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Altroconsumo Finanza: la BCE non mette (ancora) mano al portafoglio

L’economia di Eurolandia continua a zoppicare: l’inflazione dell’area euro (allo 0,7% secondo le ultime rilevazioni) è ai minimi storici e l’attuale quotazione dell’euro rispetto alle altre valute nazionali è così alta da deprimere le esportazioni europee. Questa la sintesi degli analisti di Altroconsumo Finanza e questi sono i motivi che hanno spinto a più riprese la Banca centrale europea a promettere misure di politica monetaria “straordinarie” senza, però, passare dalle promesse ai fatti.

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La scorsa settimana la Bce ha detto che i tassi forse scenderanno all’inizio di giugno, in occasione della prossima riunione dell’istituto. Il futuro dell’economia europea non è roseo – sottolinea Vincenzo Somma direttore di Altroconsumo Finanza – ma la situazione non è, oggi, così grave da giustificare un intervento immediato, questa è stata la spiegazione ufficiale all’ennesimo rinvio dei taglio dei tassi.
In realtà, la Banca centrale europea punta ad agire, posto che lo faccia davvero, dopo le elezioni del Parlamento europeo, quando le pressioni politiche nei confronti della Bce, in particolare da parte del Governo francese, il più attivo a chiedere il ricorso alle misure straordinarie, dovrebbero essere meno forti. Inoltre, la Bce spera che “l’effetto annuncio” legato alla promessa che a giugno i tassi verranno tagliati – di quanto ancora non si sa, probabilmente verranno tosati di una percentuale compresa tra lo 0,1% e lo 0,15%, mentre il ricorso al riacquisto di titoli obbligazionari è stato per ora escluso – renda superfluo ricorrere a ulteriori tagli.

L’effetto sulla quotazione dell’euro è stato immediato – sottolinea Somma: dopo aver raggiunto e superato la soglia di 1,4 euro per 1 dollaro Usa, la valuta comunitaria si è rivalutata, giovedì, subito dopo la riunione, arrivando a 1,3886 euro per 1 dollaro Usa, per poi chiudere la settimana a 1,3781. L’annuncio ha avuto un effetto positivo anche sulle Borse, effetto che, però, non è durato a lungo. Insomma, l’incertezza sulle mosse future della Bce continua. Gli analisti di Altroconsumo Finanza consigliano quindi, per ora, di mantenersi su scadenze brevi per i propri acquisti di bond in euro, scegliendo titoli con scadenza compresa tra 3 e 5 anni.

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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