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Acensori, entrano invigore nuove regole. Ecco cosa prevedono

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Firenze, 23 maggio 2017. Un recente decreto ha modificato la normativa italiana sugli ascensori conformandola ai nuovi dettami europei (Dpr 162/1999 aggiornato con la Direttiva 2014/33/UE dal Dpr 23/2017), introducendo alcune novità.
La cosa più importante da rilevare è che tali obblighi riguardano essenzialmente i nuovi impianti e le nuove installazioni, mentre non sono coinvolti gli impianti esistenti.
Per essere più precisi, le nuove regole riguardano gli impianti messi in esercizio dopo il 16 Marzo 2017, andando ad aggiornare le vecchie disposizioni che valevano per gli impianti installati dal 1 Luglio 1999 (Direttiva 95/16/CE).
Come regime transitorio è consentita la messa in servizio di ascensori, o la messa a disposizione sul mercato di componenti di sicurezza conformi alle vecchie regole e immessi sul mercato prima del 20 Aprile 2016.
Rimangono completamente fuori da ogni regola fissata dalle due Direttive gli impianti installati prima del 1 luglio 1999, anche se nella prima stesura del decreto per questi era previsto un adeguamento. La norma è stata stralciata e completamente annullata dopo le polemiche sorte anche a causa di errate interpretazioni secondo cui tale adeguamento avrebbe comportato controlli straordinari obbligatori su tutti i vecchi ascensori. In realtà erano previste verifiche tecniche da farsi in occasione del primo controllo periodico, sulla base delle normative di sicurezza entrate in vigore dopo il Luglio 1999.
In conclusione, quindi, per gli ascensori ante 1999 nulla cambia e gli eventuali adeguamenti alle nuove normative di sicurezza, secondo noi assolutamente sensati, dipendono dalle decisioni dei singoli proprietari o dei condomini.
Ma quali sono le principali novità?
Riguardo ai requisiti di sicurezza vengono introdotti nuovi obblighi per fabbricanti, importatori, distributori, installatori, soprattutto riguardanti documentazione di conformità (dichiarazione di conformità, marcatura CE, istruzioni, etc.).
Di diretto interesse dei proprietari, in genere i condomini, l’ampliamento da 10 a 60 giorni del termine utile -decorrente dalla certificazione di conformità- per la comunicazione al Comune della nuova installazione di un ascensore con conseguente ottenimento del numero di matricola.
Le manovre di emergenza inoltre possono essere effettuate, oltre che dal manutentore ufficiale, anche da personale di custodia o altro personale competente autorizzato dal proprietario (o dal condominio) e debitamente istruito, come per esempio un portiere o un condomino che abbia fatto un apposito corso.
Le regole sui controlli e la manutenzione, invece, sono rimaste invariate.
Ogni sei mesi per legge devono esser fatti controlli specifici relativi alla sicurezza (paracadute, limitatore di velocità, attacchi, isolamento elettrico, etc.).
Ogni due anni occorre che il proprietario o condominio faccia effettuare verifiche da parte della ASL o dell’ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente) competente per territorio. Se la verifica ha esito negativo l’ufficio comunale dispone il fermo dell’impianto e fissa una verifica straordinaria allo scopo di dettagliare la rimozione che hanno causato l’esito negativo.
Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione ordinaria da parte di tecnici abilitati o ditte specializzate la periodicità varia a seconda delle esigenze dell’impianto. Si tratta di controlli sulle parti meccaniche come le porte dei piani, le serrature, lo stato di conservazione di funi, catene, la pulizia. Normalmente a tal fine vengono stipulati dei contratti di assistenza.
Rita Sabelli, responsabile Aduc, aggiornamento normativo
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Bonus bollette, la maggioranza ritira gli emendamenti sull’automatismo – L’appello ai presidenti delle Camere

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Rendere automatico il bonus sociale luce gas e acqua non comporta oneri per il bilancio dello Stato, mentre sosterrebbe in maniera concreta i 6 milioni di italiani in povertà assoluta.

Appello di Adiconsum a Governo e Parlamento
per l’introduzione del bonus automatico nella Legge di bilancio 

5 dicembre 2018 – I dati sulla povertà nel nostro Paese sono allarmanti: la povertà assoluta riguarda quasi 6 milioni di cittadini, con un 30% della popolazione a rischio esclusione sociale, di cui il 12,1%, cioè 1 milione e 208 mila, sono minori. Non passano inosservati anche i dati sulla povertà energetica, con il 16,1% della popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente la propria abitazione.

Non possiamo rimanere indifferenti ed inermi di fronte a questi dati – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Più volte abbiamo denunciato la farraginosità, la scarsa conoscenza e l’insufficiente estensione dell’unica misura di sostegno a favore dei poveri energetici, il bonus sociale luce  e gas.

Ecco perché – continua De Masi – abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia, chiedendo il loro autorevole intervento per l’introduzione nel DEF delle misure necessarie a rendere automatico il bonus sociale per luce, gas e acqua.

Un automatismo – conclude De Masi – che non peserebbe sulle casse dello Stato, in quanto i bonus sono prevalentemente a carico degli utenti di luce, gas e idrico e non gravano sulla fiscalità generale. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto.

 
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Salta il taglio dell’iva sui pannolini. Protesta il CODACONS

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Ancora una marcia indietro da parte del Governo che danneggia i cittadini in special modo le fasce più deboli della popolazione. Lo afferma il Codacons, commentando lo stop al taglio dell’Iva per pannolini e assorbenti, con la commissione Bilancio della Camera che ha bocciato un emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd) che portava l’aliquota dell’Iva al 5% per “latte in polvere e liquido per neonati, prodotti alimentari per l’infanzia, pannolini, assorbenti”.

“Si tratta di una promessa non mantenuta, e di un grave dietrofront su un provvedimento che avrebbe realmente sostenuto milioni di famiglie, aiutando i ceti meno abbienti – spiega il presidente Carlo Rienzi – La manovra del Governo appare oramai sempre più schizofrenica: regala fondi a pioggia per scuole musicali, accademie, apicoltura o archivi storici, abbassa l’Iva su Spa, centri benessere e massaggi al 10%, ma dimentica di aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e di sostenere gli enti meritevoli di tutela. Ed è gravissimo che dopo le promesse fatte da governo e opposizione non si sia ancora approvato l’emendamento per esonerare dal contributo unificato le associazioni che svolgono attività sociale e che attraverso le loro cause difendono i diritti di milioni di cittadini”.

Per tale motivo il Codacons, dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica, rivolge oggi un appello ai Senatori di tutti gli schieramenti politici, affinché intervengano per ridare equità alla manovra e sanare le discriminazioni a danno dei cittadini deboli e delle Onlus, e non approvino misure prive della necessaria copertura finanziaria.

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Spesa al mercato: come risparmiare e fare buoni affari

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ADICONSUM AVVERTE

L’acquisto di frutta e verdura ha un certo peso sull’economia familiare: secondo i dati Istat, nel corso del 2017, gli italiani hanno speso mensilmente circa 63 euro di frutta e 43 di verdura.

In realtà, parte di quello che paghiamo per questi prodotti non viene neanche utilizzato: stiamo parlando di tutti quei package (buste, confezioni e altro) che, oltre a inquinare l’ambiente, finiscono per pesare significativamente sul prezzo finale del prodotto.

Tra l’altro, i package ci vincolano a dover comprare quantitativi specifici, con il rischio che parte del prodotto si rovini o vada definitivamente a male.

Una possibile soluzione? Comprare prodotti sfusi al mercato! Anche in questo caso, però, è necessario prestare attenzione e conoscere qualche trucco per fare buoni affari.

 

Consigli per gli acquisti

Per tagliare i costi, e sufficiente seguire poche regole:

  • Compra prodotti di stagione
  • Ricorda che più la filiera di trasporto è breve, più i costi ambientali e materiali diminuiscono; per questo è preferibile scegliere banchi che indichino il luogo di produzione
  • Compra frutta e verdura con meno scarto possibile (meno si butta, meglio è!)
  • È preferibile rivolgersi a un coltivatore affiliato a una grande organizzazione
  • Presentati a ridosso dell’orario di chiusura per trovare offerte last minute
  • Compra quello che ti serve nelle giuste quantità
  • Con delle buone materie prime puoi realizzare prodotti casalinghi (marmellate, salamoie, etc.), assicurati, però, di rispettare le norme igieniche.

 

Come riconoscere un buon prodotto

  • Cerca etichette che indichino la provenienza del prodotto
  • I colori di frutta e verdura devono essere vivi
  • Ricorda di lavare bene frutta e verdura: al mercato c’è spesso la cattiva abitudine di toccarla senza usare i guanti
  • Se compri prodotti in salamoia sfusi, assicurati che siano completamente sommersi dal liquido.
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