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Consumatori

Acqua, Roma dopo 2000 anni rimane a secco. Ecco i responsabili

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Chiare le responsabilità di ACEA, Comune, ATO, Regione ed Autorità per l’Energia.

Presenteremo un esposto penale e promuoveremo l’autoriduzione delle bollette

A giugno Lanzalote ha rifiutato l’incontro con le Associazioni Consumatori

Ancora disservizi idrici, ancora famiglie costrette per giornate intere senza acqua. Come se non bastasse, ora Acea annuncia un piano di riduzione delle pressioni della rete idrica nelle ore notturne nei Comuni di Roma e Fiumicino per combattere l’emergenza siccità.
La situazione climatica, quest’estate, è stata assolutamente critica. La prolungata siccità, che sembra non avere fine, unita a una a dir poco inefficiente gestione dell’acqua, ha creato una lunga serie di disagi con cui i cittadini continuano a fare i conti.
Qual è la responsabilità di Acea in questa emergenza idrica?
E’ evidente che la straordinaria siccità ha avuto un ruolo predominante, ma l’azienda che avrebbe dovuto effettuare una serie di interventi volti ad aumentare la propria disponibilità d’acqua, ha gestito nel peggiore dei modi le risorse idriche.
 Immani perdite e continui guasti, camuffati con inutili tentativi di “rattoppo” e, soprattutto, migliaia di segnalazioni di cittadini accuratamente ignorate dall’azienda che continua a non prendersi le proprie responsabilità, nascondendosi dietro un dito.
A giugno, le Associazioni Consumatori chiedevano all’amministratore delegato di Acea, Lanzalote, un incontro urgente in vista della particolare situazione climatica e delle più che probabili criticità.
Incontro mai avvenuto a causa del rifiuto dell’amministratore che ha preferito rimandare in quanto, a suo dire, non aveva ancora chiaro il punto della situazione.
Codici avrebbe voluto presentare un documento tecnico con le proposte per la valorizzazione e l’efficientamento dell’azienda, considerata la nostra presenza storica sul territorio e in virtù del rapporto privilegiato con i consumatori, grazie al quale siamo perfettamente a conoscenza dei punti deboli e delle criticità di una gestione che troppo spesso ha causato, e continua a farlo, ingenti danni ai cittadini. 
Alla vigilia del cambio ai vertici dell’azienda, con la chiusura definitiva della stagione Irace- Tomasetti, Codici auspicava la costruzione di un nuovo Cda basato su trasparenza innovazione e partecipazione. Speravamo che la scelta ricadesse su esperti del settore e persone che conoscessero a fondo le problematiche della città. Invece così non è stato e in questo il Comune, proprietario dell’azienda, è assolutamente responsabile. La situazione di Acea è nota a tutti e da sempre. Si tratta di un problema risaputo e strutturale che riguarda, da anni, soprattutto le zone periferiche e di provincia, ma che soltanto ora, riguardando direttamente la città di Roma, pare aver assunto il giusto peso che merita. Nelle zone del basso Lazio la chiusura notturna delle rete idrica è prassi aziendale consolidata da sempre, interi comuni senza acqua, anche per molti giorni, e nessuno a vigilare sulla situazione. L’autorità (AEEGSI) avrebbe dovuto vigilare e tenere strettamente sotto controllo la gestione dell’azienda idrica, piuttosto che eseguire provvedimenti a suo favore. 
Bisogna chiarire di chi sono le responsabilità di questo disastro.
Codici annuncia esposto alla Procura, chiamando in causa Acea, ATO, Comune di Roma, Autorità per l’energia e Regione Lazio.
E’ necessario dare delle risposte a tutti i consumatori costretti da tempo a subire disagi immani, affinché situazioni del genere siano
in futuro, scongiurate.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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