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Acqua: a Frosinone il 95% degli utenti boccia ACEA

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Si è tenuta stamattina, presso la sede dell’Associazione Codici, in piazza VI Dicembre n° 2, a Frosinone, la conferenza stampa indetta da Rete Consumatori Lazio per la presentazione dei dati raccolti nel sondaggio sulla qualità del servizio idrico in provincia di Frosinone.
Scopo dell’indagine era la redazione di una relazione tecnica (analisi-acqua-frosinone) da presentare all’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, per dimostrare, dati alla mano, quanto critica sia la situazione in provincia di Frosinone, quanto i valori presentati da Acea non siano specchio di una situazione reale e quanto forte sia il malcontento tra i cittadini.
I dati emersi dall’indagine condotta dall’Associazione Codici mettono in luce una situazione disastrosa: gli utenti, infatti, bocciano impietosamente l’azienda.
L’88,7% degli intervistati ammette di aver ricevuto un disservizio da parte dell’azienda: quasi il 40% ha subito l’interruzione del flusso, mentre più del 30% denuncia un’errata fatturazione dei consumi. A seguito dei disservizi e dei disagi subiti, il 66% dei consumatori ha scelto di rivolgersi alla stessa Acea Ato 5, tramite sportello, call center o internet, la restante percentuale si è rivolta alle associazioni consumatori o ha utilizzato altri modi per presentare i propri reclami. Ma, dopo aver fatto presente il proprio problema, soltanto il 22% di essi è riuscito a risolverlo, mentre la maggioranza, il 62,1% , è rimasto insoddisfatto. Il 62% dei consumatori denuncia, inoltre, un’errata lettura del contatore e una altrettanto errata fatturazione delle bollette: il 50% degli intervistati ritiene che le fatture siano troppo alte e il 30% addirittura spropositate se relazionate al servizio ricevuto.
Mentre il sondaggio presentato da Acea vantava una soddisfazione dei clienti che rasentava una percentuale del 90%, i dati emersi dal nostro sondaggio riducono queste percentuali drasticamente, quasi capovolgendole: il servizio idrico offerto dalla società è reputato pessimo dal 62% degli utenti, mediocre dal 30% di essi. Soltanto lo 0,8% dei consumatori lo giudica come buono, una percentuale talmente esigua che potrebbe non essere presa in considerazione. Lo stesso vale per il servizio clienti messo a disposizione da Acea Ato 5: la metà degli intervistati lo reputa, infatti, pessimo, soprattutto a causa della gestione dei reclami che non trovano considerazione né tantomeno soluzione. I consumatori si vedono costretti ad aspettare, nella migliore delle ipotesi, tempi lunghissimi per ottenere delle risposte e soltanto in pochissimi casi i problemi saranno sciolti.
Quasi la totalità dei consumatori (più del 90%), pur sapendo che Acea opera anche nel mercato libero, afferma con sicurezza che non comprerebbe mai né energia, né gas da questa società, se potesse scegliere.
E’ evidente una situazione di malcontento generale tra i consumatori nei riguardi di chi gestisce il servizio idrico in questa provincia. Essi subiscono continui disagi che giungono, in numerosi casi, alla totale esasperazione, come testimonia la risposta che gli intervistati danno alla domanda: “Che cosa consiglieresti all’azienda per migliorare il servizio”? Ebbene, per la maggior parte di essi, l’unica soluzione possibile per riqualificare il servizio idrico nel territorio di Frosinone e provincia, sembra essere la totale chiusura dell’azienda. Soltanto in questo modo, secondo gli utenti, sarà possibile porre fine ad una criticità strutturale che comporta una serie di disagi e difficoltà che gravano esclusivamente sulle tasche e non sembrano trovare, al momento, alcuna risoluzione.

Codici resta a disposizione di tutti coloro che vogliano approfondire quanto emerso dall’indagine, scriveteci alla mail www.segreteria.sportello@codici.org.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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