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Acea: cambio al vertice, Donnarumma e Lanzalone nel nuovo Cda , nomi noti da mesi, ecco cosa ci aspettiamo dalla nuova amministrazione

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Potenziare gli uffici e tutti i servizi ai consumatori

Sono stati resi noti i nuovi nomi del Consiglio di amministrazione di Acea, la multiutility dell’acqua e dell’energia quotata in borsa e detenuta al 51% dal Campidoglio.
Codici con la chiusura definitiva della stagione Irace-Tomasetti auspicava la costruzione di un nuovo Cda basato su trasparenza, innovazione e partecipazione.
Circolavano, da mesi, vari nomi, e quello di Stefano Donnarumma si è rivelato esatto. Egli, infatti, sarà nuovo amministratore delegato di Acea, mentre la carica di presidente è stata affidata a Luca Lanzalone.

Non ci esprimiamo sulla qualità tecnica delle persone scelte, ma di certo avremmo preferito personalità che conoscono Roma e le sue dinamiche intrinseche.
Ciò che ci interessa
è che ci sai un potenziamento della Direzione Consumatori e soprattutto il recupero dei rapporti con i consumatori.
Per questo avevamo espressamente richiesto un coinvolgimento diretto nella nuova gestione perché per dirigere un’azienda come Acea è necessario innanzitutto conoscerla.
E, in quanto a rapporto con i consumatori, Acea non raggiunge livelli soddisfacenti, anzi le difficoltà di gestione, le varie problematiche sul territorio e le molte criticità evidenziate dai cittadini, rendono la
reputazione dell’azienda estremamente negativa.
Ricordiamo alla politica che non si vive di solo pane (bilanci), quel che conta è la qualità dei servizi e quelli di Acea in ogni segmento sono tra i peggiori delle varie aziende di settore.

Questi i numeri medi del rapporto cittadino – ACEA che emergono dall’Osservatorio Codici nell’ambito della casistica e delle gestione dei reclami presentati attraverso i nostri sportelli dai consumatori:

– Circa 1.000.000 i contatori elettrici istallati di cui quasi la metà presenta malfunzionamenti;

– Circa 6 ore di fila allo sportello di Piazzale Ostiense per chiedere una semplice informazione;

– Circa 60 gg di attesa per la riposta ad un reclamo scritto;

– Circa 25 minuti l’attesa media di un consumatore che chiama il call center;

– Circa 3 su 6 annuali le bollette stimate che i consumatori utenti del servizio elettrico ricevono durante l’anno;

– circa 2 anni il tempo medio per risolvere un problema;

– circa 150.000 mila gli utenti che anno avuto almeno un problema all’anno con ACEA.


Codici
, in virtù del rapporto privilegiato con i consumatori, sa più di chiunque altro quali sono i punti deboli e le criticità di una gestione che troppo spesso causa ingenti danni e disagi ai cittadini.

Dalla nuova amministrazione, dunque, ci aspettiamo:

– un intervento mirato nel territorio di Frosinone che versa in una situazione critica e non più tollerabile;
– la garanzia di un meccanismo di gestione dell’Ato 2 che sia trasparente ed esente da interessi politici e personali;
– la rinuncia a progetti espansionistici verso il territorio di Latina e di Rieti;
– lo sviluppo delle reti elettriche e fibra di Roma Capitale;
– un’interconessione dei servizi tra meeter e distribuzione elettrica;
– una serie di interventi per il sostegno delle fasce più deboli della popolazione: ACQUA PER TUTTI 50 lt pro capite gratis;

L’Associazione Codici, pertanto, chiede un incontro con il nuovo Presidente e il nuovo Amministratore Delegato per presentare il documento tecnico con le proposte per la valorizzazione e l’efficientamento dell’azienda.

E’ necessario che Acea diventi efficiente e di tutti, risultato che si può ottenere soltanto coinvolgendo operatori che siano i grado di coglierne le sfumature più profonde e le criticità più nascoste per cercare di trovare un perfetto equilibrio tra interessi dell’azienda e tutela del consumatore.

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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