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AGCOM interviene sulla riduzione a 28 giorni di TIM, Wind e Vodafone

AGCOM e CODICI, schierati contro la riduzione a 28 giorni delle promozioni telefoniche

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L’Agcom ha segnalato all’Antitrust per gli accertamenti di competenza, la nuova prassi dei maggiori operatori telefonici di ridurre a 28 giorni, anziché 30, la durata delle promozioni

Roma,31 luglio 2015 – Già la scorsa settimana CODICI aveva segnalato che Tim, Vodafone e Wind avevano adottato una prassi scorretta nei confronti dei loro utenti. Tale prassi riguarda la rimodulazione dei tempi delle promozioni telefoniche: la durata non è più di 30 giorni ma di 28. La conseguenza è un aumento annuo per gli utenti del 7% dei costi che tradotto in soldoni sono 15 € in più a utente. Con la scadenza ogni 28 giorni, infatti, gli utenti si trovano a pagare 13 mensilità anziché 12.

Anche l’Agcom è intervenuta sulla questione. Pur riconoscendo la libertà commerciale degli operatori, ha deciso di segnalare all’Antitrust, che effettuerà i controlli di sua competenza, la pratica adottata da Tim, Wind e Vodafone.

“Siamo soddisfatti nel constatare l’interesse dell’Agcom nei confronti di questa pratica messa in atto dai maggiori operatori telefonici. E’ inconcepibile che gli utenti siano costretti a pagare una tredicesima rata, è una vera e propria beffa” dichiarano Ivano Giacomelli Segretario Nazionale e Luigi Gabriele Affari Istituzionali CODICI.

Ricordiamo agli utenti che per legge è possibile però, nei casi di cambiamenti come questo, disdire gratuitamente la promozione. Inoltre, oltre a H3G, Tim, Vodafone e Wind, ci sono altri operato ridi telefonia mobile ai quali affidarsi. Tra questi, è possibile affidarsi a Coopvoce, Tiscali, Fastweb, PosteMobile, ERG Mobile, Auchan Mobile, Uno Mobile e Telepass Mobile.

A tal proposito sul sito dell’Autorità è possibile trovare, su sito  http://www.agcom.it/telefonia-mobile, il link per le pagine delle offerte di tutti gli operatori sul mercato.

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel corso della riunione del 28 luglio u.s., ha analizzato l’attività di vigilanza svolta dagli uffici sull’introduzione negli ultimi mesi da parte dei principali operatori di telefonia mobile di modalità di rinnovo automatico delle offerte ricaricabili ogni quattro settimane e non più mensilmente come in precedenza. Sul piano economico, l’effetto della nuova modalità di tariffazione implica un aumento medio annuo della spesa di circa il 7%. Nello specifico, le nuove sottoscrizioni ad offerte ricaricabili dell’operatore WIND (dallo scorso mese di marzo) e Vodafone (da giugno) avranno il rinnovo automatico ogni 28 giorni e non più mensilmente come in precedenza. L’operatore TIM, invece, a partire dal prossimo 2 agosto, ha da un lato previsto il rinnovo ogni 28 giorni per le nuove sottoscrizioni, dall’altro ha comunicato all’Autorità l’intenzione di estendere la modalità a numerosi piani tariffari dell’offerta ricaricabile già sottoscritti, con effetto anche sui propri clienti. Relativamente alle nuove sottoscrizioni, l’Autorità –pur riconoscendo la libertà commerciale degli operatori – ha ritenuto opportuno segnalare all’Autorità antitrust, per gli accertamenti di competenza, gli effetti sulla concorrenza derivanti dalla concomitanza delle politiche tariffarie delineate, e in particolare gli effetti restrittivi sugli utenti di ricaricabili che in pochi mesi hanno visto drasticamente ridursi la possibilità di reperire sul mercato offerte di rinnovo automatico della tariffazione alternative a quella ogni 28 giorni. Con particolare riferimento alla rimodulazione tariffaria operata da TIM rispetto ai piani attualmente in vigore, l’Autorità invece ha ritenuto non completa l’informazione agli utenti sull’intenzione di rimodulare le offerte già sottoscritte, informazione necessaria a garantire il diritto di recedere dal contratto, eventualmente passando ad altro operatore, senza penali o costi di disattivazione. Pertanto, con delibera n. 463/15/CONS l’Autorità ha diffidato la Società al rispetto degli articoli 70 e 71 del codice delle comunicazioni e, conseguentemente, a prorogare di sessanta giorni, decorrenti dalla completa informativa agli utenti interessati, il termine per l’esercizio del diritto di recesso senza costi. UFFICIO COMUNICAZIONE E RAPPORTI CON I MEZZI DI INFORMAZIONE stampa@agcom.it www.agcom.it Tel. 06 – 69644919 L’auspicio dell’Autorità è che, grazie a tale misura, gli utenti possano acquisire maggiore consapevolezza della reale portata della manovra e scegliere con consapevolezza se esercitare il diritto di recedere dal contratto, passando ad operatori alternativi. A tal proposito si rammenta che sul sito dell’Autorità è possibile trovare, alla pagina dedicata http://www.agcom.it/telefoniamobile, il link per le pagine delle offerte di tutti gli operatori sul mercato, al fine di una completa comparazione.

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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