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Acqua, dal primo luglio cambiano le regole per le letture contatori

Fatture uguali in tutta Italia e 2 “tentativi” di lettura l’anno. Sparisce la voce “nolo contatore”.
CODICI: l’autorità con l’acqua scherza con il fuoco

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A partire da luglio 2016 in modo che sia pienamente operativa da gennaio 2017, la delibera 218 dell’Autorità per l’energia,  introduce una disciplina uniforme a livello nazionale sui consumi di acqua affinchè la fatturazione non sia più frutto di stime e conguagli.

Ben capiamo che il tentativo di uniformare a livello nazionale l’erogazione del servizio di misura nel settore idrico sia complesso, ma si veda di non commettere gli stessi errori compiuti nell’energia e nel gas.

E invece ci risiamo: si sente ancora parlare di tentativo di lettura, almeno 2 all’anno nel caso di utenti, famiglie o condomini, con consumi medi annui fino a 3.000 mc; oltre i 3.000 mc, l’obbligo diventa di almeno 3 tentativi e vengono ancora ammesse le stime definite come “migliori possibili”.

Per le nuove attivazioni dovrà essere effettuato un tentativo di raccolta della misura entro sei mesi dalla data di inizio della fornitura e sappiamo bene che nell’arco di sei mesi la fatturazione basata sulla stima o sul conguaglio potrebbe raggiungere cifre astronomiche. Pertanto tentativo e stima sono due vocaboli che non vorremmo più sentire e che auspichiamo spariscano a breve, seppur sanciti anche in questa delibera.

Si parla inoltre di nuove modalità e garanzie per incentivare l’autolettura, comunicabile via telefono, web-chat o sms, peccato che questa debba essere presa in carico, validata, registrata ed infine si deve apporre il sigillo papale affinchè venga confermata dal gestore. Quest’ultimo è anche proprietario del misuratore e si dovrà occupare della sua installazione e manutenzione. Noi auspichiamo che nel prossimo futuro la lettura venga liberalizzata nell’ottica di efficientare il sistema. L’aspetto positivo è che sparisce la voce “nolo contatore”, quindi non sarà più possibile trovarlo in bolletta, nel caso permanga il consumatore può chiedere la restituzione di tali somme!

Entro settembre 2016 i gestori dovranno predisporre un registro elettronico delle utenze con le misure e i tentativi di lettura, comunicando ogni anno all’Autorità i dati relativi ai contatori (ammontare, tipologia, funzionamento) e le operazioni di raccolta avvenute ai fini di un monitoraggio periodico delle attività. Anche perché il 37% dei misuratori ha più di 15 anni, il 3% dei consumatori interpellati (quindi non si conosce il totale su cui è stato calcolato il 3%) è privo di misuratore. Il quesito è: non dovrebbe già essere disponibile un censimento contatori/utenti? Ma apprezziamo comunque lo sforzo.

Infine tutti i gestori del Sistema idrico integrato (SII) saranno tenuti a rispettare le nuove regole, gestiranno l’attività di acquedotto e provvederanno a fatturare, per gli stessi livelli di consumo, anche i corrispettivi dei servizi di fognatura e depurazione. Per quanto riguarda quest’ultima, a tutt’oggi ci risulta che in parecchi comuni italiani venga addebitata in fattura, ma non realizzata e questo dà luogo a numerosi contenziosi e vessazioni.

Dichiarazione di Luigi Gabriele Affari Istituzionali CODICI- “L’autorità per l’energia sull’acqua scherza con il fuoco, ancora non ha capito che c’è talmente tanto malessere che si potrebbe sollevare l’intero Paese. Avevamo chiesto misure certe e non stimate e riduzione della bolletta e non ulteriori oneri, e invece per dare ascolto ai gestori che si lamentano della onerosità di tali attività, l’autorità ha tolto la voce nolo contatore ma l’ha inserita in tariffa, nascosta trai meandri delle solite formule matematiche”.

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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Consumatori

Dopo il provvedimento dell’Autorità, Trenitalia interviene sui propri sistemi telematici di prenotazione e acquisto, più 30% di soluzioni di viaggio offerte

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Il 19 luglio scorso, l’Autorità ha sanzionato con 5 milioni di euro Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale gravemente scorretta consistente nell’omissione di numerose soluzioni di viaggio con treni regionali dall’insieme dei risultati derivanti dalla consultazione del motore orario (il sistema telematico di informazione, ricerca e acquisto di biglietti accessibile alla clientela sul sito internet www.trenitalia.com, tramite App Trenitalia per smartphone e tablet e presso le Emettitrici Self Service (ESS) di stazione), nel caso di selezione della banca dati denominata “tutti i treni” (ridenominata, già nel corso del procedimento istruttorio, in “principali soluzioni”).

L’Autorità ha altresì disposto la pubblicazione di una dichiarazione di rettifica su tutti gli strumenti di prenotazione e acquisto dei biglietti Trenitalia e ha vietato a Trenitalia la continuazione della pratica commerciale scorretta accertata.

A seguito dell’incisivo e complesso intervento dell’Autorità, Trenitalia ha rivisto il funzionamento del motore orario in senso più completo e trasparente verso gli utenti, attraverso l’implementazione di misure tecniche che l’Autorità ha ritenuto idonee a superare i profili  omissivi e ingannevoli della pratica commerciale censurata.

Dal 20 gennaio 2018, dopo i definitivi interventi eseguiti dal professionista, il sistema di ricerca appare adesso in grado di offrire ai consumatori una possibilità di scelta e acquisto di combinazioni di viaggio molto più ampia, pari a circa il 30% in più di soluzioni di viaggio, in particolare inclusive di treni regionali che prima non erano visualizzabili dall’utente nella consultazione della banca dati “tutti i treni”. Tali risultati vengono ora restituiti in maniera del tutto uniforme sia sul sito aziendale, che attraverso l’App Trenitalia e le emettitrici self service.

Si tratta di un significativo risultato a vantaggio dei consumatori, i quali, ad esito dell’attività di enforcement dell’Autorità, dispongono ora della possibilità di effettuare scelte commerciali più ampie, complete e consapevoli, nell’ambito di sistemi tecnicamente sofisticati di prenotazione e caratterizzati dalla presenza di algoritmi.

Roma, 9 febbraio 2018

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