Roma, 27 gennaio 2015 – Come al solito a pagare sono i consumatori. A dover subire la malapolitica e l’inefficienza dei gestori finiranno sempre loro, i destinatari delle norme decise a palazzo, concordate da tutti, parlamentari e lobby degli industriali, tranne dalle organizzazioni di tutela dei consumatori.

L’ultimo caso è la discussione del collegato ambientale alla legge di stabilità 2014, in discussione, dopo l’ok della Camera, nella commissione del Senato presieduta dal senatore di Area popolare Giuseppe Francesco Maria Marinello.

Nonostante le promesse originarie, in audizione finora le associazioni non hanno potuto mettere piede per entrare nel merito di un atto che interviene, ad esempio, sulla gestione del servizio idrico integrato.

Ad essere ascoltata invece è stata Federutiliy, l’associazione dei gestori italiani delle varie utilities (acqua, gas, luce) che non ha risparmiato parole di giubilo per il collegato di cui auspica la veloce approvazione.

“Come al solito le associazioni dei consumatori sono state lasciate a casa – commentano Ivano Gaicoimelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali dell’associazione – nonostante la discussione riguardi in primo luogo la necessità di rivedere gli investimenti da operare per ristrutturare la rete idrica oggi oggetto delle condanne emesse dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. Se i membri della commissione avessero invitato la nostra associazione avremmo potuto illustrare tutti i motivi dei disservizi e delle inefficienze registrate in tutta Italia ad opera dei gestori”.

“Invochiamo quindi prima che venga approvato il collegato che CODICI chiamata in audizione”.