“L’Istat torna con i piedi per terra e finalmente si rende conto che, forse, per le famiglie le cose non vanno così bene come ha dichiarato fino ad ora.” – commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

A febbraio, secondo l’Istituto di Statistica, la fiducia dei consumatori cala a 114,5 punti, con “cali in tutte le componenti, a partire da quella economica e futura.” Inoltre, peggiorano “significativamente” i giudizi e le attese sull’attuale situazione economica del Paese.

Un dato vicino alla realtà, dopo mesi di rilevazioni che, evidentemente, erano prese lontano dall’Italia.

Questo andamento, del resto, si attesta più in linea con le tendenze registrate nel sistema economico.

L’occupazione si trova ancora su livelli allarmanti, la domanda e la produzione stentano a riprendersi.

Basti pensare che nel triennio 2012-2013-2014 i consumi hanno subito una contrazione di circa 78 miliardi (pari al -10,7%), dal 2008 ad oggi, inoltre, persino settori vitali come quelli dell’alimentazione e della salute hanno subito flessioni allarmanti (rispettivamente -11% e -28,8%).

Presa consapevolezza di tale situazione, è necessario che il Governo corra ai ripari al più presto.

Come ribadiamo da tempo, la via maestra per invertire tale andamento è agire concretamente e con determinazione per la redistribuzione dei redditi attraverso un rilancio dell’occupazione, da realizzare con lo stanziamento di investimenti destinati a:

– lo sviluppo tecnologico e la ricerca;

– la realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali;

– la modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti;

– l’avvio di un programma per lo sviluppo e la valorizzazione dell’offerta turistica nel nostro Paese.

Rimettere in moto la domanda occupazionale significa dare ossigeno alle famiglie in termini generali: non dimentichiamo che ogni disoccupato pesa sulle spalle delle famiglie (nonni, genitori, parenti), che rappresentano la vera forma di welfare, con un onere di circa 450 euro mensili.