comune si inserisce nel contesto di grande sofferenza di un territorio martoriato dall’inquinamento e da scelte poco ortodosse che si ripercuotono sull’ambiente. Ci riferiamo anche e soprattutto ad Eni, che negli ani ha tradito la sua identità originaria e la sua storia, percorrendo una strada indubbiamente poco rispettosa della salute dei cittadini e di tutto il territorio.
I danni derivanti dalla convenzione con Ionica Gas sono evidenti e si sommano ai diversi elementi critici dell’accordo. Di seguito alcuni esempi.

· La società Ionica Gas estrae gas dal territorio crotonese, ma ha sede legale in Abruzzo, quindi l’Irap viene versata alla Regione Abruzzo e non a calabrese. Il fatto si inquadra chiaramente nel contesto di uno sfruttamento massivo del territorio calabrese che non garantisce nulla in cambio.
· Nella convenzione si legge che entro tre mesi le parti si incontreranno per accertare che la produzione di idrocarburi da parte di Ionica Gas sia aumentata rispetto alla produzione del 2013. Solo se ci sarà tale aumento le parti concorderanno l’importo per il bonus. La domanda è lecita: vincolare l’erogazione dei fondi alla produzione di idrocarburi non potrebbe essere vista come una sorta di ricatto?
· Inoltre, i bonus sono irrisori. Facendo un rapido calcolo sul numero delle utenze, che si ipotizzano 50.000, il bonus equivarrebbe a 12 euro. Una somma a dir poco inconsistente, anche a fronte dell’8% di estrazione in più che la società pone come requisito per l’erogazione di ulteriori bonus.

Le proposte di Codici:

· Il complesso Santa croce deve essere donato gratuitamente, non acquistato. Inoltre Eni dovrebbe dare una garanzia almeno ventennale per il finanziamento di un polo specialistico sui tumori, per sostenere tutte quelle persone che si sono ammalate negli anni a causa dell’inquinamento.
· L’Associazione chiede l’eliminazione del fondo destinato a scopi ludici-culturali, perchè passibile di cadere nella morsa di interessi clientelari. In alternativa Codici chiede l’istituzione con bando di gara pubblico, con fornitori già operanti nel territorio, di call center per servizi customare care, gestione del contenzioso e iniziative di natura commerciale si per il settore di Gas & Power che per le altre galassie Eni.
· Infine, niente deve essere siglato se non passa attraverso un tavolo di lavoro che coinvolge anche le Associazioni Consumatori, che devono essere coinvolte nelle decisioni che riguardano i cittadini.

Codici ricorda che sulla problematica dell’inquinamento sta predisponendo il necessario per avviare un’azione di classe e nel frattempo rinnova la diffida al Comune di Crotone a siglare l’accordo che altrimenti verrà impugnata al Tar.

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Consumatori

Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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