“La decisione di oggi del Tribunale Ordinario di Roma, in merito al ricorso presentato da Roma Capitale finalizzato alla convocazione dell’assemblea degli azionisti di Acea al fine di discutere la nostra proposta di ridurre il numero dei consiglieri e l’entità dei loro salari per determinare un risparmio (così come avevo già chiesto nell’aprile 2013), da un lato prende atto che dopo il nostro ricorso finalmente l’assemblea è stata convocata, esattamente come da noi richiesto, dall’altro conferma il chiaro atteggiamento dilatorio degli attuali vertici della multiutility.

In più passaggi il Collegio giudicante riconosce come, a norma di legge, sia nelle disponibilità di un socio chiedere la convocazione dell’assemblea di una società quotata nel rispetto del termine di 40 giorni, così come effettivamente richiesto dal Campidoglio, e che ogni ritardo esponga l’amministrazione della società a eventuali giudizi di responsabilità. La sentenza, quindi, esclude ‘che l’organo amministrativo possa rifiutare di dar seguito alla richiesta dei soci per motivi di mera opportunità’, e specifica che, secondo il Codice civile, ‘un’eventuale fissazione dell’adunanza oltre il termine di trenta o quaranta giorni, non adeguatamente giustificata, potrebbe configurarsi come grave irregolarità’.

Pertanto si riconosce la legittimità della posizione espressa dal Campidoglio, già il 3 e il 10 marzo, che ha come obiettivo la tutela del servizio reso da Acea ai cittadini e il riassetto della governance aziendale all’insegna della razionalizzazione dei costi. L’ordine del giorno dell’assemblea dei soci è stato integrato come da nostra richiesta, e resta ferma la nostra convinzione di voler tutelare gli interessi delle romane e dei romani”. Lo dichiara, in una nota, il sindaco di Roma Ignazio Marino.