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Acea. Nominati i nuovi vertici. Tutti politici

Nomine “politiche”? C’è chi di pensa di sì. In effetti, a guardar bene, sono quantomeno curiosi gli intrecci e i legami tra i nuovi esponenti del cda di Acea e alcune personalità politiche.

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Da quanto riportato da La Repubblica, un ruolo importante lo avrebbero avuto il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini e l’Assessore Alessandra Cattoi.
Il primo avrebbe influenzato la presenza in cda di Elisabetta Maggini, fidanzata di un suo consulente, oltre che conterraneo. La Maggini avrebbe dalla sua parte diversi elementi: è figlia di Agostino, il noto costruttore romano, molto amico di Caltagirone. Il padre, in campagna elettorale, avrebbe messo a disposizione i suoi residence per lo staff non residente dell’allora candidato sindaco di centrosinistra. Sembra ne abbiano approfittato in tanti, alcuni dei quali per più tempo del previsto. Come ad esempio il capo ufficio stampa del sindaco, Marco Girella, che ancora abita in un piccolo appartamento di Maggini in zona Vaticano.
Alessandra Cattoi si sarebbe invece impegnata a favore di Alberto Irace come ad. Per due motivi: cementificare un’alleanza con Renzi, che conosce Irace sin dai tempi in cui guidava Publiacqua spa, al punto da scrivere la prefazione a un suo libro; far promuovere il marito, Alessandro Carfì, manager Acea, responsabile esteri del servizio idrico, che ha proprio Irace come capo. Irace, inoltre, avrebbe anche ottime conoscenze al Quirinale.
Per non parlare del Presidente Catia Tomasetti, avvocato partner dello studio Bonelli- Erede-Pappalardo, che sarebbe stata segnalata dal sottosegretario di Palazzo Chigi Graziano Delrio, avendo lavorato per il Forum provinciale dell’acqua pubblica di Reggio Emilia. Professionista di relazioni anche per via del marito, Cristiano Cannarsa, presidente e ad di Sogei molto ben visto da Cassa depositi e prestiti.

“Come si fa a non pensare alla possibile esistenza di conflitti di interessi? – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici – I fatti parlano da soli e sempbrano piuttosto gravi. Per questo annunciamo che chiederemo chiarimenti al Sindaco Marino sui criteri adottati nella scelta delle nomine, che finora ci appaiono molto poco chiari”.

Oggi le conseguenze di questa sorta di “politica dei favoritismi” che sembra guidare, oggi come in passato, la nota azienda romana, sono sotto l’occhio di tutti.
Il problema principale riguarda la qualità del servizio, come testimoniato da numerosissimi consumatori che si lamentano di: bollette che presentano importi superiori ai consumi effettivi; mancato recapito delle bollette; bollette mancano delle informazioni essenziali per i consumatori; mancanza di chiarezza della modulistica consegnata alla stipula del contratto; raggiri e informazioni inesatte in merito ai contratti; insufficiente preparazione del personale addetto alla vendita “porta a porta”. E poi, insufficiente informazione relativa ai termini e modalità del diritto di recesso; carenza d’informazione circa la differenza tra il gestore di energia e il distributore; carenza d’informazione circa le modalità di reclamo e le tempistiche; problemi relativi ai conguagli e alla mancata lettura periodica dei contatori; problemi relativi agli strumenti di autotutela; difficoltà per gli utenti nell’ottenimento di corrette informazioni relative alla possibilità di rientro dal mercato libero al mercato tutelato; pessima organizzazione dei call center, dove si attendono ore di fila.
Per non parlare della mancata acquisizione da parte dell’azienda della gestione del servizio idrico di molti comuni laziali, e non solo.

Insomma, visti i notevoli disservizi e le criticità che pesano incessantemente sull’utenza, ora più che mai è assolutamente necessario un management tecnico e competente, che sia veramente all’altezza delle gravi difficoltà in cui versa l’azienda romana. Non nomine politiche, nè amici di amici, né conoscenti, ma scelte oculate che abbiano come unico fine quello di garantire l’efficienza del servizio erogato ai cittadini. Difficile affermare che quest’ultima sia la situazione attuale.

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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