Chi paga solo una parte corre un grave rischio. Codici ricorda le regole vigenti per fare ricorso e annuncia la decisione di chiedere l’intervento della CONSOB

Roma, 7 novembre 2014 – In questi giorni centinaia di utenti del servizio idrico erogato da Acea nella zona di Frosinone stanno dando ascolto a comitati e associazioni varie che suggeriscono di non pagare totalmente i conguagli.

“Così facendo i consumatori corrono un grosso rischio – ricordano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI -: quello di esporsi alle misure del recupero crediti”.

“Come associazione di tutela dei consumatori, riconosciuta a livello nazionale e internazionale, Codici invece ricorda che per contestare le fatture è possibile inviare un modulo presente anche sul nostro sito (scarica qui). Se il gestore non risponde entro 30 giorni o se la risposta è insoddisfacente o parziale, a quel punto il consumatore può rivolgersi al giudice di pace o tentare una composizione bonaria. Esortiamo – aggiungono – gli utenti del frusinate a esercitare le modalità corrette per veder legittimati i propri diritti”.

“Non esiste infatti alcuna legittimazione da parte delle leggi a pagare solo parzialmente le fatture. Recentemente una sentenza della Corte di giustizia europea ha stabilito che il consumatore ha diritto a conoscere la variazione prezzo della propria utenza e ha sempre diritto a contestare eventuali difformità”.

“Ricordo che CODICI – continua Luigi Gabriele – ha chiesto al Garante del Servizio idrico integrato l’immediata convocazione alla Consulta del servizio idrico. Inoltre, dal momento che la società Acea è quotata in borsa, ci chiediamo se i crediti relativi ai conguagli siano stati iscritti in bilancio negli anni precedenti. Per questo ci stiamo attivando per fare un ricorso alla CONSOB”.