Con nuovi contatori elettronici 2G, il consumatore potrà modulare i propri consumi, digitalizzare l’energia e cederla trasformandosi da semplice consumatore a prosumer.

L’accesso all’energia è un diritto della persona ed è un indicatore della crescita e dello sviluppo sociale di un Paese
e del benessere di cui godono i suoi cittadini.

Purtroppo la povertà energetica nel nostro Paese è una realtà che interessa 4,5 milioni di famiglie.

Per combatterla serve sviluppo dell’efficienza energetica e istituzione di un Fondo sociale nazionale

27 giugno 2017 – Ieri mattina Adiconsum ha partecipato alla Presentazione del programma “Open Meter” alla presenza di Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel, Francesco Starace e del Direttore Divisione Globale Infrastrutture e Reti Enel, Livio Gallo.

Parte il progetto di una delle opere infrastrutturali più rilevanti del Paese con la sostituzione di circa 32 milioni di contatori elettronici di prima generazione con il nuovo Open Mater di seconda generazione cosiddetto 2G.

Il progetto verrà sviluppato in 8 anni con un investimento di oltre 4 miliardi di euro, tutta tecnologia italiana e verranno impiegate 4 mila persone.

Negli anni successivi anche tutte le Aziende ex municipalizzate (altri 8 milioni circa di misuratori) completeranno l’opera di riorganizzazione delle infrastrutture del Paese nelle case di tutti gli utenti elettrici, con un ulteriore investimento di circa 2 miliardi.

Con questo progetto il cliente avrà la possibilità, oltre che di conoscere in tempo reale i propri consumi e di poterli modulare in base alle necessità personali o familiari, anche di digitalizzare energia e di poterla cedere cambiando le sue connotazioni da consumatore a prosumer.

L’energia è indicatore della crescita e della sostenibilità, come ha affermato il Presidente del Consiglio dei Ministri, ma deve essere anche – sostiene Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale – funzionale allo sviluppo sociale di un Paese e del benessere di cui devono godere tutti i cittadini consumatori, nessuno escluso.

Il diritto di accesso all’energia rientra tra i principi fondanti di uno Stato democratico solidale, quello cioè della Sussidiarietà, che fa sì che Stato, imprese, terzo settore, Associazioni e cittadini più fortunati, possono dare il loro supporto ai cittadini in difficoltà – prosegue DE MASIFinora la povertà energetica è stata contrastata dallo Stato attraverso bonus sociali, il cui accesso complicato, da parte dei consumatori più vulnerabili, ne ha limitato fortemente la fruizione, dagli Enti locali e dalle Associazioni assistenziali con interventi economici diretti.

Ci auguriamo che il nuovo contatore possa aiutare in tal senso, perché, purtroppo, la povertà energetica nel nostro Paese è una realtà. Ne sono colpite 4,5 milioni di famiglie, che hanno difficoltà a pagare le bollette per redditi sempre più bassi, aumento del prezzo delle forniture energetiche, scarsa efficienza degli edifici e degli apparecchi elettrici.

La povertà energetica – conclude DE MASIsi può combattere, come abbiamo proposto noi dell’Adiconsum, allargando la possibilità a tutti di sviluppare una vera efficienza/risparmio energetico e creando un Fondo Sociale Nazionale alimentato dall’impiego di risorse della bolletta elettrica inutilizzate e/o utilizzate per altri settori (v. giacenze di cassa della CSEA), da fondi erogati ad Associazioni inutili; dallo sviluppo dell’iniziativa “Piccoli centesimi per una grande solidarietà” con l’arrotondamento dei decimali delle bollette.