Roma, 5 Agosto 2015. E’ finita a tarallucci e vino la vicenda dell’aeroporto intercontinentale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. La relazione del ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio e’ stata un capolavoro. Vediamo.
Il ministro parla di 1100 milioni di investimenti che, pero’, sono gia’ stati stanziati dai precedenti governi. Se, invece di risalire alle responsabilita’ di 20 anni, si volesse risalire, piu’ propriamente a quelle di 4 anni fa, potremmo ricordare al ministro la presenza nella maggioranza governativa del suo partito. Tra l’altro, mentre il presidente Renzi viaggiava in treno, in Giappone, a 400 km all’ora, il treno Fiumicino-Roma (quello diretto) impiega 36 minuti per fare 30 km. Forse e’ il caso di darsi una mossa e impiegare  da subito i denari a disposizione.
Inoltre, per fare un po’ di chiarezza cerchiamo di distinguere gli episodi che hanno creato non poche difficolta’ agli utenti.
1. Maggio 2015. Incendio al terminal 3. La gestione dell’aeroporto e’ di Adr che ha impegnato negli ultimi 3 anni 600 milioni di euro per investimenti. Possibile che non sia stato rilevato in tempo l’incendio? Ci sono i sensori?
2.  Luglio 2015. Interruzione energia elettrica. La gestione dell’aeroporto e’ di Adr che ha impegnato negli ultimi 3 anni 600 milioni di euro per investimenti. Possibile che non ci sia un sistema automatico di supporto di energia elettrica?
3. Luglio 2015. Incendio nella Riserva naturale statale del Litorale Romano a ridosso dell’aeroporto che ha creato il fumo il quale ha bloccato i voli. La riserva e’ affidata ai comuni di Roma (manco a dirlo) e Fiumicino. Incendi di tale portata significano incuria. E’ il caso che il ministero dell’Ambiente si riprenda la gestione della riserva?
Dopodiche’, chi e’ rimasto con il cerino in mano e’ l’utente. Interessa? Non sembra, visto che il ministro, invece di prendere decisioni, si e’ limitato alle geremiadi di turno.
E’ questa la nostra classe politica, bellezza!

Primo Mastrantoni, segretario Aduc