L’Istat ha diffuso i propri dati (2012) sull’uso dell’acqua nel nostro Paese (1). Quel che maggiormente colpisce e’ l’aumento delle dispersioni, cioe’ la quantita’ di acqua che esce dai tubi dei gestori e quella che poi arriva ai rubinetti degli utenti finali. La percentuale di dispersione, mentre nel 2008 era del 32,1, nel 2012 e’ arrivata al 37,4. Quindi vuol dire che tra il dire e’ il fare c’e’ un abisso. Infatti non esiste nessun gestore di servizi idrici che in questi anni non abbia detto di avere tra le proprie priorita’ quello dell’ammodernamento della rete per evitare la dispersione, ed e’ notorio che per ammodernare queste reti, nelle bollette degli utenti finali ci sono degli importi proprio fatti pagare ad hoc, indipendentemente dai costi dei consumi.
Il caso che piu’ colpisce e’ quello della Toscana, dove dalla percentuale di dispersione di 27,7 (2008) si e’ passati alla percentuale di 38,5 per il 2012. E il caso Toscana colpisce perche’ e’ la regione in cui si pagano le bollette piu’ alte di tutta Italia e dove il principale gestore della zona piu’ popolosa (Publiacqua/area fiorentina), e’ proprio per l’ammodernamento della rete che sta facendo una ampia campagna di informazione per giustificare questo record nazionale. Colpisce anche perche’, per esempio, in una regione come la Lombardia, dove le bollette sono tra le piu’ basse d’Italia, la dispersione ha numeri molto diversi: dal 21,1% del 2008 si e’ passati a “solo” 26,5 del 2012. Quindi, in Toscana dove le tariffe sono piu’ alte perche’ ci sono maggiori investimenti per l’ammodernamento, la dispersione e’ cresciuta del 10,8%; in Lombardia dove le tariffe sono piu’ basse, la dispersione e’ cresciuta “solo” del 5,4. La meta’!
Certo, i dati sono del 2012 e ora siamo nel 2014… ma non e’ solo in questi due ultimi anni che la Toscana ha questo record di bollette piu’ care per quel motivo.

(1) Qui i particolari: http://www.aduc.it/notizia/dispersione+acque+potabili+crescita+37+istat_129779.php