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Consumatori

Acea energia: secondo Codici in 2000 a fare la fila per contestare bollette stimate

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 Gli ultimi due giorni hanno riportato alla luce della cronaca le interminabili file che gli utenti Acea sono costretti a sopportare quando si recano agli sportelli: si è parlato addirittura di 2.200 persone in fila per avere spiegazioni sulle fatture. Il problema è sempre lo stesso, quello che da troppo tempo i cittadini lamentano anche al Codici: gli importi basati sui consumi presunti. Ed ecco che le cifre da pagare salgono, fino ad arrivare, ad esempio, ai 7.000 euro del piccolo commerciante intervistato poco tempo fa da Spazioconsumatori.tv.

Il titolare dell’attività racconta di aver ricevuto la prima bolletta solo dopo due anni e con una cifra relativa al consumo stimato e non effettivo (per vedere il servizio completo “Gas e luce, cosa fare se la bolletta non arriva?” cliccare sul seguente link).  Come già accennato sono molteplici le lamentele pervenute in associazione. L’ultima riguarda un cittadino che racconta di non ricevere bollette da più di un anno. L’utente ha contattato Acea più volte ma la risposta è rimasta sempre la stessa: molte volture effettuate lo scorso anno sono rimaste bloccate per problemi del sistema. Il cittadino ha mandato un sollecito via raccomandata, come consigliato dall’azienda, ed ha continuato a chiamare fino a che gli operatori non hanno smesso di rispondere per presunti problemi al centralino.

E’ possibile che in un anno non siano riusciti a risolvere un problema di sistema? Cosa deve fare un cittadino onesto che vuole pagare una bolletta, possibilmente senza ritrovarsi improvvisamente davanti a cifre astronomiche?  Molto spesso anche in fase di conciliazione il cliente si vede recapitare comunicazioni scritte per sospensione fornitura o messa in mora in caso di mancato pagamento entro pochi giorni.  Si consideri a tal proposito il caso di una signora che ha avviato il 18.1.2013 una conciliazione e che, a distanza di 6 mesi, ancora non ha ottenuto un incontro per discutere la sua problematica. E nel frattempo le è stata addirittura depotenziata l’energia.

“Nonostante il Procedimento Istruttorio aperto dall’Autorità per l’Energia e il Gas nei confronti di Acea, di cui presto si conoscerà l’esito, continuano a registrarsi in maniera forsennata le irregolarità riguardanti le fatturazioni – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – Quello che sembra un comportamento del tutto vessatorio è un modo di fare assolutamente incoerente con la regolazione dell’Autorità. Invitiamo tutti i cittadini che riscontrano tali problematiche a rivolgersi allo Sportello Legale Codici sito in viale Einstein 34, Tel: 065571996, e-mail: segreteria.sportello@codici.org”.

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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