A luglio Codici denunciava un’operazione portata avanti Acea che prevedeva l’inserimento nelle tariffe idriche, quindi a carico dei consumatori, l’adeguamento del software gestionale (SAP).

Il costo complessivo? Ben 200 milioni di euro.
Un importo elevatissimo che avrebbe dovuto prevedere una gara internazionale, e invece è stato affidato tramite trattativa privata, nonché previa analisi e autorizzazione da parte delle istituzioni politiche.
Oggi scopriamo che non solo le criticità dei sistemi di fatturazione non sono stati risolti, ma anche che tale intervento poteva essere realizzato spendendo soltanto 1,5 milioni di euro.

Perché spendere 200 milioni di euro per un’operazione che ne richiedeva soltanto 1,5 milioni?

In percentuale, infatti, si sarebbe potuto spendere soltanto lo 0,75 del costo realmente poi sostenuto.
Un risparmio elevatissimo che avrebbe impedito sovrapprezzi per i cittadini romani e ulteriori disagi e vessazioni.
I costi derivanti gravano, come sempre, sui consumatori.

Il fenomeno delle bollette pazze interessa, in modo particolare, proprio la città Roma, e come ormai condiviso anche dai manager di Acea, è originato da problemi che insistono sul sistema di Tele-lettura e di Metering. E’ proprio il software ad esserne responsabile, stabilendo il gran numero di bollette spropositate e inesatte che vengono emesse.

L’associazione Codici presenterà esposto alla Procura di Roma nei confronti di Acea per danno erariale e truffa.