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Acqua: Italia sempre più a rischio idrogeologico.

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COMUNICATO STAMPA FEDERCONSUMATORI:

Sono stati resi noti ieri i dati dell’ISPRA che rivelano come un decimo della popolazione della nostra penisola vive in un territorio a rischio idrogeologico.

Dall’Annuario ambientale del 2018 emerge come la caratteristica più rilevante del clima in Italia sia la siccità, con precipitazioni che sono state al di sotto della norma del 22% circa: il 2017 ha conquistato il secondo posto, dopo il 2001, nella classifica degli anni più “secchi” nella serie dal 1961.

Un allarme evidente, che si aggiunge ai numerosi segnali giunti da diversi fronti, a partire dalle denunce degli agricoltori sui danni che tale siccità, soprattutto al Nord, sta causando su diverse produzioni: dall’ortofrutta al riso.

Sicuramente siamo preoccupati per il possibile aumento di prezzo di tali prodotti, ma quello che ci allarma maggiormente è il problema di salute che deriva da tale situazione. Salute delle falde acquifere e, quindi, salute pubblica.

Il 15 marzo siamo scesi in piazza per rivendicare un futuro per il nostro Paese. Oggi, di fronte a questa notizia non possiamo rimanere in silenzio.

Si tratta, infatti, di un problema enorme soprattutto dal punto di vista ambientale: in questo modo i fattori inquinanti si concentrano in misura maggiore in bacini d’acqua sempre più scarsi.

Non a caso le grandi aziende stanno investendo su un nuovo business: acquistano pozzi. Si preparano ad un futuro in cui la risorsa idrica scarseggerà sempre più.

Per arginare la siccità e rispondere in maniera pronta a questa emergenza, oltre a rispettare gli impegni per la riduzione delle emissioni di CO2, è importante sbloccare al più presto le opere incompiute nel settore idrico. Esiste un interessante rapporto dell’ANBI in tal senso, presentato recentemente in Parlamento, in cui sono presentate le opere incompiute dei consorzi di bonifica, nonché dighe, edificabili immediatamente. Nella giornata dedicata al cosiddetto Decreto sblocca cantieri riteniamo che sia un preciso obbligo del Parlamento prevedere una “corsia veloce” per avviare immediatamente le opere necessarie nel settore idrico.

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Bollette 28 giorni: dopo la sentenza del Consiglio di Stato, cosa fare per avere i rimborsi?

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Buone notizie sulla vicenda delle bollette di telefonia fissa o fisso/mobile fatturate a 28 giorni e dei soldi pagati in più dai consumatori. Infatti, dopo la conferma che le compagnie telefoniche devono provvedere a rimborsare i propri clienti, il Consiglio di Stato ha sentenziato che tali rimborsi devono essere automatici.

Che cosa significa?

2 sono le tipologie di utenti coinvolti:

  • coloro che sono ancora clienti dell’operatore telefonico
  • coloro che non sono più clienti del gestore responsabile dell’ingiusto addebito perché sono passati ad altro operatore.

1° caso: se sei ancora cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più non devi presentare alcuna richiesta. La tua compagnia telefonica è tenuta a rimborsarti stornando le giornate pagate in più. Riceverai quindi una bolletta più bassa

2° caso: se NON sei più cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più, DEVI subito presentare un reclamo all’azienda chiedendo il rimborso e l’importo esatto. Il reclamo deve essere inviato con una modalità TRACCIABILE (raccomandata A/R, posta certificata (Pec), numero di reclamo). Trascorsi 45 giorni senza risposta da parte dell’operatore o di risposta insoddisfacente, è possibile chiedere attraverso le sedi territoriali Adiconsum la conciliazione paritetica, per ottenere quanto previsto dalla legge.

Il periodo che verrà considerato per il calcolo del rimborso è il seguente: 23 giugno 2017 – 5 aprile 2018.

IMPORTANTE: Per info e assistenza, contatta le sedi territoriali Adiconsum

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SALDI| Cambio di un prodotto in negozio? Cosa fare e quando

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Hai acquistato un capo e, provandolo con calma a casa, ti sei reso conto che non è di tuo gusto? Non ti piace il colore del tuo nuovo vestito? In poche parole, ti sei pentito dell’acquisto che hai fatto? Hai ancora lo scontrino con te e ti chiedi se sia possibile restituire il capo oppure cambiarlo con un altro?

E se invece, ti accorgi che il prodotto acquistato è difettoso?

Ebbene, con questo articolo vogliamo proprio parlarti di questo argomento: la possibilità di restituire i beni. Le due ipotesi sono differenti e vediamo cosa dice la legge.

Nel primo caso, il commerciante non è tenuto al cambio della merce acquistata. Questa possibilità è a discrezione del venditore. Vero è che di solito, soprattutto le grandi catene, hanno una policy aziendale che permette il cambio del prodotto, dietro esibizione dello scontrino ed entro un numero limitato di giorni.

Nel secondo caso, invece, secondo la legge, il venditore è tenuto a garantire che il bene acquistato sia esente da imperfezioni. Qualora il prodotto presentasse imperfezioni, puoi richiedere il cambio appellandoti alla garanzia legale che si applica a tutti i beni di consumo, nuovi ed usati.

Molti utenti ci scrivono e ci segnalano alcuni casi particolari, come ad esempio la seguente storia pervenuta sulla nostra pagina Facebook:

La signora S.D. ha acquistato un pigiama al costo di 35 € presso una catena di abbigliamento che consente il cambio del prodotto. Qualche giorno dopo, entro i termini consentiti, la signora si reca presso il punto vendita per rendere il prodotto ed acquistarne un altro di pari valore. Nel frattempo, subentrati i saldi, il prezzo del pigiama era passato da 35 a 25 euro. Ebbene, poiché il pigiama risultava deprezzato di 10 €, il negozio ha richiesto il versamento dei 10 € di differenza!

Cosa fare? È giusto l’atteggiamento tenuto dall’Azienda?

No, perché il prezzo che risulta sullo scontrino rappresenta il credito da utilizzare per effettuare l’eventuale cambio con un prodotto dello stesso valore.

In casi del genere, ti consigliamo di chiedere di parlare con un responsabile e di contattare la Polizia municipale (Vigili) o locale per segnalare la scorretta pratica commerciale.

In caso, di mancato riconoscimento dei tuoi diritti, rivolgiti presso una sede Adiconsum

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Eni e Poste Italiane, partnership nei servizi digitali, finanziari e di pagamento

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Roma, 22 luglio 2019 – Eni e Poste Italiane hanno firmato un Memorandum di intesa per l’avvio di una partnership di ampio respiro nel campo del digitale. L’accordo non vincolante di cooperazione riguarda anche i servizi finanziari ed è stato sottoscritto da Eni, Eni Refining & Marketing, Eni gas e luce, Poste Italiane e PostePay.

La partnership tra le due grandi aziende italiane rappresenta un primo significativo strumento di integrazione e di valorizzazione degli asset di Eni e di Poste. Si inserisce in una logica multibusiness che riguarda sia la fornitura di carburanti nelle stazioni di servizio Eni sia quella di gas ed energia elettrica, mediante l’attivazione di servizi finanziari innovativi legati ai sistemi di pagamento, nell’ambito delle opportunità offerte dalla Direttiva Europea PSDII, ed ha come principale obiettivo l’offerta alla clientela retail di una gamma sempre più estesa di nuove soluzioni di servizio e pagamento.

L’accordo prevede una serie di azioni tese a valorizzare, da una parte, gli oltre 26 milioni di carte di debito e prepagate del gruppo Poste Italiane in circolazione in Italia, dall’altra le 4.300 stazioni di servizio Eni, nelle quali transitano in media un milione di persone al giorno, nonché gli otto milioni di clienti Eni gas e luce, che generano 41 milioni di bollette annue e contano su 150 punti vendita Energy Store.

In particolare, Poste Italiane ed Eni effettueranno uno studio per la realizzazione di alcune iniziative al fine di individuare soluzioni che assicurino ai clienti la massima sicurezza e semplicità nell’esecuzione delle transazioni in modalità fisica e digitale. Lo studio, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, riguarderà varie opzioni di servizi finanziari, quali ad esempio il pagamento dei bollettini premarcati e il prelievo di contante in combinazione con l’erogazione di carburante. Poste Italiane e Eni gas e luce, inoltre, potrebbero in futuro sperimentare nuovi sistemi di rendicontazione delle bollette mediante la tecnologia blockchain, mentre sono già attive nuove funzioni per i rimborsi alla clientela Eni gas e luce tramite l’intera rete di Poste Italiane.

In relazione alle singole opportunità che dovessero formare oggetto di valutazione, verranno messe a disposizione le informazioni inerenti alle operazioni con parti correlate, ove ne ricorressero i presupposti.

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