Nei prossimi mesi, complice l’elezione del nuovo Papa proprio nell’Anno della Fede, che si concluderà il prossimo 24 novembre, ci sarà una crescita pari al 20% del flusso dei pellegrini in visita nella Capitale, secondo una stima dell’Adoc. Solo per le vacanze pasquali è previsto un aumento del 30% del numero delle presenze.

“Roma è la più importante meta religiosa del mondo cattolico, ogni anno viene visitata da circa 16 milioni di pellegrini, dei quali circa il 40% è rappresentato da stranieri. E nei prossimi mesi il numero dei visitatori per motivi di fede crescerà del 20% – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – mentre per le prossime vacanze pasquali è atteso un numero di turisti e pellegrini superiore del 30% rispetto allo scorso anno. Numeri che fanno riflettere su quanto sia opportuno puntare su questa forma di turismo per rilanciare l’intero comparto turistico romano. Il turismo religioso va fatto conoscere e va diffuso, occorre sviluppare e migliorare le strutture ricettive e culturali, farli diventare dei business strategici, in grado di attrarre turisti in tutte le stagioni, soprattutto gli stranieri. Rilanciare il turismo è una necessità impellente, ci auguriamo pertanto che i nuovi organi di Governo di Regione e Comune seguano la strada già tracciata da altre Regioni come il Veneto, che ha realizzato itinerari religiosi ad hoc o da Associazioni come Civita. Per fare un paragone il Santuario della Madonna di Lourdes accoglie ogni anno 5 milioni di visitatori, un terzo di Roma mentre il Cammino di Santiago in Spagna riceve la visita di circa 350mila pellegrini l’anno. In Italia Roma attrae il 65% dei turisti “di fede”, staccando e di molto altri importanti luoghi come la Basilica di San Francesco ad Assisi, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo e l’intera Via Francigena. Il giro d’affari di Roma è equivalente al 60% dell’intero fatturato proveniente dal turismo religioso in Italia, pari a 5 miliardi di euro annui. Il turismo religioso guarda al passato e al futuro, ma soprattutto guarda all’uomo.”

In merito al turismo ordinario, l’Adoc registra un calo complessivo degli spostamenti pari al 10% rispetto alle scorse vacanze pasquali, dovuto soprattutto al calo delle preferenze per le destinazioni extraeuropee e alla riduzione dei giorni per viaggiare, conseguenze della crisi economica.

“La crisi ha sicuramente danneggiato un settore che, al contrario, andrebbe rilanciato in modo da far da traino alla ripresa economica – continua Santini – le famiglie italiane, sebbene in difficoltà, non rinunciano a spostarsi, limitando i giorni di pernotto o rinunciando a mete lontane e costose, preferendo capitali europee e città d’arte italiane. “