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Acqua: dispersioni idriche, tutti i dati. Frosinone ultima

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Nonostante gli utili altissimi  pare che  questi non vengano reinvestiti in manutenzione ed ammodernamenti dalla società partecipata dal Comune di Firenze che gestisce la rete idrica in quella zona, anzi vengono lamentate spesso mancanze di fondi.

Dissesti, amianto e tubature vecchie di 60 anni, incidenti, disservizi, non giustificano in alcun modo le tariffe più alte d’Italia. Ma questi accadimenti sono solo la punta dell’ iceberg di un sistema idrico che per usare un gioco di parole fa “acqua da tutte le parti” sul  territorio Nazionale.

Ecco alcuni dati rilevati dal centro studi di Codici su base Istat che ci fanno comprendere le carenze e le dispersioni del sistema idrico in tutta Italia.

DENOMINAZIONE ACQUA IMMESSA Mm² ACQUA EROGATA Mm² DISPERSIONE %
5 Lazio meridionale – Frosinone 101175 26230 74.1
8 Siracusa 71073 29477 58.5
3 Sarnese vesuviano 212934 92492 56.6
Regione Sardegna 293175 132414 54.8
Ambito territoriale integrato n.2 Umbria 16914 7798 53.9
2 Catania Acque 214784 99830 53.5
4 Lazio meridionale – Latina 117899 55144 53.2
1 Calore Irpino 98199 46649 52.5
Centrale Friuli 92856 47860 48.5
5 Enna 16377 8478 48.2
Regione Molise 54329 28672 47.2
4 Sele 143434 76396 46.7
4 Ragusa 49890 26666 46.6
Occidentale Friuli 32167 17498 45.6
9 Agrigento 44586 24590 44.8
Orientale Triestino 52809 29484 44.2
Veneto orientale 146105 84344 42.3
Regione Abruzzo 231355 133546 42.3
Ambito territoriale integrato n.4 Umbria 28042 16304 41.9
Alessandrino 49867 29523 40.8
2 Lazio centrale – Roma 651390 385754 40.8
1 Palermo 155535 92879 40.3
Torinese 334744 201256 39.9
Provincia di Lecco 53014 31927 39.8
Regione  Basilicata 70591 43437 38.5
Regione Toscana 424797 261047 38.5
Polesine 29976 18466 38.4
Alto Veneto 29882 18472 38.2
Veronese 127484 79393 37.7
Provincia di Imperia 44834 27943 37.7
2 Napoli-Volturno 372931 233079 37.5
Cuneese 75552 47822 36.7
Provincia di Brescia 193006 122748 36.4
Ambito territoriale integrato n.1 Umbria 38466 24663 35.9
Orientale Goriziano 22766 14617 35.8
Bacchiglione 130219 83798 35.6
Provincia di Sondrio 45477 29361 35.4
Regione Calabria 327662 211612 35.4
Valle del Chiampo 12725 8232 35.3
Provincia di Bergamo 152647 99107 35.1
Regione Puglia 448166 292998 34.6
Biellese, Vercellese, Casalese 45721 30051 34.3
Provincia di Como 86561 57013 34.1
Provincia di Varese 118839 78428 34.1
Verbano, Cusio, Ossola e Pianura Novarese 66083 43855 33.6
7 Trapani 40174 27092 32.6
3 Messina 81972 55422 32.4
Provincia di Savona 49400 33475 32.2
6 Caltanissetta 19035 12937 32.1
2 Marche centro-Ancona 45344 30897 31.9
3 Lazio centrale – Rieti 28637 19535 31.8
Astigiano-Monferrato 28429 19488 31.5
1 Marche nord-Pesaro e Urbino 37254 25502 31.5
3 Marche centro-Macerata 43049 29529 31.4
Provincia di Genova 120663 83034 31.2
1 Lazio nord – Viterbo 43038 30166 29.9
Laguna di Venezia 95623 67301 29.6
Ambito territoriale integrato n.3 Umbria 22051 16128 26.9
Provincia di Mantova 32411 23947 26.1
Regione Emilia-Romagna 484904 360713 25.6
Brenta 51554 39126 24.1
Provincia di Cremona 40545 30971 23.6
Provincia di Milano 273139 209565 23.3
4 Marche sud-Alto Piceno Maceratese 9908 7602 23.3
Provincia di Lodi 32644 25249 22.7
Unico Valle d’Aosta 27433 21427 21.9
Provincia di Monza e Brianza 112415 88015 21.7
Provincia di Pavia 67621 54450 19.5
5 Marche sud-Ascoli Piceno 29407 23801 19.1
Provincia della Spezia 26440 21604 18.3
Interregionale – Lemene 13999 11940 14.7
Citta’ di Milano 225790 202710 10.2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si evince dallo schema la dispersione dell’acqua è di ingenti proporzioni, con una classifica che vede al primo posto la Provincia di Frosinone

Per non parlare dei contatori, spina nel fianco dei consumatori … De Angelis disse già nel 2010 ad Irace che “il sistema di Publiacqua era gestito in modo primitivo” e il riferimento era ai problemi nella lettura dei contatori ed alla riscossione delle bollette.

“Insomma ‘e io pago!’ come direbbe Totò: il consumatore paga bollette salate e continua a subire disagi e disservizi continui indipendenti dalla propria volontà, quando non addirittura danni alla salute ed alla persona! Noi sempre al fianco dei cittadini per difenderli e sostenerli” dichiara Luigi Gabriele del Codici

 

Per segnalazioni www.codici.org nella home page, tutti i servizi online

 

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Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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