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Adiconsum e A.N.CO.T siglano importante accordo per la tutela dei consumatori contribuenti

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L’individuazione delle buone pratiche nel settore della consulenza tributaria è l’obiettivo da sempre perseguito dall’A.N.CO.T. Associazione Nazionale Consulenti Tributari e auspicato da Adiconsum. Grazie a questa comunione di intenti, Adiconsum e A.N.CO.T. hanno sottoscritto un importante accordo con l’obiettivo primario di implementare attraverso la promozione di attività congiunte volte a migliorare l’informazione, la consapevolezza e la qualità dei servizi offerti ai consumatori-contribuenti.

L’informazione ad esempio dovrà essere trasparente, corretta e completa, e verrà veicolata attraverso campagne informative specifiche che tratteranno di tutti gli aspetti: dalla normativa di settore al codice di condotta, dallo Sportello del Consumatore, alla Commissione di conciliazione, ecc.. Altro caposaldo particolarmente importante dell’accordo sottoscritto da Adiconsum e A.N.CO.T. è la costituzione di un Osservatorio Paritetico Nazionale, per il monitoraggio del comparto e per la promozione e la realizzazione congiunta di tutte le iniziative e le attività condivise.

L’Osservatorio avrà il compito di rilevare le eventuali criticità del settore, al fine di proporre soluzioni migliorative ed implementare i diritti e le tutele dei consumatori, attraverso l’individuazione di buone pratiche e l’esame della normativa vigente di riferimento, nonché di promuovere azioni condivise finalizzate alla presentazione di Avvisi Comuni presso le competenti Autorità e Istituzioni, anche al fine di ottenere una migliore e adeguata regolamentazione del settore, con particolare riferimento a tematiche di interesse attuale e prioritario.

Si tratta di uno dei primi accordi attraverso cui si dà attuazione alla legge 4/2013 che pone particolare attenzione al rapporto fra professionisti e consumatori – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – Lavorare in maniera concertata, promuovendo attività condivise con le associazioni di categoria è la via da seguire per raggiungere una tutela reale per rafforzare la tutela dei consumatori.

Siamo molto soddisfatti dell’intesa sottoscritta con Adiconsum – ha detto il prof. Arvedo Marinelli, presidente nazionale dell’A.N.CO.T. – anche perché si inserisce perfettamente nelle disposizioni contenute dalla Legge 4/2013 che regolamenta la funzione svolta dai consulenti tributari iscritti alla nostra associazione. Con i responsabili dell’Adiconsum, ai quali rivolgo il mio personale ringraziamento anche a nome di tutta l’associazione, abbiamo avuto una perfetta sintonia nella definizione dell’accordo tenuto conto delle corrispondenti finalità del nostro operare.

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CASO DIAMANTI ecco i numeri e le banche coinvolte

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Complessivamente coinvolti 100.000 investitori c.a.

ADICONSUM sta tutelando circa 2500 investitori in tutta Italiaper un controvalore di 60 milioni di euro
21 febbraio 2019
BANCHE COINVOLTE:

UNICREDIT, INTESASANPAOLO, BANCA MPS, BANCOBPM, (queste sono anche tutte state sanzionate dall’Antitrust).

Poi a macchia di leopardo coinvolte anche qualche BCC, UBI e qualche altro istituto di cui però non abbiamo segnalazioni  particolari (non sono state sanzionate ne menzionate).

Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Banca MPS di fatto dopo il reclamo hanno rimborsato e rimborsano attraverso un iter interno della durata da 1 a 3 mesi (siamo nell’ordine di poche migliaia di pratiche complessivamente)

Con il BancoBPM abbiamo un protocollo di conciliazione con tavoli in diverse provinc (ipotizziamo da 60/80.000 pratiche c.a.).

I territori maggiormente coinvolti sono soprattutto il Nord Est, l’Emilia, la Lombardia e la Liguria; poi abbiamo casi sporadici in Piemonte, Toscana e nel Lazio.

Nel Nord Est si caratterizzano per importi mediamente importanti che vanno dai 30/40 mila euro, ma anche con investimenti da 100/150 mila euro e punte da 200/300 mila euro.

In Lombardia la media degli importi è più bassa, siamo in media 20/25 mila euro, ma anche con punte di 150 mila e casi da 350 mila.

La Liguria ha medie anche più elevate del Nord Est.
Piemonte, Emilia e Toscana medie simili alla Lombardia.

La casistica va da: VIP(che non sono tutelati dalla nostra associazione), pensionati (con investimenti molto variegati), lavoratori autonomi (parrucchiere, idraulici ecc), lavoratori dipendenti.

Si segnalano casi di investitori che nemmeno avevano il deposito titoli, ma solo il conto corrente a cui è chiesto di investire in diamanti magari la propria liquidazione in quanto la fabbrica aveva chiuso i battenti.
 Per ogni riferimento, assistenza e supporto è disponibile il Coordinatore del Credito e Finanza Nazionale di ADICONSUM Carlo Piarulli e.mail: carlo.piarulli@adiconsum.it – telefono: 329 5922457- www.adiconsum.it

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Truffa Diamanti, ecco come far valere i propri diritti entro l’8 marzo

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Comunicato stampa 
TRUFFA SU DIAMANTI Adiconsum:
Stiamo proseguendo gli incontri con le banche per i rimborsi ai risparmiatori
Sedi territoriali Adiconsum a disposizione per presentare la domanda
al Curatore fallimentare della società di investimento IDB
entro l’8 marzo p.v.
  20 febbraio 2019 – In merito alle ultime notizie di stampa sulla vicenda degli investimenti in diamanti, Adiconsum sottolinea come stiano proseguendo i risarcimenti al 100% ai consumatori da parte di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena ed Intesa Sanpaolo.

Relativamente all’inchiesta in corso, per quanto riguarda il tavolo di conciliazione sottoscritto con il Banco Popolare lo scorso luglio, Adiconsum dichiara di aver avuto conferma, da parte dell’istituto, del prosieguo degli incontri già calendarizzati.

Inoltre, a seguito del fallimento di una delle società di investimento, la IDB di Milano, Adiconsum sta invitando i consumatori a contattare le proprie sedi territoriali per richiedere assistenza nella compilazione ed invio della domanda al Curatore fallimentare, da presentare entro l’8 marzo.

Ci auguriamo che quanto accaduto a danno dei risparmiatori non si ripeta. È nostra intenzione interagire con gli organismi competenti per vigilare e, soprattutto, prevenire situazioni del genere.
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Così la lobby delle banche cerca di rinviare la trasparenza

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta rinvii! I consumatori hanno diritto di conoscere i costi sostenuti per i servizi di investimento offerti da banche/intermediari finanziari
come sancito dalla MIFID 2 


Adiconsum scrive al Ministero dell’Economia e delle Finanze
12 febbraio 2019 – La trasparenza, declinata in tutte le sue varie forme, sia che si riferisca ai costi, alle tariffe, ai prezzi, ai contratti, è un diritto del consumatore. Senza trasparenza non ha senso parlare di tutela del consumatore. 

Per quanto riguarda la trasparenza dei costi dei servizi di investimento ci troviamo di fronte ad un paradosso – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Infatti, nonostante la Direttiva europea Mifid 2 ne renda obbligatoria la comunicazione ai consumatori-investitori, nel nostro Paese, essa non è ancora operativa.

Dopo un primo rinvio richiesto dalle Associazioni bancarie e dagli intermediari dal 1° gennaio 2017 al 3 gennaio 2018 – prosegue Danilo Galvagni, Vicepresidente Adiconsum –apprendiamo che, in un documento datato 30 gennaio 2019, le principali Associazioni degli intermediari italiani  hanno previsto il rilascio di tali informazioni “nel corso del 2019”, dilazionando ulteriormente i tempi di godimento di quello che è un diritto dei consumatori, sancito dalla Commissione europea.

Adiconsum considera il diritto del consumatore alla trasparenza una tutela irrinunciabile e non dilazionabile del consumatore.

Per questo – conclude De Masi – riteniamo che il Governo debba intervenire per evitare ulteriori rinvii nell’applicazione di un diritto fondamentale dei consumatori e per non generare squilibri nel mercato.

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