Come nell’800 le famiglie italiane vanno nel bosco a raccogliere la legna da ardere nel camino. E’ quello che si deduce leggendo gli ultimi dati Istat sul consumo medio annuale del legname usato nel nostro Paese per il riscaldamento domestico e l’acqua calda a uso sanitario.

Secondo l’istituto nazionale di statistica, il totale della legna bruciata ogni anno coincide con la spesa media destinato all’acquisto di energia elettrica e GPL. Non è poco perché in termini quantitativi vuol dire che l’anno scorso sono stati consumati 17 milioni di tonnellate di combustibile proveniente dai boschi pari a 3,2 tonnellate pro capite. Sul totale delle famiglie o il 21 % fa uso di legna. Quello che fa rimanere esterrefatti è il grande consumo che se ne fa al Sud. Qui infatti la percentuale sale al 22%, con picchi al 39% se ci si sposta nella Sardegna.

Inoltre il 55% delle famiglie non acquista la legna dai rivenditori ma, forse per colpa della crisi economica, si arrangia, raccogliendo da sé le fascine nel weekend. “Nonostante da anni si parli di tecnologie avanzate nel settore e l’Autorità per l’energia spinga per il riscaldamento attraverso il consumo d’energia elettrica, i camini nelle case continuano ad ardere a più non posso. Non possiamo che essere soddisfatti – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali – per questa dinamicità con cui le famiglie italiane tengono puliti i boschi. Tuttavia è necessario ricordare che i caminetti domestici vanno fatti controllare da ditte specializzate almeno una volta l’anno e che non è permesso bruciare legna trattata chimicamente perché tossica”.