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Acquisti On line di natale, i consigli dell’UNC

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Sempre più italiani acquisteranno on-line i regali di Natale: Massimiliano Dona dà qualche consiglio, tratto dal libro “Aggiungi al carrello”, per evitare fregature.

Roma, 3 dicembre 2013“Risparmio e comodità, sono le parole d’ordine per le festività del 2013: sarà per questo  che sempre più consumatori acquistano on-line i regali di Natale”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it) e autore, insieme alla psicoterapeuta Paola Vinciguerra, del libro “Aggiungi al carrello. Shopping on-line: sopravvivere agli inganni e alle dipendenze del web” (Minerva Edizioni).

“Secondo i dati della nostra associazione -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)– i regali più acquistati sul web, soprattutto nel periodo di Natale, sono i prodotti tecnologici: cellulari, tablet, televisori, fotocamere; si conferma, poi, la tendenza, già diffusa da qualche anno, di regalare un’esperienza, acquistata soprattutto sui siti di social shopping: non solo quindi gite fuori porta, cene fuori e week end benessere, ma anche ‘lezioni di volo’, ‘guide a bordo di macchine sportive’, corsi di cucina o di wedding planner (solo per citare alcune delle offerte pre-natalizie più gettonate). Ancora pochi italiani, invece, comprano su Internet capi di abbigliamento in quanto non rinunciano a toccare gli abiti prima dell’acquisto; molti consumatori utilizzano, dunque, Internet come una vetrina: cercano on-line, confrontano i prezzi (e spesso lo fanno direttamente dal telefonino), ma poi preferiscono acquistare off-line”.

“Per evitare il rischio che quello che sembrerebbe un affare si riveli un’autentica fregatura -aggiunge l’avvocato Dona- è bene seguire alcuni semplici accorgimenti tratti dal mio libro: la prima regola è confrontare le varie offerte prima di procedere all’acquisto, cercando magari anche ulteriori informazioni sui prodotti/servizi e i venditori; è fondamentale, inoltre, non farsi prendere dalla fretta o dall’ansia: molti siti giocano su una comunicazione emotiva (timer che scadono, avvisi che l’articolo è in esaurimento), ma è bene ignorarli. Non fatevi attrarre, poi, dalle offerte troppo convenienti: il più delle volte si tratta di specchietti per le allodole e magari il prezzo molto basso nasconde una maggiorazione per l’uso della carta di credito. Infine, soprattutto in questo periodo pre-natalizio, quando sono frequenti i ritardi, è bene controllare le date di consegna per scongiurare il rischio  che il vostro regalo non arrivi per tempo sotto l’albero”.

Molti altri consigli su come gestire al meglio lo shopping on-line saranno raccontati da Massimiliano Dona e Paola Vinciguerra il prossimo 7 dicembre nell’ambito della fiera  Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi” al Palazzo dei Congressi dell’Eur (ore 20-sala Corallo).

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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