È recente la deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica ed il Gas nei confronti di AceaElectrabel Elettricità, riguardante l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria per mancato adempimento di obblighi informativi in materia di applicazione dei prezzi biorari.

Il Codici da tempo si batte per la tutela dei consumatori che lamentano i continui disservizi di Acea. Spesso sono state elencate le criticità del servizio che l’azienda eroga ai cittadini romani. Nel caso qui esposto si parla nello specifico della mancata comunicazione sull’applicazione dei prezzi biorari. Tale obbligo informativo, si legge nel documento dell’Aeeg, si articolava nell’obbligo, appunto, di inviare le tre informative relative all’introduzione dei corrispettivi PED biorari, nonché nell’obbligo di inserire in bolletta la distribuzione dei consumi in ciascuna fascia oraria.

La condotta della società ha pregiudicato il diritto del cliente a ricevere, con adeguato anticipo, le informazioni preordinate sulle proprie abitudini di consumo. È infatti interesse dell’utente e dello sviluppo della concorrenza che il prospetto dei consumi sia redatto in modo completo, comprensibile e uniforme. In questo modo si consente al cliente, attraverso la bolletta, di verificare i suoi consumi e, sulla base della suddivisione degli stessi per fasce, di orientare i consumi anche valutando la convenienza delle condizioni economiche in essere.

Dopo aver deliberato di accertare la violazione, l’Aeeg ha irrogato ad Acea Energia una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 46.000 euro, sanzione che dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.
“Tale sanzione è decisamente misera rispetto al numero dei soggetti coinvolti e anche rispetto ai disagi che Acea sta causando agli utenti ormai da così tanto tempo – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Sono sempre i cittadini a pagare le conseguenze dei disservizi e delle inadempienze delle grandi società. La tutela della qualità dei servizi ai cittadini dovrebbe essere maggiormente riconosciuta e per fare ciò le sanzioni dovrebbero essere più severe”.