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Acqua 2.0, è partito il rilancio della filiera idrica grazie al dialogo

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Acqua 2.0 Roma, evento promosso da EnergiaMedia e Acquaoggi.it, nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere il nuovo punto di partenza per la filiera del Servizio idrico integrato. Tuttavia, grazie alla location francescana (San Sebastiano al Platino, chiesa sotto la custodia dei frati francescani del vicino convento di San  Bonaventura, sita nell’area archeologia del Foro  Romano), ai pregevoli interventi ed ai contenuti esposti (gli atti saranno tutti pubblicati su www.acquaoggi.it, www.consumerismo.it e spazioconsumatori.it tra pochi giorni) nonché al magnifico sole che ha riscaldato la discussione, con tanto di rassicurante colonna sonora naturale curata da gabbiani, l’evento si è rivelato un incontro molto produttivo, nel quale è stato possibile tracciare un nuovo percorso tra parti spesso in conflitto che hanno l’obbligo di dover discutere e trovare soluzioni ai tanti, troppi problemi del servizio idrico integrato.

Si è passati dalla situazione regolatoria (l’Aeeg, come nel Video Egidio Dell’Oste, ci ha spiegato la stabilità regolatoria e i provvedimenti in esame) a come reperire le fonti economiche per gli investimenti senza calpestare la volontà referendaria (Video di Alessandro Marangoni, Althesys). Si è discusso di misurazione, passando per le necessarie nuove tecnologie dello smart meetering proposte da IMB, GE, 3M, Auma ed Euroservices Group, che ci hanno dimostrato che applicando queste tecnologie gran parte dei problemi sollevati dai consumatori potrebbero trovare la loro soluzione.

Nonostante la denuncia di eversione sollevata dal Forum Acqua Bene comune nei confronti di Aeeg (arrivandone a chiedere le dimissioni), anche in questo caso c’è stata la possibilità non solo di sentire le contrastanti posizioni e le accuse che sono già note, ma anche l’intelligenza di mettere ognuno in comune le proprie volontà.

Per quanto riguarda noi, rappresentanti delle associazioni dei consumatori, siamo sicuramente obbligati ad una maggiore consapevolezza e ad una migliore capacità di comprensione tecnica e politica delle questioni che afferiscono il SII. I gestori hanno dalla loro il budget, noi abbiamo dalla nostra i consumatori. Di certo tutto questo non può accadere senza una chiara filiera della rappresentanza nel comparto idrico.

Per questo abbiamo rilanciato e continuiamo a rilanciare la necessità dell’immediato recepimento della legge finanziaria del 2008, ovvero del Comma 461,art.2 legge 241/2007. Una norma che, se recepita, aiuterebbe tutti. Non solo nel monitoraggio della qualità dei servizi, ma soprattutto nel conferire dignità e rappresentanza ai consumatori ed ai loro rappresentanti.

“Acqua 2.0”, dovrà diventare e diventerà un tavolo stabile di confronto, un luogo dove con francescana umiltà bisognerà affrontare il tema del servizio idrico ricordando che l’acqua è un bene comune e in comune.

Luigi Gabriele

 

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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