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Altro che Saldi, il commercio torna a crollare. Dati ISTAT -1,3%

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Fino ad oggi ci siamo allarmati perché le vendite erano ferme, oggi torniamo purtroppo a denunciare una grave diminuzione. Se, infatti, rispetto a maggio 2016 le vendite al dettaglio aumentano di un impercettibile 0,3%, quel che è grave è che diminuiscono del -1,3% rispetto al 2015.
“Si tratta della prova certa ed inequivocabile del fatto che il Paese non conosce alcuna ripresa e che gli annunci fatti fino ad oggi sono solo fumo negli occhi.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
Tanti anni di forte contrazione dei consumi (-10,4% nel triennio 2012-2013-2014, pari ad una diminuzione complessiva della spesa delle famiglie di 78 miliardi di euro) avrebbero dovuto insegnare qualcosa: che la crisi della domanda interna è in grado di trascinare l’intera economia in un baratro profondo, che solo la redistribuzione dei redditi ed il rilancio del potere di acquisto possono arginare.
Per questo è indispensabile ed urgente agire in tal senso. Ben vengano tutte le misure di contrasto alla povertà (purché vi siano gli opportuni accertamenti su chi godrà di tali agevolazioni), ma da sole non bastano.
Continuiamo a ripetere che il Lavoro è il punto cardine da cui ripartire. Avviare un Piano Straordinario per il Lavoro è il primo passo per dare nuovo slancio all’intero sistema economico.
Un piano che preveda investimenti per lo sviluppo e la ricerca, opere di modernizzazione e realizzazione di infrastrutture, programmi di valorizzazione dell’offerta turistica.
Creando nuovi posti di lavoro si alleggerirebbero gli oneri di molte famiglie, che sono costrette a farsi carico del mantenimento di figli e parenti disoccupati, con una spesa di circa 450 Euro al mese.consumi
Il nostro O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che, se la disoccupazione tornasse a valori intorno al 6% (livello pre-crisi, ancora eccessivo a nostro parere), la capacità di acquisto delle famiglie aumenterebbe di circa +40 miliardi di Euro l’anno.
Risulta, quindi, indispensabile che il Governo si decida a compiere un passo deciso in tale direzione, per gettare i presupposti di quella ripresa che finora abbiamo solo sentito invocare.

 

 

In Italia si assiste ad un vero e proprio “dramma” consumi, nel totale immobilismo del Governo che resta a guardare l’incredibile sequenza di dati negativi forniti dall’Istat. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri dell’istituto di statistica che vedono a maggio una contrazione delle vendite al dettaglio del -1,3% su base annua.

“La tanto attesa ripresa dei consumi non si è verificata, e anzi sul fronte delle vendite la situazione sembra precipitare – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il dato estremamente preoccupante è quello relativo agli alimentari, con gli acquisti che in tale comparto diminuiscono a maggio del -1,8%. Questo significa che gli italiani riducono i consumi anche sul cibo, circostanza grave e preoccupante”.

“Il Governo non può rimanere con le mani in mano e deve intervenire liberalizzando il commercio e adottando quelle misure da tempo chieste dai consumatori per incrementare le occasioni di acquisto e incentivare i consumi da parte delle famiglie” – conclude Rienzi.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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