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Consumatori

Acquirente Unico, il soggetto che tutela consumatori e mercato

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L’AcquirenteUnico diretto dall’Ing.Paolo Vigevano, si mostra sempre più elemento essenziale per tutelare i consumatori.
Nel comparto energetico, in un contesto in cui il libero mercato, a causa dei distributori e degli incumbent è miserabilmente fallito, il ruolo del mercato di tutela, dei consumatori e del futuro degli acquisti collettivi, diventa fondamentale per garantire energia a tutti, ad un costo sopportabile e un futuro alle politiche energetiche per consumatori e imprese.
Quale ruolo e come rafforzarlo per i soggetti della filiera diventa quindi fondamentale.
Smart Grid, diversificazione delle fonti, tutele contrattuali, distribuzione e dispacciamento sono i punti nodali su cui costruire la regolazione o l’autoregolazione del futuro.
Io immagino un ruolo di rafforzamento di AU anche se in una progressiva revisione del mercato di tutela.
Un rafforzamento che potrebbe essere quello di AuditorUnico, anche come gestore della rete di distribuzione unica fino all’ultimo miglio, da dove poi dovrà esserci la liberalizzazione dei servizi che punti tutto sulle tecnologie smart, pensando ai Prosumers.

Oppure quello di accompagnare i gruppi di Acquisto collettivo a fare trading al posto di altri. Oppure occuparsi di gestire la rete unica idrica che inevitabilemente, in un futuro non troppo lontano, dovrà esserci per forza, in considerazione della scarsità dell’acqua e del modo in cui oggi viene malamente gestita dalle aziende municipalizzate.
AU ha un ruolo fondamentale di cui non si potrà fare a meno, ma di certo non dovrà sostituire il ruolo delle associazioni.
httpv://youtu.be/s7MQDItWPsE
La scorsa settimana, le Associazioni dei Consumatori hanno incontrato l’AcquirenteUnico per conoscere il dott. Alessio Borriello,nuovo responsabile delle Relazioni Esterne ed Analisi di Mercato di AU, e in occasione di questo incontro si è aperto un dibattito sui rapporti e sui ruoli di entrambi le parti.
Le associazioni hanno sollevato numerosi problemi e su molte tematiche e si è aperto un dibattito decisamente proficuo per tutti.

Tra i temi affrontati dalle associazioni ci sono:

• Sportello per i Consumatori: chiarimento su attuali attività, miglioramento tempistiche, interazione/integrazione Sportello AU con sportelli territoriali AACC (Diritti a Viva Voce) attraverso il progetto “Network Operativo”, con la possibilità di attivare un riconoscimento economico alle AACC sui reclami lavorati;
• Conciliazioni: attivazione di un Gruppo di Lavoro fra Servizio Conciliazione AU ed AACC sulla Direttiva 11/2013, possibilità di trasformare le conciliazioni sull’energia sulla falsariga di quelle del Co.Re.Com. con indennizzo automatico;
• SII: possibilità di accesso al Sistema da parte di ogni singolo consumatore/utente;
• Sistema Idrico: possibilità di attivazione di un sistema di gestione dei reclami modellato su quello esistente presso AU per l’elettricità e il gas;
• Formazione alle AACC: incontri dedicati (anche attraverso la trasmissione in streaming delle riunioni del GLUC) per le strutture territoriali delle AACC (anche in questo caso con la possibilità di sfruttare collegamenti internet in diretta), nuova serie di incontri seminariali sulle reti energetiche;
• Chiarimenti su delibere AEEG sui mercati energetici e su delibere AEEG che riguardino direttamente le attività di AU, supporto alle AACC sull’interpretazione di delibere AEEG anche al fine della formulazione di risposte su consultazioni aperte da AEEG

Alla luce del suddetto elenco, AU ha proposto alle AdC un percorso fatto di due punti cardini:

• Il sistema di Tutela e le sue possibili evoluzioni
• Formazione dei quadri e degli operatori delle AACC

Area tutela, approfondimento mediante riunioni del GLUC su :

• Acquisto energia: modalità di formazione del portafoglio acquisti di energia di Acquirente Unico, modalità di aggiornamento costante del portafoglio stesso, andamento dei mercati internazionali dell’energia
• Sportello per i Consumatori: esame delle modalità di presentazione dei reclami, fasi di lavorazione e disamina delle dinamiche che determinano le attuali tempistiche; possibile interazione/integrazione fra lo Sportello AU e gli sportelli territoriali delle AACC (Diritti a Viva Voce) con particolare attenzione ai casi più controversi e problematici
• Conciliazioni: attivazione di un Gruppo di Lavoro fra Servizio Conciliazione AU ed AA.CC. sulla Direttiva 11/2013
• SII: aggiornamento sullo stato di sviluppo del Servizio

Formazione per le Associazioni dei consumatori

• Formazione alle AACC: incontri dedicati (anche attraverso la trasmissione in streaming delle riunioni del GLUC) per le strutture territoriali delle AACC, nuova serie di incontri seminariali sulle reti energetiche,
• Chiarimenti su delibere AEEG nell’ambito dei tavoli GLUC:
· su delibere AEEG che riguardino direttamente le attività di AU ed i mercati energetici;
· supporto all’attività di condivisione e illustrazione da parte di AEEG delle proprie delibere per le AACC.

Per quanto mi riguarda devo esprimere grande soddisfazione per la strada intrapresa e ringraziare l’Ing.Vigevano per aver saputo trasformare le divergenze iniziali e le nostre richieste, in proposte convergenti e estremamente interessanti.

@Doctorspinone

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Consumatori

Cambio operatore telefonico| MDC : caos portabilità AGCOM garantisca tempi certi e indennizzi agli utenti coinvolti.

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Evidentemente non sono bastate le multe per la fatturazione 28 giorni e quelle per la minaccia di iscrizione a inesistenti banche dati morosi irrogate da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Antitrust alle principali compagnie telefoniche per far rispettare i consumatori italiani.

Come denuncia il Movimento Difesa del Cittadino l’Annus horribilis degli utenti della telefonia continua ancora per migliaia di utenti infuriati a causa dei ritardi della migrazione del proprio numero verso Iliad ed altri nuovi operatori da parte degli incumbents.

È soprattutto il caso Vodafone a tenere banco in queste ore, con numerosi clienti di fatto irraggiungibili a causa dei gravi rallentamenti nella trasmissione del proprio numero di cellulare dalla compagnia al nuovo operatore prescelto dal consumatore.

Come sottolineato da MDC, al danno per la irreperibilità si aggiunge la beffa di dover tollerare scuse banali come l’errore nella trascrizione del proprio codice fiscale e continui rimpalli della responsabilità tra vecchio e nuovo operatore.

Per il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo è urgente un intervento di AGCOM per garantire il sacrosanto diritto degli utenti alla Mobile Number Portability oltre ad una istruttoria sulla plateale violazione di quanto stabilito nella Delibera 147/11/CIR e connesso diritto dei clienti di ricevere il pagamento degli indennizzi previsti dall’articolo 14 pari a € 2,5 per ogni giorno lavorativo di ritardo fino ad un massimo di € 50,00 che dovrà versare l’operatore ricevente che a sua volta si rivarrà poi sul donating.

Tutta la rete del Movimento si sta attivando in queste ore per supportare i reclami dei consumatori e garantire il pagamento delle somme dovute.

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