Roma, 5 febbraio 2014 – Verrà stralciato il passaggio sull’Rc Auto inserito nel decreto Destinazione Italia che, tra le altre novità, introduceva la possibilità di installare una scatola nera che avrebbe comportato uno sconto sulle tariffe pari al 7%. Per Adoc sono state nuovamente tradite le aspettative dei consumatori.

“E’ inaccettabile lo stralcio delle novità sull’Rc Auto, a maggior ragione perché avrebbero contribuito a rendere più concorrenziale un settore in cui le lobby la fanno da padrone – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – con l’aggravante che l’Rc Auto è obbligatoria e quindi coinvolge inevitabilmente tutti i cittadini. A nostro avviso la scatola nera avrebbe non solo favorito un calo delle altissime tariffe ma avrebbe fornito un importante elemento di garanzia per i consumatori. Ricordiamoci che l’importo medio annuo di un’assicurazione si attesta sui 600 euro per veicolo, il 27% in più della media europea, l’80% in più della Germania e della Spagna, molto più del doppio rispetto alla Francia. Continua ad essere quindi fondamentale prevedere interventi atti a ribassare drasticamente i costi delle polizze, riportandoli almeno nella media europea, equiparando in primis i costi sostenuti da Nord e Sud, con gli utenti del Meridione pesantemente penalizzati. I consumatori possono ora, come in passato, affidarsi solo all’opera sempre preziosa di Ivass e Antitrust, da sempre baluardo a difesa dei diritti degli utenti.”

Le norme inizialmente previste nel decreto avrebbero contribuito anche a sradicare il fenomeno dei veicoli fantasma.

“In Italia circolano circa 4 milioni di veicoli sprovvisti di Rc Auto, un fenomeno estremamente pericoloso e in espansione, soprattutto nel Sud Italia – continua Santini –  se si pensa che in Italia il numero di incidenti per milione di abitanti è maggiore del 7% rispetto alla media europea (nel 2012 ci sono stati 62 incidenti per milione di abitanti, contro i 55 della media UE) e del 40% rispetto a Paesi come la Germania e la Spagna, l’impatto di tale fenomeno è rilevante e facilmente comprensibile. Fenomeno parallelo è l’aumento delle auto circolanti immatricolate all’estero, in particolare quelle di grossa cilindrata, vere e proprie vetture “fantasma” che mettono in pericolo la sicurezza stradale e eludono il fisco. Difatti i conducenti e proprietari delle auto con targhe straniere non pagano il bollo auto né i premi assicurativi, non subiscono la revoca o sospensione della patente né la sottrazione di punti (tranne in caso di contestazione immediata) e di conseguenza non pagano la sanzione amministrativa, passano praticamente inosservati sotto le telecamere di tutor, ztl e autovelox. Restano praticamente impuniti. Inoltre, in caso di incidente, chi resta coinvolto con un auto straniera è costretto a rivolgersi all’Ufficio Centrale Italiano, in quanto né la constatazione amichevole né i tradizionali canali assicurativi sono percorribili.”

L’importo medio annuo, per un contraente italiano, E’ evidente che, in un momento particolarmente duro per l’economia delle famiglie, sborsare la metà di uno stipendio per l’assicurazione può diventare ostico o addirittura proibitivo.