Le persone colpite avevano ingerito pomodori provenienti dal Marocco, commercializzati da una società francese che produce, confeziona e importa gli alimenti marocchini. Proprio tale società ha recentemente dichiarato che, nonostante le analisi non abbiano rilevato anomalie rispetto agli standard sanitari, ha deciso di fermare la commercializzazione in via precauzionale.

Ma in Italia sono stati commercializzati tali alimenti? Cosa si sa della vicenda? Sono state effettuate campagne informative e affissi annunci negli esercizi commerciali? I consumatori sono stati adeguatamente informati? La risposta è negativa, visto che i consumatori nostrani oggi risultano all’oscuro di tutto, ignorando qualsiasi eventuale pericolo insito nell’assunzione dei pomodori marocchini.

Un’altra domanda, a questo punto, è più che lecita: costa sta facendo il Ministero della Salute? La mancanza di trasparenza nell’erogazione delle informazioni e la scarsa attenzione nei confronti del consumatore non rendono un buon ritratto del Ministero. Cosa ancora più grave, si ricordi che anche la vicenda dei frutti di bosco contaminati, allarme ancora in corso, era stata segnata da un grande immobilismo da parte del Ministero, che non si era mostrato particolarmente “collaborativo” nei confronti dell’Associazione, la quale si era ritrovata costretta a ricorrere al Tar per ottenere informazioni di grande utilità anche per la tutela della salute del cittadino. Fortunatamente, in quel caso, il Tar aveva appoggiato il Codici, ordinando al Ministero di rendere noti gli atti richiesti. Oggi vogliamo cambiare le cose o si intende ricadere negli errori effettuati nel recente passato?