imuL’inizio dell’anno accademico è alle porte e gli studenti sono già da tempo in cerca di una casa da condividere. Per una stanza singola nella Capitale si devono sborsare tra i 400 e i 450 euro al mese. Una cifra decisamente importante. Ma questa cifra cosa comprende? Analizzando gli annunci è facile accorgersi di una cosa, il contratto regolare, come ad esempio il bagno in camera, è un optional piuttosto difficile da trovare.

Insomma, il contratto sembra un adempimento tutt’altro che scontato. Per capirne di più la redazione di Spazioconsumatori.tv ha deciso di effettuare diverse telefonate per valutare le offerte presenti sia su internet che sulle bacheche delle facoltà universitarie. Il risultato? Su un centinaio di annunci, il 40% sono affitti in nero. Sono molti, infatti, i proprietari che, senza farsi troppi scrupoli, propongono un considerevole sconto se si rinuncia alla “formalità” del contratto. A volte si parla anche di un risparmio del 30% sul canone mensile.

È importante considerare anche un altro dato: alcuni proprietari, almeno per telefono, preferiscono mantenersi sul vago rispetto alle formalità contrattuali, elemento che fa ipotizzare una probabile preferenza per l’affitto in nero. Tali annunci corrispondono a circa il 10% del totale delle telefonate effettuate, cifra che, sommata al sopracitato 40%, fa lievitare ulteriormente la quantità di annunci irregolari.

“Il contratto non è indispensabile”, “non siamo tipi formali”, “va bene anche un accordo a voce”. Sono queste le frasi che molti studenti si sentono ripetere quando cercano una sistemazione. E spesso accettano, visto il risparmio economico promesso dai proprietari.

“Ovviamente i numeri che citiamo non possono avere un valore statistico – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – ma indicano indubbiamente una chiara tendenza del mercato degli affitti romani: i contratti sono una condizione decisamente poco diffusa”.