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Acea, il Sindaco Raggi-rato dall’establishment

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Dichiarazione shock dei deputati M5S Daga e Frusone: Roma Capitale possiede solo il 51% , quindi non è proprietaria. Irace e Tomassetti (dirigenti di nomina PD) tentano la manovra di avvicniamento al sindaco

Mentre Acea fa shopping acquistando Acqualatina e TALETE (Viterbo), a Frosinone assistiamo ad una situazione disastrosa con bollette altissime e forti disservizi che causano enormi disagi ai consumatori, e in generale, un servizio carente su ogni fronte, il che rende molte e forti le contestazioni da parte degli utenti. Nel frattempo Acea pensa bene di presentare una relazione choc nella quale non solo annuncia un aumento delle tariffe del 21,5%, ma giustifica questa scelta aziendale con la morosità dei cittadini che vengono definiti praticamente dei bifolchi. Una criticità mai raggiunta prima che necessita di un intervento urgente. E la Raggi cosa decide di fare? Pensa bene di restare a guardare. Su consiglio della deputata Federica Daga che, però, risulta essere consulente del sindaco proprio sulla questione idrica.
Considerato che il Comune di Roma rappresenta l’azionistà di maggioranza dell’Azienda che gestisce il servizio idrico in quasi tutto il centro Italia, sarebbe logico un intervento che mirasse a correggere le scelte aziendali che risultano molto poco attente ai consumatori.
Ma a quanto afferma la deputata Federica Daga “Roma Capitale non è proprietaria di Acea, ma ne possiede soltanto il 51%”.
Chiediamo, dunque, che venga chiarito il suo ruolo poiché il suo operato desta molte preoccupazioni (tra l’altro nessuno l’ha scelta visto che è un deputato, non un consigliere eletto dai romani). Ci siamo preoccupati più volte di informarla sulle acquisizioni in corso che stava effettuando Acea (Acqualatina e Viterbo) e sul rischio recupero mediante ruolo da parte di Equtalia. E non ci siamo fermati ad avvertirla, bensì abbiamo presentato delle soluzioni tecniche che permettessero all’amministrazione comunale di entrare in pieno possesso della gestione Acea. In risposta è stata fatta soltanto mera speculazione politica, senza soluzioni. Si è preferita una sterile protesta alla concreta proposta.
Nonostante il Movimento 5 Stelle abbia la maggioranza assoluta sta conservando il potere dell’azienda perché la Raggi non ha un piano su Acea e in più si ritrova dei consulenti sul tema decisamente inappropriati e non tecnicamente capaci.
Si preferisce non intervenire sulle discutibili scelte aziendali e il perché ci viene rivelato proprio da Luca Frusone che in un recente convegno ad Alatri (Fr) ha affermato:“se le scelte della dirigenza portano profitto non possono essere messe in discussione”. Dunque i manager che fanno profitto non si cambiano e si preannuncia un avvicinamento di Catia Tomasetti e Alberto Irace alla Raggi. E’ recente la notizia della presentazione del nuovo piano industriale con l’inizio del 2016 che sarà proprio da loro effettuata.
In sostanza Tomasetti e Irace sembrano essersi appropriati delle proposte fatte da Codici per posizionarsi sulla Raggi
che, ascoltando i consigli della Daga e del suo staff, si è fatta raggi-rare.

Le proposte che abbiamo consegnato alla Raggi già prima della sua nomina sono:
Utilizzo e potenziamento di Acea reti e Acea Distribuzione per realizzare la Smart city;
installazione della fibra ad opera della multiutility romana e non in partenariato con ENEL;
gestione sensoristica sui rifiuti.
Si può, dunque, concludere che se Acea ha comprato Acqualatina e sta per farlo con Talete, se a Frosinone succede tutto ciò che si è denunciato, se a Roma la situazione è disastrosa e i disagi continuano ad essere perenni, la resposabilità è esclusivamente del Movimento 5 Stelle(come prima del PD) che non ha né un piano di intervento, né la capacità di intervenire per modificare le discutibili scelte dell’azienda idrica che continua a causare disservizi ai cittadini e non solo non cerca di rimediare, piuttosto rincara la dose, aumentando le tariffe e presentando relazioni discutibili che dimostrano una scarsa reputazione degli utenti/consumatori.

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Consumatori

150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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